Maltrattamenti sugli alunni, arrestate due insegnanti: “In cinque giorni registrati 37 episodi”

Maltrattamenti ai danni degli alunni, in manette due maestre della scuola elementare Vittorino Da Feltre. Tutto è cominciato all’inizio dell’ottobre scorso quando un’insegnante di sostegno assegnata a un bambino autistico ha riferito alla direttrice scolastica dell’istituto alcuni episodi e comportamenti adottati da due docenti, una 58enne originaria della Calabria e una 45enne piacentina, all’interno di una classe di terza elementare. Due insegnanti in servizio proprio in quell’istituto da ben 17 anni.

La responsabile della struttura, a quel punto, ha contattato la polizia municipale, riportando quanto ascoltato. Gli inquirenti del Nucleo di Polizia Giudiziaria, coordinati dal sostituto procuratore Antonio Colonna, hanno iniziato le indagini, piazzando telecamere di sorveglianza all’interno delle aule. Telecamere in grado di trasmettere immagini in diretta e che in effetti avrebbero confermato i sospetti: le due insegnanti, in più occasioni, avrebbero maltrattato fisicamente gli alunni, spesso umiliandoli, il tutto accompagnato da sfuriate esagerate, urla e schiaffi.

In particolare sarebbero stati presi di mira quattro alunni, tra cui lo stesso bimbo autistico. In alcuni casi, per esempio, in caso di risposta sbagliata o di un errore commesso, le maestre estraevano un “ciuccio” e lo infilavano nella bocca del malcapitato umiliandolo e prendendolo in giro di fronte ai compagni di classe. In un altro caso un alunno sarebbe stato afferrato per le bretelle dello zainetto fino a cadere a terra. E poi ancora strattonamenti e schiaffi. “In cinque giorni abbiamo registrato e documentato 37 episodi” spiega il comandante della polizia municipale, Piero Vergante.

Alcuni giorni fa, dopo due settimane di indagini, gli agenti stavano visionando le riprese trasmesse in diretta dalle telecamere: una delle due insegnanti, a un certo punto, ha afferrato il volto di un allievo scuotendolo bruscamente. A quel punto polizia municipale e procura hanno detto basta. Gli agenti sono entrati all’interno dell’istituto e le due insegnanti sono state richiamate all’esterno delle classi: lontano dagli occhi dei bambini, le due maestre sono state arrestate e prese in conegna. Entrambe, ora, si trovano agli arresti domiciliari.

 

Le reazioni alla vicenda

“Installare telecamere di videosorveglianza nei luoghi frequentati da categorie sensibili ad abusi, come i bambini, è un provvedimento indispensabile per fermare le violenze”. Lo propone il consigliere regionale della Lega Nord, Matteo Rancan, in riferimento alla notizia dell’arresto per maltrattamento sui minori di due insegnanti della scuola primaria Vittorino da Feltre di Piacenza. “Più volte la Lega, a partire dal segretario federale Salvini, – puntualizza il consigliere – ha avvertito dell’urgenza di porre un freno a questo fenomeno, rimanendo purtroppo inascoltata. La nostra idea resta sempre quella di porre mano alla legge sulla privacy, in modo da facilitare la predisposizione delle telecamere in ambienti quali le scuole. È infatti ora di intervenire con decisione, dato che troppo spesso le cronache riferiscono di episodi raccapriccianti a danno di bambini o anziani. Una volta per tutte – insiste Rancan – vanno adottate misure legislative rapide per contrastare il prima possibile il ripetersi di situazioni terrificanti per chi le subisce e per le famiglie delle vittime”.

“Diciamo un grazie immenso a questa persona – afferma Ilaria Maggi, presidente de La Via dei Colori onlus, associazione al fianco delle vittime di maltrattamenti in struttura – perché nella nostra esperienza è rarissimo che a segnalare sia il dirigente della scuola che pure avrebbe obbligo di denuncia. Che questo gesto possa essere un esempio per molti. È importante infatti che chi è a capo di una scuola e chi vi lavora a vario titolo, non abbia timore di agire contro dipendenti o colleghi, pur di difendere i piccoli ospiti ma anche il buon nome della scuola ed il lavoro degli insegnanti più validi”. Le indagini hanno portato a raccogliere testimonianza di urla, umiliazioni e violenze. “In un caso uno scolaro veniva deriso perché non era in grado di fare quanto richiesto dalla maestra, che a quel punto prendeva un ciuccio e cercava di metterglielo in bocca a forza, tra le risate degli altri compagni” ha raccontato in conferenza stampa il sostituto procuratore Antonio Colonna. Molti episodi “di compressione fisica di varia intensità” (come si legge nell’ordinanza del gip) sono stati raccolti in sole due settimane fino a venerdì scorso quando gli agenti hanno deciso di intervenire: una delle due maestre aveva preso un bambino per il mento e lo stava sollevando con violenza. La Via dei Colori si mette a disposizione delle forze dell’ordine e delle famiglie colpite da questa ennesima vicenda dolorosa. L’associazione già si occupa di un altro caso analogo sempre a Piacenza, avvenuto nell’Asilo Nido Farnesiana, per il quale segue diverse famiglie. “Siamo sempre più determinati non solo a curare questi problemi ma a parlarne – afferma Ilaria Maggi – ed a metterci accanto all’istituzione scolastica, oltre che ai genitori, per far sì che, ove ci siano maltrattamenti, si arrivi alla denuncia il prima possibile”. La Via dei Colori onlus è l’associazione punto di riferimento in Italia per minori e minoranze vittime di maltrattamenti in strutture scolastiche e assistenziali. Attualmente, oltre a effettuare ricerca e formazione nell’ambito della prevenzione agli abusi, segue oltre 500 famiglie offrendo consulenza tecnica legale, psicologica e di orientamento, dando il proprio supporto a oltre 90 processi in Italia.

“Il clamore che sta suscitando la vicenda delle due docenti piacentine arrestate dai vigili urbani è tanto, come insegnanti e come cittadini siamo addolorati, tuttavia in moltissimi casi simili quando si è trattato di insegnanti della Scuola Statale i procedimenti giudiziari si sono conclusi positivamente oppure con accuse assai ridimensionate, per questo dice Salvatore Pizzo, coordinatore della Gilda degli Insegnanti di Piacenza e Parma, sarebbe opportuno che le autorità preposte, attraverso i media, ovviamente rispettando la privacy dei bimbi coinvolti, rendessero pubblici i video delle presunte violenze compresi gli audio. Vorremmo vedere cosa esattamente viene inteso per violenza.”.