Sanità e università, Marino: «Graduatorie e test d\’ingresso da riformare»

Ospedali sempre più carenti di medici e liste universitarie stracolme di aspiranti dottori esclusi dai test d’ammissione. Un paradosso tutto italiano su cui ha tentato di fare chiarezza l’assemblea organizzata ieri sera dal Partito democratico piacentino in Sant’Ilario con ospite Ignazio Marino, senatore e medico affermato su scala internazionale.

«Da oltre vent’anni l’Italia è un paese bloccato, dove anche soluzioni banali risultano impossibili da applicare – ha spiegato Marino al termine del dibattito – quella dell’accessibilità alle professioni sanitarie è una questione cruciale per il nostro futuro, eppure ci troviamo di fronte a un’idea di università troppo lontana dalle esigenze del vivere quotidiano». In una serata a più voci, con testimonianze provenienti dalle diverse figure del sistema sanitario italiano, Marino ha precisato la sua proposta in materia di ingresso universitario. «Lo dissi chiaramente alla Gelmini quando si trattava di definire la riforma dell’università – ha riferito il senatore Pd – si dovrebbe eseguire il test d’ammissione lo stesso giorno in tutte le facoltà italiane per poi stilare un’unica graduatoria nazionale».

«In questo modo – ha aggiunto Marino – gli studenti più meritevoli troverebbero comunque una sede in cui studiare, e dall’altro lato le università sarebbero stimolate a essere migliori per attrarre i migliori. Uno strumento molto semplice, che tuttavia è stato ignorato».