Donazione di midollo osseo: Piacenza prima in Emilia Romagna

La realtà piacentina tra le migliori dell’Emilia Romagna per la donazione di midollo osseo. Piacenza infatti non solo è la prima provincia nel rapporto tra iscritti nel registro di potenziali donatori e numero di abitanti, ma è anche il centro che impiega meno tempo a reperire il midollo compatibile.

Una realtà, che solo pochi anni fa era considerata utopica, divenuta possibile grazie anche alla rete di volontariato e alle varie campagne di sensibilizzazione e di sostegno.

Questa mattina, nella biblioteca dell’Ospedale di Piacenza, sono state presentate le attività e i progetti del laboratorio di Immunogenetica; attività realizzate con il contributo speciale e indispensabile delle varie associazioni di volontariato.

Su questo punto non ha dubbi Angela Letizia Cappello, presidente di Admo Piacenza: “il lavoro svolto dai volontari è prezioso per il raggiungimento di traguardi importanti. In questo settore particolare poi non va dimenticato che il donatore che si iscrive al registro per la donazione delle cellule è ovviamente la risorsa principale”.

Il trapianto di cellule staminali ematopoietiche è una forma di cura potenzialmente risolutiva per molte forme di leucemie, linfomi ed altre malattie del sangue, tuttavia solo il 30 per cento dei malati che necessitano di un trapianto trova fra i familiari un donatore compatibile. Il 70% restante ha 1 possibilità su 100 mila di trovare un donatore non consanguineo.

Il problema maggiore è proprio quello – ha continuato la Cappello – di trovare una compatibilità tra donatore e ricevente nel minor tempo possibile. Piacenza funziona e lavora bene in questa direzione: per noi volontari è un traguardo importante ridurre i tempi di attesa”.

Dunque più persone si iscrivono all’associazione e più possibilità ci sono di salvare vite umane. Perchè di questo si tratta. “Per un malato che aspetta il midollo compatibile un minuto diventa un anno. Quando siamo nati il paziente moriva prima che si reperisse il compatibile. Oggi Piacenza ha più di 5000 iscritti e 33 donatori reali, ossia 33 persone che hanno donato le proprie cellule in Italia e all’estero”.

Admo nasce 21 anni fa per aiutare il paziente oncoematologico, che non guarisce con la chemioterapia da protocollo, a vedere nel trapianto di cellule staminali da midollo osseo una carta da giocare per la guarigione.

La nostra attività – ha dichiarato Agostino Rossi, direttore Servizio di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale – è supportata non solo da personale tecnico strutturato dell’azienda, ma anche da borsisti che sono finanziati dalle associazioni, in questo caso specifico da Admo”.

L’associazione ha infatti erogato una borsa di studio a favore di una giovane biologa, Samantha Guidotti: “questo vuol dire – ha chiosato Angela Letizia Cappello – investire risorse su un progetto che ancora una volta ha come obiettivi quelli di accorciare i tempi di attesa e verificare in maniera sequenziale la compatibilità e il trapianto in modo di alzare livello garanzia per l’attecchimento e dunque per la guarigione”.

Presenti alla conferenza stampa anche Daniele Vallisa, direttore Ematologia, Carlo Paties direttore Anatomia Patologica, Angela Rossi e Diego Ferrarese, biologi immunogenetici del servizio trasfusionale, Alessandro Ubiali, biologo laboratorio biologia molecolare Anatomia patologica.

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