Affluenza record, venti relatori e alti contenuti scientifici al 5° Congresso di Fisica e Medicina Quantistica organizzato da Spazio Tesla

Lucio Rossi fisico del Cern di Ginevra

Soddisfatti per l’affluenza, per i contenuti scientifici espressi sia dai relatori che hanno dato la loro testimonianza in campo medico che nell’ambito della coscienza. Si sono ampliati dei concetti definendo ancora una volta l’integrazione tra la medicina, la coscienza e la parte spirituale di ognuno di noi. Speriamo che ampli la visione di molti medici che sono ancora compartimentati nella loro branca specialistica.  Allargare questa comprensione dell’essere umano a 360° credo che possa aiutare il medico a favorire la guarigione e portare il malato ad una condizione di benessere totale”

Le parole della D.ssa Ornella Righi referente scientifico di Spazio Tesla esprimono il senso di questo 5° Congresso di Fisica e Medicina Quantistica organizzato da Spazio Tesla dedicato quest’anno al tema “Acqua e coscienza, l’interazione che guarisce” nella prestigiosa sala degli Arazzi presso il collegio Alberoni di Piacenza

“Ci stiamo accorgendo che la massa critica che si sta muovendo rispecchia la nostra mission- afferma il presidente di Spazio Tesla Alberto Negri– noi siamo dei liberi pensatori che si avvalgono di uomini di scienza, di persone che si interessano di questi temi a larghissimo respiro.  Nel nostro piccolo pensiamo di dare un contributo a questo risveglio che in questi due giorni abbiamo sentito da più parti”.

“La fatica è stata premiata da un risultato entusiasmante.- aggiunge Laura Groppi coordinatrice dell’associazione piacentina– Un 5° Congresso che ha visto sempre più persone che ci ha seguito. Vuol dire che stiamo davvero smuovendo questa famosa massa critica che si deve creare”.

Ospite eccezionale del congresso il Prof. Lucio Rossi fisico del Cern di Ginevra, piacentino illustre.

Essere piacentino vuol dire essere laborioso, non avere grilli per la testa, avere dei valori sani, avere delle basi su cui appoggiarsi. Questo ha contato tanto nella mia carriera e nella mia vita personale”  Rossi è al Cern di Ginevra dal 2001 ma ha iniziato a lavorare sull’acceleratore di particelle nel 1987 come professore all’Università di Milano. Praticamente da 30 anni lavoro all’ LHC (Large Hadron Collider) , posso dire di conoscerlo bene, sono una delle memorie storiche e soprattutto ho costruito il primo magnete superconduttore grande dell’LHC”. Parlando di Nikola Tesla, lo scienziato che ha ispirato Spazio Tesla l’associazione organizzatrice del congresso, Rossi ha evidenziato come la scienza gli abbia reso onore intitolando l’unità di misura del campo magnetico con il suo nome. Nel nostro linguaggio “Tesla” lo usiamo regolarmente per riconoscere il suo contributo. Chi lavora nel settore sa la sua importanza. I nostri magneti superconduttori di LHC danno un campo magnetico di 8 T (Tesla). Tesla è stato uno dei padri della scienza moderna che mette assieme le conoscenze scientifiche con l’innovazione” .  Parlando della coscienza Rossi ha sottolineato che l’uomo non è riducibile al suo aspetto materiale. “Siamo fatti di corpo e spirito, ci siamo evoluti, c’è qualcosa che chiamiamo spirito che è la coscienza e questo è innegabile. Sono credente e penso che ci sia qualcosa oltre la materia. La scienza non può fare il nostro lavoro. Mi sembra che sia più ragionevole supporre che ci sia una realtà che è stata creata che non pensare che questa realtà si sia autogenerata”.

“Acqua e coscienza, l’interazione che guarisce” questo il titolo del 5° Congresso di Fisica e Medicina Quantistica organizzato da Spazio Tesla, un argomento trattato  dal punto di vista scientifico, filosofico, psicologico e spirituale che ha ispirato i numerosi scienziati e relatori prestigiosi intervenuti che fanno della ricerca la loro ragione di vita.

“Le ricerche più recenti sul vuoto quantistico – ha spiegato Il Prof. Luigi Maximilian Caligiuri, direttore scientifico FoPRC (Foundation of Physics Research Center) intervenuto in video all’apertura del congresso- hanno evidenziato che, al livello più fondamentale della realtà, il vuoto fisico debba essere descritto attraverso la dinamica di campi di materia e di radiazione tra loro interagenti in maniera coerente. Nell’ambito di tale modello, elaborato presso il FoPRC, l’acqua presente all’interno dei microtubuli del cervello umano è capace di organizzarsi in domini di coerenza stabili nel tempo, in grado di generare fotoni superradianti che, per effetto tunnel, si propagano determinando la formazione di un campo tachionico che si estende ben al di la della scala delle dimensioni tipiche del cervello umano. Tale campo può interagire in maniera non locale con la materia circostante e, in particolare, con l’acqua presente nell’ambiente esterno generando ad esempio, in questa, modificazioni misurabili. Il modello sviluppato, al di la delle innumerevoli e fondamentali implicazioni di natura teorica e sperimentale, suggerisce un’inedita e sorprendente possibile spiegazione, in termini di teoria quantistica di campo, dell’origine delle funzioni superiori della mente umana e dell’interazione mente-materia suggerendo altresì incredibili connessioni tra i fenomeni della coscienza e la descrizione delle realtà basata sull’idea degli Universi paralleli”.

