Mercato europeo, gli Amici del Facsal chiedono i danni

La presente per chiedere che il Consiglio della Circoscrizione 1 si faccia promotore, presso il Comune e gli organi competenti,  affinché chiedano alla FIVA-CONFCOMMERCIO organizzatrice del Mercato Europeo, di riparare i danni causati al Viale Pubblico Passeggio nei sette anni di svolgimento della manifestazione,  durante i quali camion e furgoni, parcheggiando sulle aiuole le hanno distrutte, così come hanno rotto i cordoli che le circondano e rovinato il percorso per non vedenti.

Questa incuria e questo scempio avvengono, nel totale silenzio, nonostante l’Unione Commercianti dichiari, solo lei senza avere poi notizia  dell’introito della FIVA, un giro economico non indifferente:     

€ 62.000,00= di cui 18.000,00= erogati dalla Camera di Commercio (con soldi pubblici) ed 44.000,00= (evidentemente pagati  dai suoi associati piacentini).

 

Quindi, mentre gli Organizzatori incassano fior di quattrini (anche pubblici),  lasciano poi sulle spalle dei piacentini il costo della risistemazione del viale già costata al Comune, solo dieci anni fa,  1 milione di Euro (oltre al danno la beffa: i guadagni agli ambulanti europei,  il costo dei danni – al patrimonio ed al commercio – ai piacentini).

 

Oltretutto, vista la grave crisi economica che sta attraversando il Paese, proprio in un momento in cui le risorse per la manutenzione del patrimonio ambientale e della manutenzione del verde, sono sempre meno a disposizione dei Comuni.

 

Siamo quindi a chiedere, in considerazione dell’importanza dell’argomento, che vengano superate le formalità di rito e che venga assunta una delibera, o un altro tipo di atto, in tal senso indirizzato.

 

La Presidente

Anna Maria Rossetti

 

Sulla questione Mercato Europeo interviene anche Giovanni Struzzola Direttore dell’Unione Commercianti, che tranquillizza il comitato su eventuali esborsi da parte degli associati dell’Unione per compensare i costi organizzativi del mercato Europeo: tutto è avvenuto in piena sintonia con quello che succede in altre città dove si svolge un’analoga manifestazione. Dice di comprendere la preoccupazione degli amici del Facsal e invita l’associazione ad un confronto attorno ad un tavolo con tutti i soggetti coinvolti per trovare soluzioni alle criticità segnalate.

 

LA LETTERA DI GIOVANNI STRUZZOLA

Intervengo in sintonia e coerentemente con le posizioni sostenute nei comunicati precedenti dei vertici dell’Unione Commercianti e di FIVA, relativamente alle dichiarazioni formulate dall’Associazioni Amici del Facsal. L’Unione su questo argomento desidera mantenere un confronto aperto e leale con gli Amici del Facsal, un rapporto che sia sgombro da ogni possibile fraintendimento. Certo rimango stupito però da alcune supposizioni espresse dagli amici del Facsal che riguardano timori di esborsi economici a carico degli Associati Unione per compensare i costi organizzativi del mercato Europeo. Occorre perciò chiarire subito che le varie voci che compongono il costo complessivo della manifestazione sono quelli del personale interno, degli esperti dell’organizzazione, dell’attività di promozione, della pubblicità, del consumo di energia elettrica, dell’occupazione del suolo pubblico, della vigilanza notturna, dei tecnici audio, della pulitura del pubblico passeggio, durante e al termine del Mercato Europeo, dell’assistenza tecnica sull’impianto elettrico globale, del noleggio e collocazione dei bagni chimici lungo il viale. A queste voci, tutte documentabili con estrema trasparenza e ugualmente rendicontabili con fatture, si evidenzia un contributo della FIVA Nazionale, le quote degli Ambulanti piacentini che aderiscono al Mercato Europeo (circa una quindicina) e il contributo della Camera di Commercio. Tutto questo in piena sintonia con quello che succede in altre città dove si svolge analoga manifestazione. Comprendo la preoccupazione degli amici del Facsal e ribadisco ancora una volta la necessità di un confronto attorno ad un tavolo con tutti i soggetti coinvolti per cercare di trovare soluzioni alle criticità segnalate. Concludo precisando che lo spirito che ci ha spinti sin dall’inizio ad ospitare il Mercato Europeo risiedeva nell’assoluta convinzione di promuovere e valorizzare il territorio piacentino con manifestazioni che richiamassero visitatori anche dalle province limitrofe, quindi utilizzando le iniziative quali il Mercato Europeo come leva di marketing territoriale. Eravamo altresì convinti che questa manifestazione servisse ad unire i vari interessi pubblici e privati, forse non immaginavamo certo le controindicazioni emerse e le conseguenti possibili fratture tra soggetti che comunque amano la loro città. L’Unione perciò non volendo ampliare tali fratture e quindi è pronta a non ricandidare il Mercato Europeo sul Pubblico Passeggio.

 

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