Operazione \”Affari di famiglia\”, 124 casi di falsi pass invalidi nel 2010

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A seguito dell’implementazione dell’attività di controllo sul corretto utilizzo dei contrassegni per invalidi, il personale del Comparto1 e della Sezione della Polizia di Prossimità accertavano nell’anno 2010 nr.124 violazioni all’ Ord.Sind.85/2009, applicando la sospensione di 2 mesi e giungendo alla revoca per recidiva in due casi.

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A riprova dell’intensità dello sforzo profuso e della buona organizzazione del lavoro, si rimarca come nell’anno precedente le violazioni accertate furono 20. Si registra quindi un incremento del 600% rispetto all’anno precedente. Il paragone con altre città di dimensioni decine di volte superiori, rende l’idea dell’eccellente servizio svolto. A titolo di esempio, a Milano dal 2008 a oggi, in due anni di controlli, i vigili urbani hanno ritirato 236 contrassegni (194 utilizzati «impropriamente» e 42 falsificati)..

L’attività di controllo di tali abusi, sviluppando la sensibilità relativamente alle modalità di utilizzo dei contrassegni invalidi da parte degli Agenti della Sezione prossimità e del Comparto1 portava nel tempo ad “attenzionare” una situazione particolare: una conducente titolare di contrassegno per invalidi rilasciato dal Comune di Piacenza apparentemente senza possedere i requisiti. Per tale soggetto giungevano segnalazioni anche da parte della cittadinanza. Peraltro, la deambulazione sensibilmente ridotta, condizione necessaria per ottenere il rilascio del contrassegno, può essere causata in modo diretto ed in diretto, ci sono ciò patologie “visibili” che influiscono direttamente sulla deambulazione per menomazioni fisiche agli arti inferiori o anche alla spina dorsale, che sono riconoscibili da chiunque incontri il soggetto, ma vi sono altre patologie quali un tumore o una cardiopatia che riducono sensibilmente la capacità di durata alla deambulazione e la rendono poco efficace, faticosa tale da renderla sensibilmente diminuita.

La persona, una piacentina di 43 anni, risultava titolare del contrassegno per invalidi temporaneo Il soggetto era stato notato prevalentemente nella zona del centro città alla guida di un’Autovettura sportiva la cui tipologia (abitacolo ristretto e tettuccio abbassato) risultava difficoltosa ad una persona con ridotte capacità motorie) , l’utilizzo frequente di calzature con tacchi particolarmente alti e la giovane età della stessa, consigliavano di approfondire le circostanze che portarono al rilascio da parte dell ‘AUSL- Dipartimento di Sanità pubblica della certificazione di ridotte capacità motorie, anche per escludere patologie apparentemente non rilevabili. La documentazione medica rilasciata dall’AUSL è sufficiente per ottenere, previa specifica richiesta, il rilascio del contrassegno per invalidi da parte del Comune di Piacenza, che in tale attività non ha alcuna discrezionalità.

Si operava quindi una verifica presso TEMPI Agenzia, riscontrando che il Contrassegno per Invalidi di tipo TEMPORANEO rilasciato alla Signora , faceva seguito a precedenti PASS sempre di tipo TEMPORANEO intestati negli anni al soggetto. Inoltre appariva curiosa la circostanza che il medico dell’AUSL Dipartimento di Sanità pubblica redigente le certificazioni fosse sempre lo stesso.

Una prima verifica operata presso l’URP dell’AUSL relativa a comprendere quanti medici legali fossero coinvolti nelle turnazioni relative alle visite per le certificazioni in esame, permetteva di considerare statisticamente improbabile che lo stesso medico visitasse nel corso degli anni lo stesso paziente per la medesima tipologia di certificazione ( 4 certificati in 4 anni).

A seguito di specifica delega d’indagine coordinata dal Dott. Antonio Colonna si sviluppava presso gli uffici TEMPI lo screening di ogni certificato allegato alla richiesta di PASS invalidi a firma del medico. Venivano in tale circostanza esaminati più di 3000 fascicoli. In circa un centinaio di casi la firma apposta in calce ai certificati era quella del medico in questione.

L’esame di tale documentazione permetteva di individuare che anche altri soggetti, legati da vincolo di parentela e/o affettivo con la signora erano titolari di contrassegno per invalidi o lo erano stati in passato cui il Dirigente Medico aveva certificato lo stato di ridotte capacità di deambulazione nel corso degli anni. L’attività di indagine proseguiva quindi sulla base della Delega del Pubblico Ministero eseguendo riscontri relativi alla presenza nei piani di lavoro AUSL dei soggetti visitati e della presenza del Dirigente Medico. In questi casi ed in almeno altri 14 non risultava presente nei fascicoli idonea certificazione che attestasse lo stato di invalidità necessaria per ottenere il beneficio del permesso di circolazione. Il Dirigente Medico di anni 56, appartenente all’Ausl Servizio di Sanità Pubblica di Piacenza, e altre tre persone tutte residenti a Piacenza sono stati quindi deferiti alla Autorità Giudiziaria per i reati di falso ideologico, truffa, in concorso e aggravati dal fatto che sono stati commessi a danno di Enti Pubblici (Ausl e Comune di Piacenza).Per avere in concorso prodotto ed ottenuto falsamente una invalidità che condizionava la capacità di deambulazione non sussistendo alcune ragioni mediche alla base di tale valutazione.

Nei giorni scorsi sono stati eseguiti, su ordine della Procura della Repubblica, da parte della Polizia Municipale di Piacenza, decreti di perquisizione presso lo studio del medico alla sede dell’ausl di Piazzale Milano e presso l’Agenzia Tempi che hanno consentito di reperire circa 70 pratiche per riconoscimento di invalidità rilasciati tutti dallo stesso medico dirigente e che presentano le medesime irregolarità riscontrate nei confronti dei primi tre indagati, situazioni che verranno vagliate dagli investigatori nelle prossime settimane, tali da far presupporre il coinvolgimento di altre persone nella indagine.

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