“Questi sorprendenti progressi scientifici raggiunti – ha proseguito la D.ssa Carmen Di Muro psicologa clinica, psicoterapeuta – non possono non far sorgere nelle menti più ricettive una domanda fondamentale: è possibile che i moti vibratori dei sentimenti, degli stati d’animo e dei pensieri, organizzandosi in domini di campo coerenti capaci di assorbire ed irradiare energia ad alto contenuto quantistico, influenzino l’acqua fino a conferirle proprietà particolari o addirittura miracolose per la salute in grado di produrre trasmutazioni nucleari all’interno dell’organismo vivente? Poiché queste radiazioni producono la formazione di segnali non soltanto nell’ambiente intorno a noi, ma soprattutto all’interno delle nostre cellule e dell’acqua che le circonda, le cosiddette “guarigioni”, definite comunemente “miracolose” possono essere ricomprese come possibilità fenomeniche della coscienza di accedere ad un campo di informazione altamente organizzato capace di riallineare ed attivare i processi metabolici ed elettro-chimici-fisiologici del corpo fiaccato dalla malattia”.

Ascolta la D.ssa Carmen di Muro    ai microfoni di Radio Sound

 L’acqua dunque come veicolo e strumento per promuovere la salute. L’acqua così preziosa e così presente nel nostro corpo, formato al 99% da molecole d’acqua. L’acqua reagisce e si modifica come ha dimostrato lo scienziato Masaru Emoto, l’acqua ha una memoria e secondo il metodo “Arepo”, ideato dal Dr. Francesco Oliviero, che da 35anni si occupa di medicina bioenergetica centrata sulla persona- e descritto nel suo libro “Acqua e coscienza”, può essere informata con simboli universali e personali, in associazione con il cosiddetto “collasso della funzione d’onda”, cioè l’intenzione focalizzata diretta verso un desiderio di guarigione o di benessere psico-fisico.

Si stanno aprendo nuove frontiere nella medicina grazie alle nuove scoperte della fisica quantistica. I ricercatori presenti al congresso hanno una visione olistica dell’uomo che tiene in considerazione il corpo, la mente e lo spirito.

“Il corpo umano, sistema biologico, è un sistema complesso, che con pochissima energia a disposizione riesce a compiere una enorme mole di lavoro biologico – ha detto il Dr. Urbano Baldari che opera nel campo della medicina biofisica presso Poliambulatorio Kimeya di Cesena. Ogni giorno con circa millecinquecento kilocalorie effettuiamo decine di migliaia di miliardi di reazioni biochimiche. In pratica “mangiamo come delle formiche e lavoriamo come degli elefanti. Tutto si basa su un continuo passaggio di flussi informatici, ovvero fasci di quanti biofotonici coerenti che seguendo vie precise di comunicazione, un vero proprio intranet, producono tutte le modifiche steriche necessarie alla sopravvivenza del corpo per il tempo più lungo possibile. Anche le malattie rientrano in questo quadro di sopravvivenza: per il medico che lavora su questi argomenti i quadro patologico in atto in un paziente è la situazione migliore possibile attuale, in grado di assicurare comunque un flusso costante di informazione”.

La D.ssa Giuliana Rapacioli ha illustrato la “Medicina Funzionale” che propone una visione integrata di salute e di malattia che prende sempre in considerazione l’organismo intero, anche per comprendere processi patologici localizzati. La Medicina Funzionale permette di diagnosticare i disturbi funzionali ed i disturbi di regolazione attraverso la valutazione attenta e completa del quadro clinico tenendo conto di tutti i sintomi, delle patologie e delle indagini di laboratorio o strumentali. Questo tipo di diagnosi differenziale funzionale permette di capire il processo in atto, cioè di comprendere come si “diffondono” le malattie, e come mai alcuni processi morbosi restano localizzati mentre altri diventano sistemici o coinvolgono strutture apparentemente non correlate all’organo o sistema primitivamente coinvolto. La schematizzazione di patogenesi – ha spiegato Rapacioli- è rappresentata da diagrammi di flusso chiamati “Catene causali”, teorizzate dal Dr. H. Schimmel alla fine degli anni ’80 e sono un rivoluzionario modo di leggere le patologie croniche: tutti i problemi del paziente si fanno risalire alla disfunzione di un unico organo. Rappresentano, cioè, il percorso evolutivo della storia patologica del paziente in quanto tengono in considerazione tutte le possibili manifestazioni ed evoluzioni di una patologia che colpisce un ben determinato distretto dell’organismo.

