Comunali 2012, il Terzo Polo già diviso

Adesso che il tavolo del Terzo polo piacentino scricchioli è molto più di un’impressione. Sulle Comunali 2012 sono infatti distanti le posizioni dell’Udc da una parte e di Api e Fli dall’altra. Al punto che in una nota diffusa ieri i vertici di Api e Fli, per quanto premettano di ritenere «prioritario» che le tre forze «si muovano in assoluta sintonia tra loro» per presentare insieme una candidatura «autorevole», fanno sapere che «qualora ciò non fosse possibile (e ci auguriamo vivamente che ciò non avvenga), non è esclusa l’ipotesi di una lista Fli-Api con apporti civici».

E’ questa la posizione comune espressa dai segretari Fabio Callegari (Fli) e Fabrizio Faimali (Api) scaturita da un incontro che si è tenuto nei giorni scorsi allo scopo di «iniziare a ragionare sul tema delle prossime elezioni amministrative nel Comune di Piacenza».

L’Udc non era presente. E l’assenza della “gamba” sulla carta più robusta del tavolo non può certo passare sotto silenzio. Segno evidente di una divisione sulle strategie politiche da mettere in campo , leggi: a chi compete la scelta del candidato sindaco.

Distanze che vanno a confermare l’atteggiamento decisamente più tiepido nei confronti del progetto Terzo Polo manifestato da Pierpaolo Gallini nell’ultima intervista rilasciata a Cronaca qualche giorno fa. In quell’occasione il segretario dell’Udc aveva fatto chiaramente capire, nonostante i non ottimi rapporti con la Lega Nord, di privilegiare il dialogo con il centrodestra e di voler mantenere saldo il cordone con il Pdl. E non solo per le ragioni legate al Patto di consultazione.

Una posizione, quella declinata da Gallini, che deve aver infastidito Fli e Api. «Si è convenuto sul fatto – prosegue la nota di Api e Fli – che il tavolo del cosiddetto Terzo Polo, circa il quale i due partiti sono fortemente convinti (e spiace dover leggere che l’Udc al riguardo appare tiepida, a meno che non si tratti di errate interpretazioni giornalistiche), debba procedere al più presto alla formulazione di idee e programmi per la città, presentando una propria ed autonoma proposta. E ciò per due ragioni. La prima riguarda le ragioni stesse della nascita del Terzo Polo: presentare una proposta politica che vada oltre l’attuale bipolarismo e che è oggi rappresentato da due partiti, che nelle preferenze di voto arrivano a circa la metà dei consensi, mentre l’altra metà degli elettori guarda con attenzione ad altre forze politiche (tra cui Udc, Fli ed Api) oppure sceglie il non voto o la scheda bianca; la seconda si basa sulla considerazione che, solo con tale autonoma proposta politico-amministrativa, sarà possibile iniziare a confrontarsi sia con le forze sociali e produttive della città, verificando anche la possibilità di coinvolgere elementi di civismo, sia con le altre forze politiche, in ordine alle quali, allo stato attuale, non c’è alcuna preclusione, così come non c’è alcuna preferenza».

In buona sostanza Api e Fli non accetteranno mai di far parte di un’alleanza che contempli la Lega Nord da una parte o la sinistra radicale dall’altra. E lo scrivono a chiare lettere: «Gli accordi si faranno sulla base delle idee e delle proposte per la città che si possono condividere. L’unico elemento di discrimine può essere quello che Fli ed Api sono difficilmente compatibili con chi sostiene posizioni radicali, populiste e/o demagogiche».

Resta dunque la «preferenza per una lista dell’intero Terzo Polo con una candidatura autorevole che sappia “dare gambe” all’autonomo programma di cui sopra e da individuarsi di comune accordo».

Callegari e Faimali spiegano che si adopereranno ancora per l’unità del Terzo Polo, ma «qualora ciò non fosse possibile (e ci auguriamo vivamente che ciò non avvenga), non è esclusa l’ipotesi di una lista Fli-Api con apporti civici, che possano condividere ed arricchire il percorso comune fin qui intrapreso».

Per quanto accomodante, la reazione di Gallini conferma tutte le divergenze: «L’ottica è sicuramente quella del superamento del bipolarismo, ma l’obiettivo è di aggregare tutte le forze del partito popolare europeo, quindi è molto utile trovare un collegamento col Pdl, tenendo conto del patto di consultazione già in essere». «Non vogliamo affossare il Terzo polo – conclude Gallini – ma a livello locale non ci deve essere una trasposizione meccanimca di impostazioni nazionali, bisogna piuttosto valutare gli obiettivi, ovvero trovare un bravo sindaco, un programma e una squadra che facciano ripartire Piacenza».

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