Venerdì nero ad Amazon, dipendenti in sciopero. L’azienda: “Non siamo preoccupati” – FOTO e AUDIO

E’ iniziato all’alba lo sciopero dei lavoratori Amazon a Castel San Giovanni, sciopero che durerà fino a domani mattina, 25 novembre. Una mobilitazione organizzata dai sindacati Filcams CGIL, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil ed Ugl Teziario e che non a caso cade in un giorno simbolico, quello del Black Friday, che coincide con un picco di lavoro elevato per l’azienda di e-commerce.

“Sul tema dei riconoscimenti economici per i lavoratori, dopo un lungo confronto che ha ottenuto il giusto riconoscimento contrattuale per quanto concerne il livello retributivo, non vi è stata alcuna apertura concreta ai fini del miglioramento delle retribuzioni o della contrattazione di un premio aziendale. Si tenga conto che Amazon Italia ha avuto una crescita enorme. I soldi da redistribuire ci sono. Si aggiunga, a supporto delle richieste delle maestranze, che i ritmi lavorativi non conoscono discontinuità, le produttività richieste sono altissime ed il sacrificio ulteriore richiesto (straordinari obbligati, lavoro notturno ormai strutturale su quasi tutto l’anno e nel periodo di picco organizzato su 6 giorni settimanali, lavoro domenicale….) non trova incremento retributivo oltre i minimi del ccnl. Anche un premio una tantum per il picco natalizio ha trovato il NO deciso” spiegano i sindacati.

“Sulla stessa scia i comportamenti afferenti il principio di equilibrio dei tempi di vita e di lavoro. La “filosofia” Amazon prevede come imperative le ragioni tecnico produttive e solo eccezionali le esigenze delle persone (intese come singoli) che vengono vagliate dal management solo alla luce di comprovate e certificate esigenze finendo per essere talvolta respinte e talaltra paternalisticamente “considerate”. In risposta a queste ed altre esigenze le organizzazioni sindacali avevano presentato, oltre 1 anno fa, una piattaforma, votata dai lavoratori, per un contratto integrativo aziendale che ha trovato il netto rifiuto da parte aziendale”.

Secondo Cgil, Cisl, Uil e Ugl, che hanno proclamato lo sciopero, l’adesione ha superato il 50% dei dipendenti a tempo indeterminato che lavorano nel magazzino. Quasi nulla, invece, l’adesione dei contratti interinali, per i quali l’adesione allo sciopero equivale al rischio di non essere piu’ richiamati. Gli stessi sindacalisti hanno ammesso di aver consigliato agli interinali di non aderire allo sciopero per non correre rischi di questo tipo. Secondo invece i responsabili della multinazionale americana l’adesione allo sciopero e’ attorno al 10% dei lavoratori nel loro complesso. “Siamo stati noi stessi a dire ai lavoratori a tempo determinato di entrare perché sappiamo le conseguenze a cui possono andare incontro – commenta Pino De Rosa, dell’Ugl – nonostante ciò alcuni sono rimasti ugualmente, altri sono entrati a lavorare lasciando a malincuore il piazzale”.

“Non siamo preoccupati. Restiamo focalizzati sulle garanzie date a chi ci fa gli ordini anche in questo giorno così particolare. Non sono in grado di dire quale
sara’ l’adesione. Ma proveremo in tutti i modi a rispettare i nostri impegni. Ci aiutera’ la consapevolezza di far parte di una rete che solo nel nostro paese conta adesso anche sui magazzini di Vercelli e quello di Passo Corese in provincia di Rieti”. Lo afferma a Repubblica Salvatore Schembri Volpe, direttore operazioni del magazzino Amazon in provincia di Piacenza. “Mi permetto di ricordare che gli stipendi che paghiamo qui a Castel San Giovanni – spiega Schembri Volpe – sono perfettamente in linea se non superiori a quelli previsti dai nostri concorrenti nel settore della logistica. Non solo. Noi rispettiamo, naturalmente, tutto quello che è previsto dal contratto nazionale di lavoro. Anzi garantiamo una serie di tutele in piu’ rispetto a quelle previste dalle normative”.

“Ad esempio – continua – forniamo una forma di assicurazione sanitaria gratuita a tutti i dipendenti. Poi esistono benefit supplementari come polizze integrative sulla vita e in caso di incidente, sconti sui prodotti acquistati sul portale Amazon e buoni pasto. E ci sono anche gli strumenti legati alla formazione e ai percorsi professionali dei singoli”.

Presente anche il sindacato SI Cobas, momenti di tensione

Qualche momento di tensione, ma senza nemmeno mai sfiorare il rischio di incidenti, c’e’ stato in mattinata davanti ai cancelli del magazzino di Amazon a Castel San giovanni, nel polo logistico piacentino, per la partecipazione alla manifestazione del Sindacato Autonomo SI Cobas. I Cobas non sono presenti
nell’organizzazione sindacale interna alla multinazionale americana, i manifestanti sono quasi tutti lavoratori di altre aziende del polo logistico. Sono rimasti a qualche decina di metri di distanza dalla pacifica manifestazione organizzata dai sindacati confederali e dalla Ugl, sorvegliati a vista dalle forze dell’ordine. Gli stessi organizzatori dello sciopero piacentino non hanno particolarmente gradito la presenza di questa manifestazione. A dividerli le modalita’ dello sciopero. Cgil, Cisl, Uil e Ugl hanno infatti dichiarato l’intenzione, peraltro mantenuta, di svolgere una manifestazione pacifica, senza ricorrere a blocchi e picchetti. I Cobas invece hanno invitato gli operai a bloccare i camion per fermare le consegne di Amazon del Black friday.

Bisotti (Pd): “Le nuove tecnologie, la disponibilità in molte parti del mondo di manodopera a basso costo mettono in discussione i diritti”

Il tema dello sciopero indetto dai sindacati confederali alla Amazon di Castel San Giovanni mette al centro dell’attenzione una questione centrale: la difesa e la tutela dei diritti dei lavoratori in una economia globalizzata. Tema particolarmente sentito nei Paesi come il nostro, e più in generale in Europa, dove nel tempo i diritti dei lavoratori dipendenti si sono affermati e consolidati. La concorrenza internazionale, le nuove tecnologie, la disponibilità in molte parti del mondo di manodopera a basso costo mettono in discussione i diritti conquistati nel 900. Per questo lo sciopero indetto alla Amazon rappresenta un dato emblematico innanzi tutto perché la rivendicazione che lo motiva, più che di carattere economico, ha a che fare con il pieno riconoscimento del ruolo dei sindacati e del diritto dei dipendenti, precari o meno, di farsi rappresentare a difesa dei loro interessi che riguardano anche ritmi di lavoro e tutela della salute.
La presenza dei più grandi gruppi internazionalu sul nostro territorio rappresenta senz’altro una importante opportunità di lavoro per migliaia di persone e nel contempo una grande “palestra” per una nuova e inedita stagione di confronti e relazioni fra le parti in causa non solo a livello locale e non solo nel momento dello sciopero. L’auspicio è che ognuno faccia la sua parte per soluzioni equilibrate al di là delle ribalta mediatiche come ha fatto ad esempio il Tavolo sulla logistica che, speriamo, venga riconfermato nella sua operatività dai nuovi assetti istituzionali.
Silvio Bisotti
Segretario provinciale Pd