Putzu si candida a sindaco “Quello di Foti è un Popolo del Podestà”

Si riaccende la polemica scatenata dalle dimissioni di Filiberto Puztu da coordinatore cittadino, in un primo momento respinte da Tommaso Foti. Dopo la riconferma da parte del consigliere Pdl Puztu delle sue dimissioni, Foti ha prontamente riassegnato il posto vacante ai consiglieri Lucia Girometta e Giovanni Botti come commissari per la segreteria cittadina, archiviando le accuse di Puztu come meri sputi sul partito. Piccata la replica del coordinatore uscente, “Da piccolo mi hanno insegnato a non sputare per terra, tantomeno sulle persone. Probabilmente è qualcun altro ad avere la cultura dello sputo, da casino del ventennio fascista”.

Putzu motiva la sua scelta per il mancato arrivo delle direttive regionali a sei mesi dalle elezioni e conferma la sua candidatura a sindaco per il Pdl alle prossime comunali. “Basta con la storia che io sarei stato tagliato fuori dalla candidatura a sindaco. Io mi candiderò a sindaco per il Pdl e lo confermerò a tempo debito. Non condivido l’avvicinamento alle elezioni comunali. Credo sia lecito non condividere alcune opinioni. Cos’è il Popolo del Podestà o della Libertà? Il Popolo del silenzio e dello sputo?”.

“Si tratta di un meccanismo che parla troppo politichese” prosegue Putzu “Io sono abituato ad un approccio dialettico, nel massimo rispetto delle persone. Se il mio responsabile politico a livello locale non comunica con la segreteria cittadina, sono libero di manifestare il mio dissenso. Sé necessario che il partito sulla base dei progetti cerchi l’aggregazione. Cosa vuol dire prima la coalizione e poi il nome? Valgono i programmi e la voglia di vincere”.

Risponde con un “in bocca al lupo”, l’assessore provinciale Andrea Paparo, alla notizia dell’invariata volontà di Filiberto Putzu di candidarsi a sindaco con il Pdl. Sulla riconferma da parte del consigliere Puztu delle sue dimissioni da coordinatore cittadino, Paparo, papabile candidato a sindaco per il Pdl, non intende fare dichiarazioni perché dice “si tratta di una questione interna al partito che gestiranno gli interessati” e aggiunge “preferisco ragionare di progetti e contenuti, piuttosto che fare il gioco delle persone”.

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