Cittadella islamica, Parma: \”auspico si attenda la Legge Nazionale\”

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“Come ha sottolineato nei giorni scorsi il ministro Roberto Maroni, servono regole certe per l’apertura dei luoghi di culto delle religioni che non hanno sottoscritto un accordo d’intesa con lo stato, come l’Islam. Fino a quel momento ritengo sia sconveniente, ai fini della sicurezza, dare assenso all’apertura di qualsiasi struttura”. Così l’assessore provinciale alla sicurezza Maurizio Parma a pochi giorni dalla presentazione del progetto della cosiddetta cittadella islamica sulla Caorsana. “Anche nei Paesi più laici, Stato e cittadini manifestano cautele e premure. La Francia ha negato l’utilizzo del velo nelle scuole pubbliche, in Svizzera – esattamente un anno fa – il 57,5 per cento dei cittadini ha detto ‘no’ ai minareti. Per questi motivi fino a quando non verranno definite regole per garantire la libertà di religione salvaguardando al contempo la sicurezza dei cittadini sarebbe il caso di astenersi dal dare avvio a moschee ed affini. Che il quadro sia ancora confuso lo testimoniano i fatti di Casalpusterlengo, dove il Consiglio di Stato ha ribaltato la sentenza del Tar sul centro islamico di via Fugazza; mentre la condanna a sette anni per terrorismo islamico dell’ex imam di Cremona, Mourad Trabelsi, dovrebbe far desistere dal procedere. Prima di avviare nuovi insediamenti islamici lasciamo che in parlamento faccia il suo corso il disegno di legge a firma di Roberto Cota e Andrea Gibelli, che stabilisce che prima dell’edificazione di una moschea debbano essere consultati i cittadini del territorio e definisce distanze minime dagli altri luoghi di culto. Il ddl vieta inoltre la preghiera in locali destinati ad attività culturali, come nel caso in oggetto”.

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