Cambia la legge e in quarantacinque rischiano il lavoro

La parlamentare piacentina del Pd Paola De Micheli ha presentato oggi un’interrogazione urgente per chiedere conto della soppressione, prevista all’interno della manovra economica del governo, dell’Ispesl (Istituto Superiore Prevenzione e Sicurezza sul Lavoro): una misura che potrebbe avere conseguenze occupazionali gravi per le ditte che lavorano in stretto rapporto con l’ente, in particolare per l’azienda Rebigas di Pianello Valtidone, attiva dal 1973 con 45 dipendenti dedita al ricollaudo delle bombole e dei serbatoi per il gas Gpl.

“Il Decreto Legge – viene spiegato – sulla manovra economica all’articolo 7 infatti sopprime l’Ispesl e lo incorpora nell’ Inail. Dal primo di giugno 2010 il personale ex Ispesl (ora diventati effettivi di Inail) non svolge più la funzione di presiedere e firmare i collaudi. Questa soppressione ed accorpamento ad Inail ha lasciato una gravissima lacuna normativa su chi deve continuare le funzioni svolte fino ad oggi da Ispesl: in questo caso il ricollaudo bombole e serbatoi Gpl. Questo significa che la ditta Rebigas, per motivi ad essa totalmente estranei, dovrà sospendere la propria attività con gravissimo danno economico: ogni giorno di fermo dovuto alla soppressione di Ispesl causa un mancato fatturato con ripercussioni negative sull’occupazione dei 45 dipendenti, ed inoltre si allontana la possibilità di raggiungere i 300.000 recipienti minimi da lavorare annualmente per rispettare la convenzione in essere con Ispesl”.

Nell’interrogazione Paola De Micheli chiede chiarezza al governo circa la soppressione dell’Ispesl e il trasferimento delle sue funzioni di presidio e firma dei collaudi delle bombole di gas. “Occorre valutare con attenzione – fa notare la parlamentare piacentina – l’impatto che certe decisioni hanno sulla vita delle imprese e in questo caso un’azienda sana viene messa a rischio a causa di una sottovalutazione delle conseguenze di un atto condivisibile. E’ una questione che si può risolvere rapidamente e senza costi aggiuntivi per le finanze pubbliche semplicemente definendo le nuove competenze”.