Il presidente Bottioni lascia dopo 5 anni – La lettera di dimissioni

Indiscrezioni societarie che porteranno ad importanti novità in casa Morpho. Agusto Bottioni lascia la Presidenza per assumere la carica di dirigente responsabile della squadra, mentre il nuovo Presidente sarà molto probabilmente Giovanni Rispoli, attuale Vice Presidente e sponsor. Mario Boni invece, dopo le due promozioni da giocatore, diventerà dirigente della squadra che lo ha visto muovere i primi passi nei primi anni di carriera.

 Lettera di dimissioni di Augusto Bottioni

Cinque meravigliosi anni di passione, di fatica e di successi
Ho prospettato ai Consiglieri le mie dimissioni subito dopo la vittoria di Senigallia che ha permesso alla nostra Società di partecipare al campionato di serie A dilettanti. Rivestirò all’interno dell’UCPiacentina altri incarichi e continuerò a far parte del Consiglio d’Amministrazione. La pallacanestro ce l’ho nel sangue! Resto amico tra gli amici nella mia e nostra Società.
L’avventura della mia presidenza, ricorderete, è iniziata cinque anni fa, quando ancora disputavamo un campionato regionale, il sesto livello. Insieme a Luigi Stecconi e Giovanni Maestri siamo sempre stati sportivamente ambiziosi ed abbiamo sempre puntato in alto, con passione, concretezza e tenacia, professionalità, umiltà, senso del sacrificio. Abbiamo subito sentito l’esigenza primaria di formare dirigenti e tecnici, la necessità di far crescere il movimento nel suo complesso collaborando con tutte le componenti della grande Famiglia cestistica (Io stesso sono e sono stato tifoso, dirigente, istruttore minibasket, giocatore, allenatore, sponsor, ed arbitro. Lo dico in ordine decrescente del valore che attribuisco alle prestazioni personali). Abbiamo seguito la procedura del passo dopo passo, magari velocizzando le sequenze (a volte con accelerazioni che ci hanno sorpreso), ma sempre siamo partiti da posizioni consolidate prima di un nuovo salto. Sappiamo bene che la cosa più importante nel gioco della pallacanestro, come nella direzione di una Società, è l’equilibrio, in tutte le accezioni del termine. Abbiamo fortemente voluto tutto quello che abbiamo raggiunto e l’abbiamo perseguito mettendoci una immensa passione, operando nell’ambito del più disinteressato volontariato, in un clima di grande Amicizia e fratellanza. Volevamo la grande pallacanestro a Piacenza; la città ed il territorio meritavano questo sforzo. Abbiamo guardato in alto anche quando avevamo pochi mezzi e nessuna tradizione alle spalle. All’inizio eravamo soli nel nostro sogno, ma ad ogni campionato nuovi Amici si sono aggregati entusiasti e disponibili. I sostenitori sono aumentati, cresciuto è il calore umano che ci ha supportato ed incoraggiato. Abbiamo sentito vicini la città, il territorio e gli amministratori pubblici, che fin dall’inizio hanno creduto in noi, agevolando le nostre mosse. Una parte consistente dell’Imprenditoria Piacentina ci ha incoraggiato e sostenuto in modo convinto e deciso, facendo da catalizzatore. Ora alcuni partners finanziari ed economici sono al nostro fianco nella struttura organizzativa ed operativa della Società, hanno cercato e giustamente ottenuto un maggiore coinvolgimento : buon segno, segno che ci credono, segno che hanno capito l’affetto che ci lega l’uno all’altro, che ci radica al territorio, che ci unisce in questa fantastica disciplina sportiva, fonte di grandi emozioni e di spettacolo. Tutti ormai hanno capito la grande e profonda umanità che pervade la nostra Società, i legami di amicizia e la compattezza d’intenti che la caratterizzano da sempre e che hanno permesso tanti successi.
L’avventura è partita, dunque, dalla C2 regionale. Sulla scorta del motto “siamo realisti vogliamo l’impossibile”, dopo un stagione con solo due sconfitte, abbiamo conquistato la serie C nazionale (vincendo anche la Coppa Emilia Romagna), poi tre anni per agguantare la B dilettanti con record di vittorie e titolo in Coppa Italia, quindi il traguardo ambito e prestigioso della Serie A dilettanti. Tre promozioni in cinque anni, di cui due consecutive. Merito di quella Squadra che ho sempre visto composta da giocatori, ovviamente e meritatamente innanzitutto, ma anche da tecnici, dirigenti, sostenitori economici, Amministrazioni pubbliche (in particolare Piacenza e Fiorenzuola d’Arda) e tifosi. Questi ultimi li abbiamo visti aumentare ad ogni passaggio di categoria, fino a raggiungere numeri astronomici ed inimmaginabili solo qualche anno fa: più di duemila presenze in più occasioni, più di 100 persone al seguito nelle ultime trasferte.
