Smart cities, la ricetta di Paolo Dosi per una Piacenza tecnologica

Dosi: “Un megawatt di energia solare prodotto dal parcheggio di viale Malta, internet a Roncaglia e Ivaccari, un “sistema” con i centri di ricerca per Piacenza città più intelligente dell’Emilia-Romagna”. E annuncia il ministro Profumo a Piacenza il 20 aprile per un convegno su Smart Cities.

 

IL COMUNICATO

“Oggi presentiamo una rivoluzione per Piacenza, una rivoluzione che arriva al punto di svolta dopo anni di lavoro. Un progetto che vuole integrare le eccellenze del territorio come i centri di Ricerca, ed è per questo che qui con noi oggi c’è uno dei mille ricercatori che lavorano in città, Stefano Capelli, che studia reti ed energia alla Rse, che vuole cambiare Piacenza e farla passare da una città analogica ad una città digitale e, anche, sempre più verde. Una città che vuole far produrre al parcheggio di viale Malta 1 megawatt di energia solare con una stazione di servizio per biciclette e auto elettriche, una città che porta la connessione internet ad alta velocità in periferia, a partire dalle frazioni di Roncaglia e Ivaccari, e nelle aree del Politecnico, della Cattolica e dei Centri di Ricerca con un progetto che sfrutta al massimo l’infrastruttura esistente della rete elettrica, che già arriva dappertutto, e che porterà anche informazioni e dati”.

Un tema al centro dell’agenda e del programma del candidato sindaco del centrosinistra Paolo Dosi, ieri è stato svelato nella sua interezza nel corso di un incontro nel corso del quale sono stati mostrati progetti, modelli e dati: “A Piacenza abbiamo quasi 10mila persone registrate alla rete pubblica Guglielmo, che ha toccato le 180mila connessioni. Questa amministrazione ha realizzato la prima piazza intelligente della città, piazza Sant’Antonino, andiamo avanti su questa strada non solo con altri 15 nuovi punti wi-fi”. “Piacenza sul tema delle smart cities è stata sempre in prima fila, lo dimostra il progetto pilota dell’Anci che nel 2010 ha inserito le città di Piacenza e Prato nel contesto di Europa 2020 – ha sottolineato Dosi –. Ed è inserito in questo percorso il convegno del 20 aprile con il ministro Profumo ai Teatini”.

Dopo l’introduzione del candidato sindaco che ha parlato del progetto “Piacenza città intelligente”, Pier Angelo Carbone e Katia Tarasconi hanno illustrato i progetti in cantiere. “Da anni stiamo lavorando per diminuire il digital divide, ossia garantire l’accesso alla rete al maggior numero di persone possibili. Dai dati di accesso alla rete pubblica del Comune emerge come sia la fascia 25-35 anni quella più interessata, non solo giovani studenti. Per raggiungere l’obiettivo – ha annunciato Tarasconi – presso l’Urp di piazza Cavalli vorremmo dare dei notebook a disposizione dei cittadini che potranno prenderli in prestito per andare sul web grazie alla rete comunale”.

Con il supporto di alcune schede (in allegato) Carbone ha spiegato che “si tratta di fare una rete che avrà la stessa importanza di quella acquedottistica o viaria, nuove infrastrutture che l’Europa chiede a città come Piacenza e per le quali mette sul piatto importanti finanziamenti, Piacenza è pronta a cogliere questa opportunità senza “subire” la tecnologia, ma cercando partnership che permettano al pubblico di tenere le redini del sistema”.
L’incontro, aperto anche ai cittadini incuriositi dai modellini presentati (uno, in particolare, quello delle tettoie fotovoltaiche nei parcheggi), è stato chiuso dal ricercatore piacentino dell’Rse (Ricerca sistemi energetici) Stefano Capelli: “Si può fare, stiamo parlando di progetti che in Europa già esistono, e sono ideali per città medio-piccole come Piacenza – ha spiegato il ricercatore – in sostanza, il lavoro di quattro cavi che arrivano nelle case lo fa un cavo solo, che porta e invia dati. I cittadini risparmieranno sui costi, sulle manutenzioni, e l’amministrazione pubblica sui lavori di posa in opera. E la città sarà connessa con una sorta di sistema nervoso. E’ un campo in cui anche i privati stanno investendo, e Piacenza è ricettiva in questo senso. I ricercatori spesso fanno le cose da soli, per conto loro. Negli ultimi anni è cambiata la nostra mentalità, sappiamo che abbiamo bisogno dei privati e dei territori per raggiungere obiettivi per il bene di tutti”. “Noi – ha detto Dosi in chiusura – vogliamo che Piacenza sia la città più intelligente dell’Emilia-Romagna e lavoreremo per questo”.

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