Carini (PD): l\’Emilia Romagna si doti di un\’ Agenzia operativa antimafia

“E’ più che mai opportuno che anche l’Emilia Romagna si doti di un’agenzia operativa della Dia (la Direzione Investigativa Antimafia). Va esattamente in questa direzione la richiesta contenuta in una risoluzione che ho presentato all’assemblea legislativa regionale, perché la giunta si attivi con il Ministero dell’Interno”. “Un’esigenza che ha condiviso – spiega il consigliere regionale del Partito Democratico Marco Carini – anche il procuratore nazionale aggiunto antimafia Alberto Cisterna, nel corso della recente partecipazione a Piacenza ad un convegno promosso da Libera”.

“Per le sue peculiarità economiche – prosegue Carini – la regione Emilia Romagna costituisce infatti un indubbio polo di attrazione per interessi lavorativi, economici e anche – potenzialmente – criminali, soprattutto come terreno d’elezione per tentativi di riciclaggio di capitali da parte della criminalità organizzata.

L’attività illecita, oltre a configurare un tentativo di controllo del territorio, può anche risultare funzionale all’infiltrazione di imprese nel tessuto economico locale, allo scopo di occupare il lucroso settore dei lavori pubblici e garantirsi valide occasioni di riciclaggio.

Dalla sintesi dei dati della relazione della Dia nazionale, relativo al primo semestre 2010, viene sottolineato che nei primi sei mesi dell’anno 2010, su 12.828 segnalazioni di operazioni finanziarie sospette ad alto rischio di riciclaggio registrate in Italia ben 910 (il 7,09% del totale) provenivano dal territorio emiliano-romagnolo. Inoltre nel primo semestre del 2010 l’Emilia-Romagna risulta al quarto posto tra le regioni del centro-nord per reati di estorsione: 106 i casi documentati (ma erano 180 nel secondo semestre dell’anno scorso), inferiori solo a Lombardia (301), Piemonte (186) e Toscana (134). Le statistiche sono del tutto simili per quanto riguarda l’usura, con 9 casi segnalati in regione (che hanno fatto scattare 30 denunce) contro i 18 del Veneto e gli 11 della Lombardia.

Al quadro non certo tranquillizzante offerto dai numeri, occorre poi aggiungere che la crisi economica ha reso ancora più vulnerabile il tessuto produttivo emiliano davanti ai fenomeni criminali. Nella nostra regione è cresciuto il pericolo di infiltrazione mafiosa, in particolare quella malavita “pulita” che agisce nel mondo delle imprese e del credito. Episodi che si sono già verificati nelle province di Parma, Reggio e Modena, e che hanno lambito anche il territorio piacentino negli anni passati, ci dicono che la commistione tra economia legale e ed economia criminale ha raggiunto livelli di guardia. L’Assemblea Legislativa ha recentemente approvato una legge importante ed innovativa per promuovere la legalità nel settore delle costruzioni e degli appalti pubblici, e per migliorare la sicurezza, la semplificazione e la competitività.

Il tema portante del nuovo provvedimento è il contrasto al dilagante lavoro nero, alla concorrenza sleale e al pericolo di aumento degli infortuni sul lavoro strettamente connessi. La legge ha poi potenziato l’osservatorio a livello locale sugli appalti e istituito le cosiddette “white list” per le aziende che hanno elementi di garanzie e di qualità certificati. Inoltre saranno finanziati una serie di progetti presentati dai comuni emiliano-romagnoli che vanno nella direzione della prevenzione e della promozione della legalità sul territorio. Dopo queste azioni legislative concrete, l’insediamento di una struttura investigativa della Procura Antimafia, può essere davvero il tassello fondamentale per dotarci di tutti gli strumenti di lotta nei confronti della criminalità e alzare il tiro contro le infiltrazioni mafiose”.

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