Il Dr.Vincenzo Miranda responsabile dell’Unità di Ricerca Clinica Presso GUNA SpA ha portato i risultati della ricerca in ambito oncologico della Low Dose Medicine (LDM), trend insieme farmacologico e, più in generale medico nato nei primi anni ’90, grazie alla diffusione dei concetti espressi dalla Psico-Neuro-Endocrino-Immunologia (PNEI). Miranda ha illustrato i presupposti scientifici dell’immunofarmacologia low dose ed i risultati delle ricerche riguardanti l’utilizzo di signaling molecules low dose in ambito oncologico. La LDM nasce dall’incontro tra Biologia Molecolare e PNEI e si è sviluppata grazie alle conquiste scientifiche nel campo della farmacologia delle basse dosi.  “Applicando tecniche farmaceutiche innovative – ha spiegato Miranda- si è riusciti a ridurre notevolmente la concentrazione delle preparazioni di citochine, ormoni, neuropeptidi e fattori di crescita, osservando che dosaggi sub-nanomolari producevano effetti biologici senza gli effetti collaterali ascrivibili alle alte dosi. Dieci anni di ricerca scientifica nel campo della LDM hanno dimostrato la validità dell’approccio concettuale, l’efficacia e la sicurezza dell’intervento terapeutico basato sulla somministrazione orale di dosi basse di molecole segnale (signaling molecules) attivate”.

Le frontiere della conoscenza si sono spinte oltre grazie alle nuove ricerche illustrate  e al contributo apportato da tutti i relatori del V° Congresso di Fisica e Medicina Quantistica, alcuni dei quali provenienti anche dall’estero come il  Dr. Carlos Orozco, il principale consulente in energia e medicina informatica al centro di Focus Health e Wellness in Australia. Orozco è stato presentato dal Prof. Piergiorgio Spaggiari, fisico e medico plurispecializzato e professore ordinario di medicina  dello sport all’Università San Raffaele di Milano.

Il Dr.Fausto Bellabona ha parlato della matrice extracellulare, ill tessuto di confine  tra uomo energetico e uomo strutturale, il Prof. Gioacchino Pagliaro si è soffermato sui biofotoni e sulla guarigione quantica.

Del trasferimento frequenziale del farmaco ha relazionato Il Dr. Massimo Citro, medico, ricercatore scientifico e scrittore. Il Dr. Alberto Ugo Caddeo ha spiegato come la cellula sia un centro di entanglement informazionale. Presente il fisico americano Vatchè Keuftedjian, fondatore  di una società di ricerca  scientifica focalizzata sullo studio dell’acqua e i livelli vibrazionali che è riuscito a portare in armonia con la vibrazione naturale. Le sue scoperte sono state portate  in tutto il mondo e applicate in diversi settori: dall’industria, all’agricoltura e al commercio.

 Di scienza della coscienza ha parlato lo psicologo, analista Reichiano Roberto Maria Sassone creatore dei “Laboratori di Coscienza integrale del Corpo” gruppi in cui integra la psicoterapia corporea e la meditazione integrale. “La nostra intera civiltà – ha detto Sassone- è ad un bivio e c’è poco tempo per agire. Questo secolo sancirà la catastrofe oppure la più incredibile svolta evolutiva dell’umanità. Credo che l’unica grande risorsa alla quale possiamo appellarci sia la Coscienza dell’Uomo. Solo un cambiamento di coscienza può salvare la nostra specie. È l’Uomo che funziona male e, appena ha un po’ di potere, lo mette al servizio del proprio narcisismo. Esiste  un fenomeno che un fisico saprebbe spiegare: più numerosi sono gli individui consapevoli dell’assurdità di questo sistema globale e più cresce e si diffonde, come un contagio positivo, la coscienza collettiva. La coscienza di ognuno di noi non è un fatto privato e separato, ma è un campo che si unisce agli altri campi, creando un’entità vasta, capace di produrre trasformazioni nel tessuto dell’umanità. Gli esseri umani sono in rete nel male ma anche nel bene, nell’involuzione ma anche nell’evoluzione. Chi ha esperienza di lavoro con i gruppi di qualsiasi tipo sa che esiste la coscienza di gruppo e riscontra puntualmente che il cambiamento di coscienza di qualche elemento del gruppo modifica la coscienza del gruppo nella sua totalità. Mi  preme dire  che la ricerca interiore deve mettere radici in una vera e propria scienza della coscienza di cui iniziamo a vedere il sorgere per merito di studiosi e ricercatori nel settore delle neuroscienze, della fisica quantistica, della psicologia olistica, negli studi sulla coscienza, nei processi neurofisiologici che avvengono nelle pratiche di meditazione, nell’introduzione della mindfulness, nelle sintesi tra psicoterapie e meditazione. La mente non è più separata dal corpo, ma è considerata un fenomeno unitario che pervade tutto l’essere umano. L’intero organismo è permeato di coscienza in ogni cellula.  L’Armonia nel continuo processo di trasformazione è alla base di ogni manifestazione della vita e nell’Uomo la consapevole percezione di essa si chiama Amore”.

