Giornata del malato oncologico, Rabuffi: “Massimo sostegno alle associazioni di volontariato”

Rabuffi

Ieri hanno avuto inizio a Roma i lavori per la XII giornata del malato oncologico. Un’occasione sulla quale si esprime il candidato sindaco di Piacenza in Comune, Luigi Rabuffi. “La Giornata nazionale del malato oncologico viene celebrata ogni anno nella terza domenica di maggio. Essa è dedicata al malato, agli ex malati, ai sopravvissuti al cancro e a tutti coloro che hanno vissuto da vicino la malattia condividendone ansie, sofferenze e preoccupazioni per il futuro. In Italia ogni anno circa 270 mila cittadini sono colpiti dal cancro. Attualmente, il 50% dei malati riesce a guarire, con o senza conseguenze invalidanti. Dell’altro 50% una buona parte si cronicizza, riuscendo a vivere più o meno a lungo. I risultati della ricerca, i progressi della diagnostica, della medicina e della chirurgia, le nuove terapie contro il tumore, stanno mostrando effetti positivi sul decorso della malattia, allungando, anche sensibilmente, la vita dei malati senza speranza di guarigione. I frutti della ricerca scientifica hanno consentito ai pazienti di sopravvivere al cancro. D’altro canto, l’allungamento della vita dei pazienti oncologici ha portato con sé nuove sfide da affrontare ed è evidente che gli strumenti legislativi e previdenziali non sono ancora sufficienti: cittadini e cittadine di ogni età debbono dedicarsi quasi quotidianamente alla loro lotta al cancro, si tratta della condizione che i volontari delle associazioni federate nella F.A.V.O. hanno definito una “nuova disabilità di massa”, in quanto il prolungamento della vita dei malati che non guariscono costituisce un problema sociale di grande rilevanza. Alcuni dei problemi più importanti, ad esempio, riguardano i diritti sul lavoro, l’accesso alle terapie (numerose terapie sono ancora a pagamento), le cure palliative e la terapia del dolore”.

“Cogliamo l’occasione di questa iniziativa nazionale per ringraziare i volontari che si occupano quotidianamente con amore e competenza dei pazienti oncologici: il contatto quotidiano con la sofferenza richiede una grande forza morale ed un’altissima motivazione: a loro va tutta la nostra stima e la nostra riconoscenza. Facciamo nostro il comunicato dell’inizio lavori della XII giornata del malato oncologico, per ricordare che anche a Piacenza, così come nel resto d’Italia, tante persone stanno vincendo la loro lotta contro il cancro. Purtroppo, non sono molti gli strumenti che un Comune può mettere a disposizione per intervenire sul vulnus legislativo, che vede la mancanza di diritti in ambito lavorativo per il paziente oncologico. Ricordiamo che il paziente che vince la propria battaglia ha il diritto di tornare al proprio lavoro in condizioni che gli/le permettano di proseguire le proprie terapie e di prendersi cura della propria salute. Questo vuoto legislativo deriva dal fatto che, prima, le cure non erano così efficaci e, purtroppo, in pochissimi sopravvivevano. Ecco: a questo proposito, un’amministrazione non può intervenire; così come un Comune non ha praticamente voce in capitolo nell’ambito della salute, che resta di competenza regionale. Un Comune, però, può creare borse lavoro dedicate a chi è rimasto/a disoccupato/a a causa della malattia. Un’altra cosa che l’amministrazione può fare è dare il massimo sostegno alle associazioni di volontariato impegnate in questa missione”.

“Anche se ci rallegriamo dei progressi della scienza nella terapia, non dimentichiamo, però, che la prima regola in queste patologie è la prevenzione. A Piacenza, purtroppo, ci sia ammala sempre di più. Per questo motivo, riteniamo che non si possa abbassare la guardia sul problema dell’inquinamento dell’aria: chiediamo una Piacenza sempre più verde, in cui il trasporto privato venga ridotto al minimo, in cui i livelli delle polveri sottili siano progressivamente abbattuti, sino a restare costantemente entro i limiti di legge. Sostenere le persone che si sono ammalate e stanno lottando per conservare la propria preziosa vita, evitare che i nostri figli e nipoti si ammalino: questo ci sembra un obiettivo raggiungibile ed assolutamente fondamentale”.