ZTL sempre più larga, comprenderà zona San Sisto e Via Borghetto

Non solo ha detto chiaramente che l’operazione di ampliare la Zona a traffico limitato «va avanti»; ma ha anche annunciato che lo sbocco naturale di una «politica coerente e nel solco della continuità» è quella di allargarla ulteriormente «alla zona di San Sisto e a via Borghetto» non appena verrà realizzato il parcheggio di piazza Cittadella. L’assessore alla Mobilità Pierangelo Carbone è sicuro che questa amministrazione sta da sempre percorrendo la strada giusta, «quella che si sta imboccando un po’ in tutta Europa mentre noi siamo in ritardo». «Non è vero – ha aggiunto – che il centro storico è morto, io lo vedo piuttosto vivo. E comunque non è certo la presenza delle auto a rivitalizzarlo».

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Tesi sposate in toto dal centrosinistra (Pd, per Pc con Reggi) e da Piacenza Comune che, ieri in Consiglio comunale, ha votato contro alla mozione di Carlo Mazza (misto) che chiedeva di sospendere il provvedimento, anche a fronte della raccolta di firme del comitato giunta a 1500. Anche se non sono mancati i distinguo: Benedetto Ricciardi (Pd) era fuori dall’aula al momento del voto e non aveva fatto mistero del suo dissenso verso la scelta politica. Si è invece astenuto, pur concordando con l’allargamento, Bruno Galvani (misto) che avrebbe preferito che l’esecutivo mostrasse «maggiore apertura e sensibilità nei confronti di un gruppo di cittadini che va in ogni modo ascoltato».

In altre parole chiedeva, come del resto aveva fatto poco prima anche Giovanna Calciati (Pd) un periodo di sperimentazione. Come invece ha annunciato il sindaco Roberto Reggi, secondo il quale le aperture vero Mazza e verso il centrodestra non sono mancate (esclusione dei Chiostri del Duomo), la nuova Ztl «scatterà all’inizio di gennaio».

Vengono “salvate” le vacanze natalizie, ma solo per ragioni di carattere tecnico «perché le nuove via Scalabrini e piazzetta San Paolo necessitano di tempi tecnici di digiuno dal passaggio di mezzi pesanti».

Sarebbe quasi superfluo rendicontare delle veementi proteste del centrodestra e del Pdl in particolare. I vari Marco Tassi, Carlo Mazzoni (Pdl), Stefano Frontini (Pc Libera) e Carlo Mazza (misto), che non hanno discusso la bontà dei lavori, hanno però definito «disorganica, improvvisata e sbagliata» la scelta dell’allargamento e hanno accusato ancora una volta l’amministrazione di cocciutaggine dando così seguito alle proteste mattutine. Secondo il centrodestra questo assetto «provocherà inoltre gravi danni economici ai commercianti della zona». Non sono mancate nemmeno le scaramucce, come tra Tassi ed Edo Piazza (mentre Mazzoni chiedeva più rispetto per il capogruppo del Pdl).

A difesa invece della scelta sono intervenuti diversi esponenti del centrosinistra. La Calciati ha fatto un tuffo nella storia ricordando le proteste del passato, come quando venne inibito il traffico sul Corso. «Oggi non protesta più nessuno» ha detto aggiungendo che l’amministrazione «lavora coerentemente dal 2002 e oggi i parcheggi ci sono (Cavallerizza e Urban Center). La consigliera ha comunque rivolto alcuni consigli a Carbone, come quello di ripensare al traffico in via Nicolini, di adottare alcuni correttivi in vicolo Montagna e via Mosca («occorre evitare la chiusura fisica della via») e di trovare una soluzione diversa alla Ztl a spicchi «che costringe i residenti a tortuosi giri con la conseguenza di un inquinamento maggiore». Per Gianni D’Amo (Piacenzacomune), che ha detto di condividere, la «Ztl non è una questione ideologica». Apprezzamenti anche da parte di Marco Fumi (Per Pc con Reggi), Lucia Rocchi (Per Pc con Reggi) e Giorgio Cisini (Pd). Per quest’ultimo «il fatto che il gradimento del sindaco in questi anni sia sempre stato al di sopra del 50% è indice che la nostra politica sta funzionando». Concorde anche il capogruppo Pierangelo Romersi che ha ricordato che la nuova Ztl ha anche l’appoggio dell’Unione Commrcianti. Infine, prima del voto, quando era stato chiesto invano a Mazza di ritirare la mozione in nome di «aperture che sono state evidenti», Reggi ha criticato il tempismo delle proteste: «Avevamo inserito questo provvedimento nelle linee programmatiche del mandato ed era nel programma elettorale che i cittadini hanno premiato».

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