“La coscienza è un sentire e quando sentiamo non sbagliamo mai” le parole sono del Dr. Alberto Lori Giornalista Rai, divulgatore, formatore, autore di video, presidente di Quantum Academy di Verona. Nella sua relazione “Il risveglio della coscienza” ha spiegato la differenza tra mente e coscienza. “La mente è quella parte che ci rende consapevole di noi stessi fatta di logica, razionalità, pensiero, paura, ricordi, passioni,  quel chiacchiericcio mentale che dice quello che dobbiamo o non dobbiamo fare ed è condizionato dal modello, il risultato diretto del dna e dell’ambiente nel quale siamo vissuti e viviamo. E’ la coscienza che crea, con l’effetto osservatore del test quantistico della doppia fenditura è diventato impossibile indagare nel nucleo della realtà dell’universo senza usare la coscienza. Essa non soltanto è molto reale ma è più concreta del resto dell’esistenza fisica e molto probabilmente ne costituisce il fondamento”.

Il Dr.Daniel Lumera accreditato formatore internazionale, ideatore del percorso formativo My Life Design e  fondatore della Scuola Internazionale del Perdono ha relazionato  sul senso autentico del perdono capace di modificare radicalmente la struttura della materia, della vita, delle emozioni e dei pensieri. Uno strumento terapeutico di eccezionale efficacia per imparare a liberarsi del dolore,  dell’odio e del rancore. Un metodo che insegna ai corsi, riportato nei libri che ha scritto, tra i quali “I 7 passi del perdono” e che ora è diventato anche un progetto pilota scientifico dal titolo“ Liberi dentro” realizzato in collaborazione con l’Università di Milano e il patrocinio del Dipartimento Amministrazione Penitenziari che coinvolge quattro carceri italiane e che si sviluppa attraverso un percorso annuale sul perdono e sulla meditazione, un percorso di consapevolezza con l’obiettivo d testare i parametri che incidono sulla recidiva. “Il carcere – afferma Lumera- non è un’esperienza educativa. La giustizia punitiva è un meccanismo che non crea risultati importanti. Noi riteniamo che l’elemento consapevolezza sia necessario per una trasformazione reale di tutta la società.

La D.ssa Annachiara Farneti, musicologa, cantante e life vocal coach ha illustrato  “L’incanto di nascere”. Un progetto di Cantoterapia all’interno del Reparto di Pediatria e Neonatologia dell’Ospedale di Piacenza, in accordo e sotto la direzione del Primario Dott. Giacomo Biasucci. I neonati saranno oggetto di osservazione durante sessioni di canto-terapia a cadenza settimanale. I benefici di tale intervento saranno misurabili attraverso la rilevazione di eventuali modificazioni nei parametri fisiologici dei neonati (direttamente correlati al benessere dell’infante) tra cui la frequenza cardiaca, la saturazione d’ossigeno, il numero e la frequenza di apnee. Le sessioni comprenderanno un periodo di pre-osservazione ed uno di post-intervento. In secondo luogo, il presente progetto intende proporre un intervento focalizzato sulla diade madre/bambino: in questo caso, la metodologia può essere inquadrata sia come naturale prosecuzione della prima parte dell’intervento in Ospedale, sia come studio pilota a sé stante.

Durante la due giorni vi sono stati momenti di meditazione, di danza con la partecipazione della Scuola “La Stanza di danza” e di musica con le sequenze sonore e il linguaggio universale per attivare e rigenerare il corpo. Accordatura quantistica per ottimizzare le situazioni disarmoniche psico-fisiche. Le performance dal vivo sono state eseguite dal Dr. Endrik Favero e dalla D.ssa Maria Guastamacchia.

Ospite la nipote di Nikola Tesla Danny Mandich Tesla che ha regalato all’Associazione Spazio Tesla una sua creazione che partendo dalle iniziali S e T raffigura un cervello quantico.

Sul palco è stata installata l’opera dell’artista Giuseppe Orsenigo, una grande bobina di Tesla riflessa all’infinito dagli specchi installati nella struttura.

Nei prossimi giorni sul sito di Spazio Tesla verranno pubblicati il video del congresso e le interviste realizzate ai relatori.