Piacenza da terra senza particolari tradizioni nella pallacanestro è diventata un caso positivo nel panorama nazionale, meritando numerosi articoli, attenzione e menzioni su prestigiosi quotidiani e sulla stampa specializzata nazionale. In almeno due convegni promossi dalla Federazione e dal Coni Regionale, l’Unione cestistica Piacentina è stata citata come esempio virtuoso: sia per il progetto sportivo, ad un tempo ambizioso e concreto; sia per la strategia, sempre perseguita, di coinvolgere il territorio e le altre Società in uno sforzo unitario; sia per il fatto che i bilanci sono sempre stati chiusi in pareggio, nella massima trasparenza, senza richiedere ripianamenti, senza debiti, con regolarità nei pagamenti dei rimborsi spese e dei fornitori.
Non a caso numerosi grandi campioni hanno scelto Piacenza. Sono decine, parlandone dimenticherei qualcuno, ma voglio citare su tutti Mario Boni, Hugo Sconochini, Marco Sambugaro (il primo e l’ultimo rimarranno con noi come dirigenti). Non a caso è stato possibile costruire, quest’anno, una formazione, fatta da pezzi da novanta, tanto che nell’ambiente si ritiene la nostra Squadra tra quelle con maggiori possibilità di salire di livello. Del resto non abbiamo mai nascosto i nostri obiettivi agonistici e neppure quest’anno saremo da meno. Le promesse che abbiamo formulato le abbiamo sempre mantenute. Ce la faremo anche quest’anno, ne sono certo.
E’ cresciuto nel contempo anche il settore giovanile, in termini numerici e di qualità. Lo scorso anno abbiamo disputato, raggiungendone i vertici, due campionati elite regionali con Under 17 ed under 19. Le altre formazioni hanno vinto numerosi campionati provinciali ed interprovinciali (e questo accade da alcuni anni). Un altro dei nostri obiettivi di partenza era quello di inserire alcuni giovani di formazione piacentina nella prima squadra. Non siamo ancora riusciti a centrarlo pienamente. Prefiguravamo almeno tre ragazzi, ne abbiamo uno attualmente, ne avevamo due lo scorso anno. Forse siamo saliti tanto in fretta di categoria che il settore giovanile non è riuscito a starci dietro. Ma non deve essere una comoda scusante: da ora in poi occorre maggiore impegno. Occorre costruire sulla scorta dell’entusiasmo e soprattutto della collaborazione con le altre Società Piacentine. Occorre investire in risorse economiche ed umane. E’ quello che abbiamo cominciato a fare e che faremo. Il prossimo anno avremo un responsabile del settore altamente qualificato, di scuola Bolognese, un allenatore nazionale. Avremo una foresteria con uffici di riferimento e dirigenti dedicati al settore giovanile. Io stesso mi prenderò la prima responsabilità dirigenziale nelle giovanili, oltre a quella di Dirigente Responsabile e di referente della Federazione Italiana Pallacanestro e della Lega Nazionale. Gli orizzonti che vedo sono buoni, anche in forza dell’avvenuto accordo di collaborazione con altre Società Piacentine. Questo permetterà la razionalizzazione delle risorse, maggiore efficacia ed efficienza nelle azioni coordinate ed univocamente indirizzate al bene dei nostri giovani praticanti e della Pallacanestro Piacentina. Questo senza trascurare la attività amatoriale e quella rivolta a tutti coloro che intendono praticare basket in categorie inferiori per classifica e non per valore relativo, intendiamoci.
Sono soddisfatto di quello che abbiamo ottenuto, ma non ancora appagato. Bisogna guardare sempre avanti, a più prestigiosi ed ambiziosi traguardi. Abbiamo ancora tanto da fare, tanta fatica e tanto sudore da spremere, vogliamo ancora tanto grande basket a Piacenza, vogliamo ancora poter gioire e festeggiare. Vi assicuro che il nostro impegno sarà massimo e per quanto mi riguarda, quando guarderete verso il parquet, continuerete a vedermi emozionato, iperattivo e innamorato della pallacanestro e di Piacenza (oltre, ovviamente, che di mia moglie e dei miei figli che voglio ringraziare per avermi permesso di vivere questa esperienza). Viva l’Unione Cestistica Piacentina, Viva la Pallacanestro.
Augusto Bottioni, Presidente dimissionario della Unione Cestistica Piacentina S.S.D.R.L.