A Veleia venerdì arriva Giorgio Albertazzi

I versi di uno dei testi più belli della tradizione occidentale, uno dei simboli della nostra cultura: l’Eneide di Virgilio. Cantati da Giorgio Albertazzi – voce che dà i panni ai più grandi poeti. Dopo l’Imperatore Adriano, Albertazzi torna nella suggestiva Veleia dedicando il suo reading ad Enea e lo fa nella disperazione stessa dell’autore, Virgilio, che, in punto di morte, si rifiuta di lasciare al mondo il suo più grande capolavoro. La straordinaria intuizione di Broch è quella di cogliere Virgilio in un estremo dialogo con il potere: l’Imperatore Augusto, che insiste perché il poeta consegni l’opera, costringendo entrambi ad un’intensa riflessione su come ogni passaggio d’epoca sia contemporaneamente inizio e fine. E, forse, anche questi nostri anni lo sono, sospesi fra un non più e un non ancora.

Note di regia

Virgilio sta morendo nella cabina della nave ormeggiata nel porto di Brindisi e ha preso la decisione nel suo stato febbrile di bruciare l’Eneide, ma riceve la visita dell’imperatore Augusto che lo convince, in un intenso dialogo, a salvare il poema e gli promette in cambio la libertà dei suoi schiavi.
Siamo nel 19 a.C., negli anni della svolta storica dall’antichità al Cristianesimo, sospesi fra il non ancora ed il non più ed il dialogo originale è scritto negli anni della seconda guerra mondiale da un autore esule in America per ragioni politiche, ancora una volta in bilico fra un non ancora ed un non più.
“Non più e non ancora, non ancora e già ora” sono le categorie fondamentali di quest’opera. In esse e non più nella disgregazione dei valori Broch vede il problema del mondo contemporaneo. (H.Arendt).
Virgilio dubita della poesia e vuole distruggere il manoscritto dell’Eneide perché la bellezza, esclusa dalla realtà, simula eternità, inganna l’eternità, simula creazione, inganna la facoltà creativa.
L’uomo, anche l’imperatore, sono ingrati, l’uomo non vuole riconoscere di non essersi creato da solo, ha una rozza brama di salvarsi dalla realtà e dall’
obbligo verso altri nell’unità del mondo fondata dalla bellezza… Virgilio vede ormai la sua opera come non arte che serve all’imperatore ed alla gente colta come i giochi da circo o la politica spettacolo – odierna industria del piacere – servono gli incolti.
Bruciare il poema come unica azione come via di uscita per la mancanza di conoscenza della bellezza.
Per l’imperatore non solo l’Eneide è arte ma è anche il poema fondante della sua politica imperiale.
Insomma in questo dialogo possiamo godere attraverso le parole di Virgilio e dell’Imperatore dette da due interpreti fermi intorno ad un letto, quello del poeta morente, carismatico e frugati da due telecamere, con primi piani, alla ricerca anche delle minime sfumature delle loro parole, come si confrontino i temi che caratterizzano questo intenso conversare: ogni passaggio d’epoca è contemporaneamente inizio e fine, e forse anche questi nostri anni lo sono sospesi fra un non più e un non ancora.
E fra i rivoli filosofici ecco i temi dell’amore e del soccorso, della vita e della morte, della solitudine e dell’amicizia come tentativi di avvicinarsi alla parola al di là della lingua… (Piero Maccarinelli)

