Finge di essere minorenne per evitare il rimpatrio, scoperto dalla Polizia

Nei giorni scorsi il personale dell’Ufficio Minori della Divisione Anticrimine della Questura ha scoperto un  giovane cittadino del Bangladesh che, usufruendo di un documento di identità falso e della presenza di uno zio nella nostra provincia, ha tentato di farsi passare per minorenne per riuscire ad aggirare le norme sull’immigrazione.

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Quando però si è presentato presso i Servizi Sociali del Comune, per essere poi accompagnano all’Ufficio Minori della Questura per le pratiche relative al suo soggiorno, gli addetti hanno avuto i primi sospetti circa la sua effettiva età, sospetti che sono emersi nel corso degli accertamenti compiuti dai poliziotti che, dopo averlo interrogato sulla sua entrata in Italia, hanno reputato il suo racconto poco convincente e l’hanno indirizzato al Pronto Soccorso per effettuare un esame auxologico per il riscontro della sua vera età; questo è un esame che consiste in una radiografia delle ossa carpali del polso e che, in base a parametri scientifici, riesce a definire oggettivamente l’età dei ragazzi in una fascia tra i 15 ed i 23 anni circa.

Agli accertamenti auxologici il ragazzo è però risultato avere un’età certamente superiore ai 19 anni e quindi è stato messo a disposizione dell’Ufficio Immigrazione della Questura per la sua espulsione dal territorio nazionale, vanificando il suo tentativo di farsi passare per minorenne. E’ in corso di valutazione la possibilità di una sua denuncia per le false dichiarazioni rilasciate ai poliziotti.

Aveva raccontato in un primo tempo di essere arrivato al porto di Genova dopo essere salito clandestinamente su di una nave in un porto dell’India, per poi dire di essere arrivato sempre via mare dal Bangladesh in Russia – tragitto che però è risultato immediatamente improbabile – per concludere ammettendo di essere arrivato via terra attraverso i paesi caucasici, usufruendo di alcuni passaggi in auto e camion pagati oltre 500 euro; la rotta caucasica, da anni utilizzata da trafficanti e mercanti di uomini, è una delle più battute per l’ingresso clandestino nell’area UE di cittadini asiatici e del sub continente indiano.

E’ al vaglio degli inquirenti la posizione dello zio – che vive in Italia regolarmente da molti anni – posizione che però pare alleggerirsi, non avendo avuto la certezza dell’età del nipote, che aveva comunque accolto al suo arrivo in Italia per poi accompagnarlo in Questura.

In questo caso l’efficiente sinergia tra i Servizi Sociali del Comune ed il personale della Questura, ed in particolare dell’Ufficio Minori della Divisione Anticrimine, è servita a scoprire un illecito che si stava realizzando; abitualmente è però una stabile rete di attività socio assistenziali finalizzata ai minorenni, le persone più deboli, e che hanno quindi una maggiore necessità di attenzioni e di tutela.

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