Quando Kamlalaf lascia il segno

Ascolta a fondo pagina Filippo Ambrosini.

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Che i viaggi aprano la mente, questo è indubbio… che certi viaggi poi lascino nelle persone la voglia di cambiare e un forte senso di responsabilità, questo è prodigioso. E’ un po’ quello che è successo a Filippo Ambrosini gestore insieme alla sorella Daniela del Bar Dani (via Taverna a Piacenza). Il viaggio in Brasile, organizzato da Kamlalaf, ha lasciato il segno: là Filippo è entrato in contatto con una realtà ben diversa dalla nostra, dove i diritti umani non sono dati per scontati (e per acquisiti), dove ci sono persone che lottano per avere un pezzo di terra e dignità, dove l’onestà di un commercio equo può fare la differenza.
E’ da questi pensieri che è nata l’idea di iniziare la commercializzazione nel suo bar
di prodotti prevenienti dal commercio equo-solidale: affianco alle grandi marche ora
nel Bar Dani trovano ampio posto bevande, tè e birre meno conosciute ma
provenienti da tutto il mondo. L’assessore Giovanni Castagnetti, promotore dei viaggi Kamlalaf così interviene:
“Sono orgoglioso di poter osservare dei cambiamenti e delle assunzioni di responsabilità da parte dei giovani che hanno intrapreso e svolto l’attività di In viaggio con Erodoto-Kamlalaf. Ho potuto osservare un grande impegno collettivo all’interno delle associazioni, ma è l’impegno nel quotidiano che mi colpisce di più:
nelle piccole cose di tutti i giorni è presente il seme del cambiamento e dell’impegno. Il segno lasciato dall’attività in questo caso si è tramutato in un intervento nell’attività imprenditoriale, che cerca di coniugare il proprio interesse personale (imprenditoriale) con la sensibilità acquisità durante i viaggi”.

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