Curricula artisti

Giorgio Albertazzi

Personalità eclettica e dalle mille sfaccettature, Albertazzi è architetto, attore, regista, autore, fotografo, direttore di Teatro.
Debutta con Luchino Visconti al Maggio Musicale Fiorentino in Troilo e Cressida di Shakespeare. Fonda e dirige nel 1956 la Compagnia Proclemer- Albertazzi. Memorabile il suo Amleto, regia di Franco Zeffirelli, nel 1964:
vincitore del Challange al Thèatre de Nation a Parigi e in cartellone all’Old Vic di Londra con ben 21 repliche. Con il suo Agamennone (1967) l’Unione Sovietica incontra per la prima volta Vittorio Alfieri. Dirige, interpreta e ri- scrive per la Rai-Tv L’idiota di Dostoevskij (1959), Il dottor Jekyll e Mister Hyde e George Sand.
Al cinema è protagonista del film di Alain Resnais L’anno scorso a Marienbad (nel 1961 Leone d’Oro a Venezia). Lavora, tra gli altri, con Losey. Scrive e dirige Gradiva (da un saggio di Freud – premiato al Festival del Cinema di Locarno nel 1974) e Gli angeli del potere (1989). Interpreta nel 2002 L’
avvocato De Gregorio, per la regia di Pasquale Squitieri.
E’ autore di vari testi teatrali, tra i quali Pilato sempre, Uomo e sottosuolo, Il silenzio delle sirene, Dannunziana, Il castello illuminato (da Voltaire), Tragoedia. Ha pubblicato un’autobiografia, edita dalla Rizzoli, dal titolo Un perdente successo (1988).
E’ interprete di Sartre, Camus, Faulkner, D’Annunzio, Shakespeare, Ionesco, de Il fu Mattia Pascal e di Enrico IV di Luigi Pirandello (Premio Curcio 1982), di Re Nicolò di Wedekind (Premio Ubu). Nell’estate 1989 interpreta Memorie di Adriano (dal romanzo omonimo di Margherite Yourcenar) per la regia di Maurizio Scaparro, nella splendida cornice di Villa Adriana a Tivoli. Canta versi e incide dischi storici, come quello con Gerard Philippe e con Pablo Neruda.
Eliot gli scrive a proposito dell’incisione de La terra desolata che “…nessun attore in Inghilterra sarebbe stato capace di fare meglio”.
Dal 1995 direttore artistico di TaoArte, vi porta nel ’97 l’inedito testo di Dario Fo Il diavolo con le zinne, che interpreta con Franca Rame. Nel 1998 è Casanova diretto da Maurizio Scaparro, nel 1999 debutta con Irene Papas nell’
Edipo Re di Sofocle. E’ poi Mefistofele nell’Urfaust di W. Goethe, ancora per la regia di Scaparro. Apre TaoArte 2000 con Lezioni Americane di Calvino. Nell’
estate 2000 adatta, interpreta e dirige Il mercante di Venezia al Festival Shakesperiano di Verona di cui inaugura l’edizione 2001 con Falstaff e Le allegre comari di Windsor, spettacolo diretto da Gigi Proietti.
Nella veste di Direttore del Teatro di Roma è Giulio Cesare di Shakespeare per Giorgio Albertazzi (regia di Antonio Calenda). E poi ancora al Teatro Argentina, Il mondo di Mr Peters di Arthur Miller; Quando si è qualcuno (regia di Massimo Castri); Diario privato con Anna Proclemer (regia di Luca Ronconi – tratto da Raffaele La Capria dallo sterminato Journal littéraire di Paul Leautaud).
Memorabili le sue “letture” dantesche, dalla Torre degli Asinelli di Bologna, con un pubblico di oltre 20mila persone; in mondovisione all’inaugurazione delle Olimpiadi Torino 2006.
Presente sul piccolo schermo a fianco di Dario Fo con La storia del Teatro in Italia, una serie di appuntamenti sulla seconda rete RAI.
Nell’ agosto 2006 ha debuttato a Verona con Shakespeare in jazz di Giorgio Albertazzi da William Shakespeare e Duke Ellington, per poi riprendere nella stagione invernale le Memorie di Adriano.
Ha inaugurato la stagione 2007 del Teatro dell’Opera di Roma con la regia della Salomè di Strauss e scritto il testo e curato la regia dell’opera Titania la rossa con musiche di Andrea Liberovici.
Nell’estate del 2007 è in scena con Michele Placido nello spettacolo “Satyricon” e contemporaneamente cura la traduzione, l’adattamento e la regia di “Sunshine”. In ottobre 2007 debutta nel ruolo di Achab, per la regia di Antonio Latella, nell’attesissima messa in scena di “Moby Dick”.

