Emergenza ambientale sul Po. Il petrolio è arrivato a Calendasco

E’ arrivato ormai nel piacentino l’inquinamento del fiume Lambro. Le barriere galleggianti che i vigili del fuoco di Lodi avevano posato ad Orio Litta, per trattenere gli oltre 600 mila litri di oli combustibili non sono riusciti a fermare l’ondata di idrocarburi. Questa mattina si è tenuto in Prefettura a Piacenza un vertice per fronteggiare l’emergenza ambientale. Vi hanno preso parte, oltre al prefetto Luigi Viana rappresentanti dei Vigili del fuoco, del Genio Pontieri, dell’Arpa e della Protezione civile.   Si è deciso di effettuare un ulteriore tentativo per contenere gli idrocarburi fuoriusciti dai serbatoi dell’ex raffineria Lombarda Petroli, forse in seguito ad un atto doloso.Alle 11,30 la macchia si trovava a monte di Calendasco. La protezione civile della Provincia sta predisponendo uomini e mezzi per cercare di arginare l’avanzata dell’idrocarburo trasportato dalla corrente, attraverso appositi cilindri contenitivi. C’è da sperare che abbiano maggior successo rispetto ai galleggianti, alle schiume ed ai vario sbarramenti posizionati sul Lambro e che non hanno fermato i 15 mila metri cubi di gasolio ed oli combustibili.In una fase successiva è previsto anche l’impiego dei cosiddetti Skimoil, potenti pompe galleggianti in grado di assorbire lo strato più superficiale del petrolio. Intanto si susseguono gli incontri in prefettura. Nel primo pomeriggio è previsto un sopralluogo sul Po.

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