Tariffa igiene ambientale: l\’errore del Governo e la rapina di Tremonti

La parlamentare piacentina del Partito Democratico Paola De Micheli interviene in merito alla decisione assunta ieri dall’assemblea dell’Autorità d’Ambito e alla conseguente delibera del Consiglio Comunale di Piacenza, relativa al passaggio dalla tariffa alla tassa di igiene ambientale.

“Credo che sia quanto mai opportuno – sostiene la De Micheli – ripristinare la verità rispetto a una vicenda assai complessa.  A seguito della sentenza della Corte Costituzionale che metteva in discussione la tariffa, il Governo aveva due strade possibili da intraprendere: ascoltare le istanze dell’opposizione e quelle dei Comuni rappresentate dall’Anci, e quindi intervenire con una norma per definire una tassa con i criteri della tariffa; oppure costruire il modello di imposizione introdotto con la manovra correttiva”. “La prima soluzione avrebbe comportato – prosegue la De Micheli – due vantaggi concreti per tutti i contribuenti:sarebbero stati legittimati a continuare a scaricare l’Iva; e avrebbero avuto diritto al rimborso del pregresso.
La ragione per cui il governo ha invece deciso di mettere in piedi una norma sostanzialmente inapplicabile (in quanto passibile di ricorsi che potrebbero bloccare tutto) e’ legata all’entità dei rimborsi dovuti ai cittadini italiani, che il ministro Tremonti avrebbe dovuto sborsare, pari a circa 1 miliardo di euro. Naturalmente questo dettaglio non proprio trascurabile dell’intera vicenda non ha avuto alcun risalto. La questione Tia e’ stata sopita: tutto appare accomodato nei palazzi romani”. “Ma la morale di questa storia – conclude la De Micheli – è che quelli che ci rimettono sono sempre i soliti: i cittadini che non avranno il rimborso, e i comuni ancora costretti a recitare la parte dei cattivi. Per evitare di avere un ulteriore debito insopportabile per le situazioni di bilancio che questo governo ha creato.
Come in altre vicende, il Partito Democratico ha messo nero su bianco una proposta chiara e utile, funzionale all’eventuale (ed ahime’ sempre piu’ lontano) riassetto della finanza federale. Invece ci ritroviamo con un’altra rapina di Tremonti, da un miliardo. Non male per l’uomo del rigore”.