Violenze al corteo antifascista, salgono a undici i manifestanti indagati

AGGIORNAMENTO – Salgono a undici le persone indagate per gli scontri di sabato scorso a Piacenza, durante il corteo antifascista indetto per protestare contro l’apertura della sede di CasaPound. Oltre ai due organizzatori piacentini, accusati di istigazione a delinquere e mancata osservanza dell’articolo 18 del codice di pubblica sicurezza, altri nove manifestanti sono stati individuati e denunciati. Si tratta di giovani residenti in diverse province del nord Italia, nessuno in provincia di Piacenza: uno sarebbe di origine nordafricana, mentre tutti gli altri italiani. Alcuni di loro sarebbero volti noti alle forze dell’ordine, appartenenti a gruppi organizzati e centri sociali, non nuovi a questo genere di comportamenti.

Per loro le accuse sono di lesioni personali gravi, resistenza e violenza a pubblico ufficiale: avrebbero preso parte ai tafferugli ma ancora non è chiaro se abbiano partecipato all’aggressione al carabiniere capo Luca Belvedere del Battaglione di Bologna; in questo caso per loro potrebbe aggiungersi anche l’imputazione per rapina, per aver sottratto lo scudo d’ordinanza al militare picchiato.

Digos della questura di Piacenza e Nucleo Informativo dei carabinieri stanno visionando filmati e immagini per tentare di risalire all’identità di altri facinorosi. Indagini coordinate dal pm Roberto Fontana.

 


 

Violenze al corteo antifascista, due organizzatori indagati per istigazione a delinquere

Spuntano i primi due indagati per le violenze avvenute durante il corteo antifascista di sabato scorso. Si tratta di due giovani piacentini, organizzatori della manifestazione. Per loro la Procura ha aperto un fascicolo per istigazione a delinquere e mancata osservanza dell’articolo 18 del codice di pubblica sicurezza, in altre parole il mancato rispetto delle norme che garantiscono il regolare e sicuro svolgimento delle manifestazioni.

Per quanto riguarda invece i manifestanti che materialmente hanno aggredito il carabiniere Luca Belvedere del Battaglione di Bologna, le ipotesi di reato si fanno ancora più pesanti: lesioni personali gravi, resistenza e violenza a pubblico ufficiale e rapina, quest’ultima imputazione dovuta alla sottrazione forzata dello scudo al militare rimasto vittima del pestaggio.

L’identità degli aggressori è ancora oggetto di indagine da parte degli inquirenti: gli investigatori stanno passando al setaccio le immagini degli scontri nel tentativo di riconoscere alcuni dei facinorosi che hanno sfondato il cordone dei carabinieri in via Cittadella per poi accerchiare e aggredire il militare rimasto a terra.