Danni da fauna selvatica ed etichette di origine, Coldiretti chiama a raccolta i soci

I danni provocati dalla fauna selvatica, la siccità che ha caratterizzato il 2017 ma anche le grandi battaglie portate avanti per l’estensione delle etichette d’origine sui prodotti (con latte e formaggi già in vigore e con pasta, riso e derivati del pomodoro per i quali è stato avviato tutto l’iter). Sono i temi principali affrontati nel corso delle assemblee di Coldiretti nel Piacentino. Gli incontri – che si sono aperti lo scorso 24 novembre a Cortemaggiore e sono proseguiti a Pianello, Bobbio, Ziano, Bettola ed Agazzano – termineranno mercoledì 13 dicembre nella sala Bertonazzi del Palazzo dell’Agricoltura di Piacenza e venerdì 15 a Lugagnano nella sala comunale. Entrambe le assemblee avranno inizio alle 10.30. Oltre ai segretari di zona, partecipano il presidente di Coldiretti Piacenza Marco Crotti e il direttore Giovanni Luigi Cremonesi.

In primo piano dunque il clima e la siccità che anche in autunno ha costretto alcuni agricoltori ad irrigare grano e cereali in fase di semina e che martedì 5 dicembre è stata al centro della tappa piacentina della troupe di Sky Tg 24.

In occasione dell’intervista televisiva e durante le assemblee, Crotti si è soffermato a lungo sui problemi provocati dalle difficili condizioni climatiche al mondo agricolo. A Bettola, zona in cui molte aziende sono state rifornite con le autobotti, era presente anche il presidente del Consorzio di Bonifica Fausto Zermani che ha illustrato opere e progetti per migliorare la gestione delle risorse idriche.

“L’acqua è vita, è un bene fondamentale e mai come quest’anno abbiamo capito che non deve essere sprecata” ha commentato Crotti.
Sempre molto partecipati i dibattiti. Uno degli argomenti più spinosi è quello dei danni causati dalla fauna selvatica. Da tempo Coldiretti – anche attraverso il suo sito internet www.piacenza.coldiretti.it che nella homepage ha attivato un’area dedicata alle segnalazioni – invita le autorità regionali e statali a prendere coscienza del fenomeno, che purtroppo sta diventando una calamità.

L’ultima dimostrazione è l’ordine del giorno votato dal consiglio comunale di Coli che sarà inviato a Roma e Bologna, proprio con la finalità di chiedere che si arrivi in tempi brevi a un piano nazionale di contenimento dei lupi.

Spazio inoltre ai risultati ottenuti dalle battaglie di Coldiretti in merito all’etichettatura fino ai motivi di contrarietà al Ceta, ma anche alla difesa del “made in Italy”, all’evoluzione dei contributi e all’importanza della nascita di “Filiera Italia”, la nuova realtà associativa che vede per la prima volta il mondo agricolo e l’industria agroalimentare italiana d’eccellenza insieme per difendere tutta la filiera nazionale.
“I motivi per cui riteniamo il Ceta pericoloso – ribadisce Crotti – sono tanti. L’accordo non tutela i salumi piacentini, esclusi come altre 250 dop italiane. E poi ci sono gli aspetti legati alla salute: in Canada viene fatto un uso intensivo di glifosate nella fase di pre-raccolta. In Italia invece il glifosate è vietato. Non si può considerare equivalenti due modelli così distanti”.

Tra i relatori nelle assemblee in Val Tidone c’era anche il direttore di Condifesa Stefano Cavanna, che ha aggiornato la folta platea sul percorso avviato attraverso un tavolo tecnico, al fine di attivare nuove polizze assicurative per chi possiede vigneti, tema molto sentito in Val Tidone. A Cortemaggiore sono intervenuti invece Filippo Arata, presidente di Ainpo che ha fotografato la difficile annata del pomodoro e le aspettative per la prossima campagna e Fabio Minardi, in rappresentanza di Ara (associazione regionale allevatori) che ha tracciato un bilancio sulla situazione del latte.

Non sono mancate infine riflessioni sulla sicurezza alimentare e sul problema delle gelate tardive e del novel food. “Queste assemblee – afferma il direttore Cremonesi – sono fondamentali in quanto ci consentono di aggiornare i nostri soci su quanto Coldiretti sta facendo e sui risultati tutt’altro che scontati che derivano dall’attività sindacale, ma rappresentano anche un’opportunità importante per raccogliere le istanze del territorio, proposte e suggerimenti da parte dei nostri agricoltori”.