Paparo: \”Con Palazzo Uffici già sprecati 500mila euro\”

«In un momento difficile per tante famiglie, per le imprese e per tanti lavoratori c’è ancora chi crede a progetti irrealizzabili che, per adesso, a causa dei pasticci e delle retromarce, sono costati alla casse comunali circa 500mila euro». Andrea Paparo denuncia lo spreco di risorse pubbliche legato a quella che il candidato sindaco definisce «la vera macchia dell’Amministrazione Reggi»: Palazzo uffici. Dopo l’enfasi con cui era stato presentato il bando di gara europeo, il caso Cibic e il ricorso al Tar per le evidenti irregolarità che hanno accompagnato l’avvio del progetto, la vicenda giudiziaria che non ha ancora trovato una conclusione di carattere civile, con significativi danni economici a carico del Comune, il giudizio della Corte dei Conti che resta pendente e i costi sostenuti per il personale, i dirigenti e le gare è stimabile uno spreco di mezzo milione di euro. «Per cosa?». E’ questa la domanda che si pone, al pari di tanti altri piacentini, Andrea Paparo, che considera il progetto di Palazzo uffici un grosso spreco di soldi e un progetto evidentemente anacronistico.
«Dodicimila metri quadrati di edificato, 5mila metri quadri di parcheggio e 1.550 metri quadri di area commerciale, costo presunto dell’operazione di 23 milioni di euro a cui occorre aggiungere l’onere per gli arredi, i traslochi, i traslochi delle utenze e la cessione in conto pagamento degli immobili attualmente utilizzati come uffici del Comune non mi sembrano la vera esigenza di questa città». Inoltre, osserva Paparo, «il dimensionamento del fabbricato in funzione degli ipotizzati 370 dipendenti comunali risulta quasi doppio rispetto agli usuali standard in uso nel terziario avanzato, pare irrealistica l’ipotesi commerciale di finanziare la costruzione con la permuta di immobili comunali, alcuni dei quali in pessime condizioni di manutenzione e non dimentichiamo che l’operazione porterebbe a un ulteriore svuotamento del centro storico che verrebbe privato di importanti funzioni di presidio e di socializzazione». «L’amministrazione Reggi – prosegue il candidato – ha ancora una volta dimostrato la propria incapacità ad operare scelte ragionate di medio e lungo periodo, a valutare attentamente e senza pregiudizi le alternative possibili per il bene della città, la mancanza di cultura e di sensibilità e l’arrogante distacco dal comune buon senso del cittadino».
«In un’era in cui le informazioni viaggiano velocemente in rete, in cui i servizi dovranno necessariamente orientarsi a una digitalizzazione e in cui sempre più di rado i cittadini dovranno prendere l’auto, fare code e cercare sportelli per interfacciarsi con Comune, l’Amministrazione pensa ancora a costruire e centralizzare: è un’idea vecchia di città a cui – conclude Paparo – contrapporremo il nostro messaggio di rinnovamento, le nostre idee e i nostri progetti per il futuro dei piacentini».

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