Il vigile querela Vaciago per l\’auto rimossa in Piazzale Plebiscito

Sul parabrezza una fotocopia al posto del permesso di circolazione originale. E così l’auto di Giacomo Vaciago fu multata e rimossa in seguito all’intervento di una pattuglia della Polizia Municipale con l’ex sindaco a inveire contro gli agenti al grido di «questo è un furto». A distanza di oltre tre mesi da un fatto che scatenò numerose polemiche intorno al professore stesso, uno degli agenti che quel giorno intervenne materialmente in piazzale Plebiscito ha deciso di querelarlo. La ragione? Si è sentito offeso dalle frasi giudicate irriguardose che Vaciago pronunciò quel giorno subito dopo aver scoperto della rimozione della vettura. Espressioni poco galanti, par di capire, rivolte sia nei confronti dell’agente interessato, ma anche verso tutta la categoria dei vigili urbani. Una vendetta, verrebbe da pensare. Eppure l’agente che ha preso carta e penna e steso la querela ci sarebbe davvero rimasto male. Era il pomeriggio del 14 luglio scorso quando l’ex sindaco Vaciago, terminata la seduta di Consiglio comunale, uscì da Palazzo Mercanti dirigendosi verso Piazzale Plebiscito dove aveva parcheggiato la sua auto. Pochi istanti do-po, quando ancora diversi consiglieri erano assiepati sotto i portici di palazzo Mercanti, Vaciago tornò indietro letteralmente inalberato poiché la sua vettura non c’era più. Poco prima una pattuglia della Municipale l’aveva fatta rimuovere in quanto al posto del permesso originale sul parabrezza c’era una fotocopia (successivamente il professore dichiarerà di averlo smarrito). «L’hanno fatto per darmi una lezione» sbraitò Vaciago rivolto ai colleghi consiglieri, ma facendosi volutamente sentire sia da una pattuglia di agenti che stazionava nella piazza, sia dai cronisti che il giorno seguente riportarono l’accaduto.

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«Voglio andare a denunciare per furto l’agente che mi ha rimosso la vettura» dichiarò il consigliere comunale del gruppo misto. «Adesso sarei partito con la mia auto diretto a Milano, invece dovrò andarci in taxi a mie spese, così ai miei avvocati farò chiedere il risarcimento dei danni». E in quel frangente volò anche uno «stupido» che i giorni successivi scatenò la rabbia dei sindacati della Municipale. Accettato un passaggio dal collega Bruno Galvani, il consigliere comunale si recò al comando dei carabinieri di viale Beverora deciso davvero a denunciare i vigili per furto. I militari dell’Arma tuttavia non accettarono quel tipo di denuncia. E così il piano bellicoso di Vaciago sfumò. Chi non ha però dimenticato la sua furia è stato proprio uno dei due vigili della pattuglia che quel giorno elevò la sanzione in piazzale Plebiscito. Forse non digerendo i toni dell’ex sindaco e sentendosi ripetutamente offeso, nei giorni scorsi lo ha querelato. La palla passa ora all’autorità giudiziaria.

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