Processo Bocedi, diposte perizie su impronte e Dna

Una perizia dattiloscopica (per le impronte) e una per il Dna che riveli eventuali tracce di sangue sulla roncola. E’ quanto ha disposto la Corte di appello di Bologna, un paio di settimane fa, all’interno del processo a Stefano Bocedi, 37 anni, condannato a 5 anni per lesioni colpose nei confronti dello zio Lino Bocedi, 71. L’anziano era stato ferito, dopo tensoni che duravano da anni, nella frazione di Sarmata di Pontedellolio nel giugno del 2010. Bocedi era stato processato per tentato omicidio, ma i giudici avevano derubricato il reato in lesioni, come chiesto dal difensore Ettore Maini, che poi era ricorso in appello. I giudici del secondo grado hanno accolto la richiesta di Maini e di Piero Spalla, legale dello zio, per la perizia sulle impronte. Inoltre, hanno disposto anche la perizia, come suggerito dal perito di Spalla, Luciano Garofano, ex comandante del Ris di Parma, per un’analisi che riveli eventuali tracce di sangue sulla roncola che, secondo l’imputato, lo zio avrebbe usato per minacciarlo e tentare di colpirlo, prima che lui a sua volta lo aggredisse con un tubo di ferro.

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