Il Consiglio Camerale incontra la Fondazione di Piacenza e Vigevano

Giacomo Marazzi ha dedicato quasi due ore a descrivere le attività della Fondazione che presiede dal 2005 e a rispondere ai quesiti sollevati dai consiglieri della Camera di commercio nel corso dell’incontro convocato questa mattina.

L’incontro con il Presidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano è stato uno dei primi atti decisi dal confermato Presidente camerale Giuseppe Parenti, al fine di conoscere più da vicino le attività ed i settori di intervento di una istituzione nel cui Consiglio generale siedono 3 rappresentanti di nomina camerale.

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Marazzi –coadiuvato dal vice Direttore Tiziana Libè- ha offerto un quadro dettagliato della mission di questi soggetti non profit, privati ed autonomi che hanno preso le mosse dalla legge Amato del 1990. La fondazione piacentina è stata infatti istituita il 24 dicembre 1991.

La presentazione ha ricordato che la Fondazione di Piacenza e Vigevano persegue esclusivamente scopi di utilità sociale e di promozione dello sviluppo del territorio. Tra i principali settori di intervento, la Fondazione privilegia l’istruzione, la ricerca scientifica e tecnologica, le arti e i beni culturali, il volontariato e la beneficenza, l’assistenza agli anziani.

Il Presidente Marazzi è quindi passato ad esaminare i principali indicatori patrimoniali e finanziari, mettendo in luce che tra il 2005 ed il 2010 la crescita degli investimenti è stata del 7,41%, pari a circa 28 milioni di euro, al netto delle erogazioni, che si sono stabilizzate tra i 7 e gli 8 milioni di euro all’anno. Il patrimonio netto è pari a 393 milioni di euro, ed ha registrato nel periodo un incremento del 2,88%.

Marazzi ha ricordato che il mercato finanziario ha subito un crollo deciso, di più del 50%, crollo che ha avuto una ripercussione forte sulle fondazioni che dipendono da questo mercato. La Fondazione di Piacenza e Vigevano ha cercato di far fronte a questa situazione preservando il patrimonio e facendolo rendere. I costi operativi sono stati tagliati del 7% in 5 anni, riducendo il personale e sfrondando le consulenze.

Le erogazioni invece non hanno subito variazioni; nell’ultimo anno il numero delle richieste pervenute è stato un poco più basso ma l’ammontare delle stesse è aumentato. Un’altra scelta strategica è stata quella di aumentare la diffusione sul territorio provinciale degli interventi: se alcuni anni fa l’80% era concentrato sul capoluogo, oggi questa percentuale è scesa al 50%. Vengono finanziati progetti annuali, pluriennali ed annuali ricorrenti, mentre solo il 6% degli stessi viene concepito all’interno della struttura della fondazione, dando così piena applicazione al principio della sussidiarietà.

Un intervento molto cospicuo è stato fatto, negli anni, a vantaggio delle università: circa 7 milioni e mezzo sono stati assegnati alla Cattolica e 6 milioni e 800mila euro al Politecnico. Circa 500.000 euro sono andati nel solo 2010 a MUSP e LEAP.

Il padrone di casa Parenti ha ribadito una sua richiesta, ovvero quella di inserire il settore dello sviluppo economico tra quelli finanziabili, così come avviene per altre Fondazioni analoghe. Marazzi ha informato che è il Consiglio generale che può decidere su questa richiesta, peraltro già sottoposta a questo organo di governo.

Oggetto del confronto è stato poi l’investimento che la Fondazione di Piacenza e Vigevano ha fatto nella Banca del Monte di Parma. La situazione al momento è ancora in divenire, con la possibilità che giunga ad una conclusione, ritenuta adeguata, nel giro di un mese.

Al termine di questa ricca disanima è intervenuto il consigliere Mario Spezia che ha chiesto di poter ragionare intorno a progetti per il futuro di Piacenza, coinvolgendo i tre rappresentanti che siedono nel Consiglio generale della fondazione in quanto nominati dalla Camera di commercio. Spezia ha sottolineato il fatto che le Fondazioni, oggi più che mai, hanno un ruolo importantissimo per il territorio, per l’entità delle erogazioni che assicurano.

Dopo questo intervento Parenti è passato ad ipotizzare alcuni progetti che si potrebbero pensare a livello territoriale per Expo 2015.

Sono tre le iniziative proposte, che si sviluppano in ambiti differenti, ma che potrebbero garantire buone ripercussioni sul territorio di Piacenza:

una metropolitana leggera che colleghi Piacenza con Milano (pare che questo tipo di collegamento sia in progetto per Lodi, si tratterebbe di fare prolungare la tratta sino a Piacenza);riprendere il tema della navigabilità del fiume Po e pensare ad un attracco a Piacenza, per incentivare il turismo fluviale;progettare un sistema integrato e coordinato di accoglienza turistica sul nostro territorio.

Vi sono numerosi soggetti coinvolti sul tema turistico:

Piacenza TurismiStrada dei vini e dei sapori dei Colli piacentiniStrada del Po e della bassa piacentinaClub UppenninoAssociazione Castelli del Ducato di Parma e PiacenzaAssociazione La Valtidone

ma altresì altri che si occupano di enogastronomia

Consorzio Salumi tipici piacentiniConsorzio salumi DOPConsorzio Vini DOC Colli piacentini

oltre a numerose associazioni ed altri consorzi.

E’ necessario provvedere a collegare questi soggetti in modi da costruire più itinerari turistico-gastronomici da proporre ai visitatori dell’Expo 2015. Per farlo occorre programmare degli incontri per tempo e pensare ad una linea di comunicazione coordinata.

Non è da escludere anche che si possa provare a gestire alcuni dei punti di ristoro che saranno preparati a Milano in modo che la promozione del nostro territorio e dei suoi prodotti venga avviata direttamente a Milano.

La Camera di commercio potrà assumere il ruolo di traino e di coordinamento di questi progetti, anche in virtù dei buoni rapporti avviatisi con Giuseppe Sala, amministratore delegato di Expo 2015 SPA, premiato con la Coppa d’oro 2010.

I consiglieri sono stati concordi nel dare mandato al Presidente affinchè convochi al più presto un incontro con Comune e Provincia con lo scopo di condividere il più possibile i progetti.

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