Piero Maccarinelli

Si diploma alla scuola di regia del Piccolo di Milano nel 1979. Dopo essere stato assistente alla regia di Scaparro e Olmi, nel 1982 inizia la sua carriera di regista. Maccarinelli sceglie di mettere in scena testi contemporanei, in cui il linguaggio è la chiave per trasformare situazioni quotidiane in vicende esistenziali di valore universale. Ricordiamo solo alcune delle sue regie:
Teppisti! di Giuseppe Manfridi (Roma, 1985); La fiaccola sotto il moggio di D’Annunzio, con Pamela Villoresi (Roma, 1986); Giacomo, il prepotente di Giuseppe Manfridi, con Elisabetta Pozzi e Massimo Venturiello (Genova, 1989; ne ha curato la regia televisiva nel 1998); Alla meta di T. Bernhard, con Valeria Moriconi (Astiteatro, 1989); L’ospite desiderato di Rosso di San Secondo (Roma, 1990); I soldi degli altri di J. Sterner, traduzione italiana di Masolino D’Amico (Cento, 1991); Verso la fine dell’estate di C. Repetti, con Anna Galiena, Massimo Ghini e Paolo Graziosi (Spoleto, 1992); Festa d’estate di Terence Mac Nally (Latina, 1993); Scuola romana di E. Siciliano (Maccarinelli è anche scenografo; Roma, 1994); Dinner Party di Pier Vittorio Tondelli (Reggio Emilia, 1994); Vita col padre di Clarence Day, con Paola Gassman e Ugo Pagliai (Roma, 1994); Pallida madre tenera sorella di Jorge Semprun, con Gianrico Tedeschi e Moni Ovadia (Milano, 1996); La partitella di Giuseppe Manfridi (Narni, 1996); Il riformatore del mondo di T. Bernhard, con Gianrico Tedeschi e Marianella Laszlo (Milano, 1997); Operette Morali di Roberto Cavosi da Leopardi (Roma, 1998).

Francesco Biscione

Diplomato all’accademia “Silvio d’Amico”, Francesco Biscione è stato diretto da Ronconi, Nekrosius, Irene Papas, Armando Pugliese, interpretando soprattutto testi del teatro classico. Un’intensa attività teatrale a cui si affiancano importanti esperienze cinematografiche con, tra gli altri, Carlo Verdone e Mario Martone e interpretazioni in serie televisive di succeso come La squadra.

Dopo-teatro enogastronomico

Al termine di ogni spettacolo, buffet con degustazione di vini della Val Chiavenna e salumi gentilmente offerti dal Salumificio La Rocca di Castell’
Arquato (uniti ai Grissò di Volpicelli).
Per rendere anche più concreta l’idea che il teatro abbia, tra i suoi infiniti valori, anche quello dell’aggregazione, il Festival cura in modo particolare i momenti del dopo- spettacolo.
Un’unione, quella tra cibo e teatro, portata avanti con la convinzione che la qualità della vita passi attraverso l’arricchimento dell’anima e i piaceri del corpo.

Acquisto e prenotazione biglietti

Info e prenotazioni:
Associazione Cavaliere Azzurro
tel. 0523 76 92 92 cell. 331 95 59 753
info@veleiateatro.com
www.veleiateatro.com

e presso urp Comune di Lugagnano tel. 0523 891232 – 89 12 08 Prevendita biglietti:
(a partire da mercoledì 16 giugno)
Presso lo sportello di Cariparma – sede di Piacenza sportello di via Poggiali
18 da Lunedì a Venerdì, ore 8.25-13.30 e 14.45-16.00

Costo biglietti: euro 8 (riduzione under 18 e over 65)