Festa del Plebiscito dimenticata?
No, annullata dalla campagna elettorale

Oggi, giovedì 10 maggio, Piacenza avrebbe dovuto festeggiare la festa del Plebiscito ma qualcuno sembra essersene dimenticato? Non proprio. Visto che il sindaco Roberto Reggi ha spiegato: “C’è una legge che impone di non poter effettuare manifestazioni pubbliche rilevanti, a meno che non siano consolidate”.

La festa avrebbe dovuto commemorare la stipula del 10 maggio 1948 che portò Piacenza ad annettersi, prima fra tutte, al Regno del Piemonte.

Particolare comunque la circostanza, perché la festa era stata istituita ufficialmente pochi mesi fa – quando già le elezioni erano state programmate – grazie a una delibera in Commissione 1.

Un’approvazione arrivata tra non poche polemiche, nonostante la compattezza della maggioranza.

Tra i pochi contrari, allora, vi erano stati i consiglieri Sandro Ballerini e Carlo Mazza, i quali anche oggi hanno ricordato i motivi di quel no.

Ballerini ha commentato con ironia: “Sono sfumature elettorali. Quando si arriva vicino alle elezioni si parla di tutto. Mi son meravigliato che non abbiano parlato dell’apertura dei casini. Ma tutto quello che può incontrare una frangia dimenticata della società lo si mette li per farlo abboccare”.

Dello stesso avviso anche Mazza, che ricorda come già allora avesse previsto l’impossibilità di celebrare il plebiscito: “Non volevo lasciare che fosse una manifestazione elettorale e allora si era pensato di nominare un Comitato d’onore ma non siamo stati chiamati per organizzarlo. Sarà stato o dimenticato o ad arte messo da parte perché siamo in campagna elettorale. Quindi la preoccupazione che avevo è diventata più che reale”.

L’assessore Paolo Dosi, allora, illustrò la proposta spiegando il significato non solo storico che avrebbe la ripetizione annuale delle celebrazioni: “Il tema della primogenitura di Piacenza non è mai stato sufficientemente valorizzato, sono tanti tra gli stessi piacentini a non conoscerlo. Un ricordo costante servirà per renderlo noto alla nostra comunità e anche all’esterno”.

Ottimi intenti che però, almeno per quest’anno, dovranno attendere ancora.

 

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