“Emissioni Cementirossi e pneumatici, la Provincia dia parere negativo”

Lunedì 10 dicembre il M5S ha presentato alla Provincia di Piacenza le osservazioni alla richiesta di Valutazione di impatto ambientale  presentata dalla ditta CementiRossi. “Per procedere all’analisi della VIA abbiamo richiesto ad Arpa i dati relativi ai controlli da lei effettuati negli ultimi 5 anni. Purtroppo non ci e’ stata consegnata la storia completa dell’anno 2007 e 2008, in quanto l’ARPA ci ha comunicato che non è stato possibile reperire quei dati. Innanzitutto diciamo che tutte le misurazioni effettuate da ARPA sulle emisssioni della CementiRossi rispettano le normative di legge. Ma il punto secondo noi e’ proprio questo: quanto queste normative hanno gia’ recepito le piu’ recenti raccomandazioni delle Autorita’ Internazionali in materia di salute? Quando occorre che un Ente pubblico intervenga per superare in senso restrittivo le normative in base ad un Principio assoluto di Precauzione? Quindi sulla base di queste argomentazioni e dei dati ricevuti abbiamo fatto una serie di analisi e valutazioni che ci hanno portato a chiedere alla Provincia di dare parere negativo alla richiesta di VIA. 

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Di seguito i motivi.

1) Troppo poche misurazioni

Relativamente alle emissioni di certe sostanze,  le piu’ pericolose per la salute, negli anni 2009-2010 e 2011 sono state eseguite da Arpa le misurazioni previste per legge, che consistevano in alcuni campionamenti effettuati durante l’anno, generalmente per brevi periodi non superiori alle 8 ore. Vogliamo porre l’attenzione sul fatto che misurazioni eseguite in questo modo “fotografano” la realtà dell’impianto solo in quei brevi periodi durante modalita’ ottimali di funzionamento super monitorate, condizioni che difficilmente si manterranno costanti e che quindi probabilmente possono non rappresentare lo stato reale di funzionamento medio dell’impianto lungo tutto l’anno, con conseguenti potenziali variazioni nella emissione degli inquinanti rispetto al momento dei test campione. Tutto ok secondo la legge, ma ci poniamo la domanda: e’ sufficiente a garantire in modo assoluto i cittadini di Piacenza?

2) Composizione del combustibile derivato da pnuematici

Nella richiesta di VIA si chiede la possibilita’ di bruciare in più, rispetto alla situazione attuale, decine di migliaia di tonnellate all’anno di un combustibile alternativo composto da pneumatici insieme a plastiche. Abbiamo verificato in letteratura la composizione degli pneumatici. Oltre a gomma naturale ed altri materiali non pericolosi, sono presenti numerose sostanze tossiche (componenti della gomma sintetica, additivi chimici vulcanizzanti etc), certe anche sospette cancerogene. Poiche’, come spiegato prima, la legge prevede solo alcune misurazioni a campione sulle emissioni, e solo per certi composti, esiste la concreta possibilità di disperdere nell’ambiente nuove sostanze potenzialmente pericolose senza poterne determinare con precisione la quantita’ reale emessa in massa per ognuna di loro. E poiche’ spesso si tratta di composti ed elementi difficilmente degradabili nel tempo, si crea anche il problema del loro accumulo nei terreni di Piacenza.

3) Contaminazione di terreni.

Per capire se l’inquinamento di certe sostanze tossiche non degradabili sul territorio stia diventando sensibile e possa essere indice di una sottovalutazione della sua entita’ (emissioni tutte nei limiti di legge ma riscontro in crescita nel territorio) un metodo e’ quello di analizzare i terreni. Pertanto abbiamo chiesto ad Arpa i dati delle analisi da lei finora condotte su campioni di terreno, prelevati, riteniamo, nei punti teoricamente piu’ rappresentativi per tenere sotto controllo la situazione inquinamento a Piacenza. In questi dati abbiamo individuato un campione anomalo, con un valore di diossine,  espresso in tossicità equivalenti,  ancora nei limiti di legge ma molto elevato se considerato in rapporto alla media di tutti gli altri, preoccupante soprattutto per il tasso di incremento avvenuto rispetto all’anno precedente. Data la vicinanza con l’autostrada si poteva pensare che la causa fosse il traffico veicolare, ma questa ipotesi secondo noi non reggeva in quanto un altro punto sempre vicino all’autostrada presentava valori nella norma simili a tutti gli altri analizzati; inoltre si sarebbe dovuto stimare un aumento enorme del traffico per giustificare tale incremento annuale, cosa anch’essa irragionevole. Le cause quindi vanno ricercate, oltre al traffico, nelle emissioni degli impianti industriali potenzialmente idonei alla produzione di tali inquinanti, facendo riferimento alla direzione dei venti.

4) Variazioni nelle emissioni al variare della tipologia di combustibile usato

Valutando i risultati di alcune misurazioni effettuate da Arpa sugli affluenti gassosi che escono dal camino, abbiamo notato per alcune sostanze variazioni sensibili,  pur nei limiti di legge, quando variavano in ingresso al forno le percentuali delle singole tipologie di combustibili sul totale. I pochi dati in nostro possesso fornitici da Arpa non ci hanno consentito un’analisi precisa del fenomemo, ma secondo noi sono sufficienti ad avanzare il dubbio che se variera’ in futuro la percentuale di pneumatici nel combustibile,  di contro potrebbero variare le percentuali di certi inquinanti emessi in atmosfera. Quindi per il principio di precauzione dovrebbe essere portato a termine uno studio specifico molto piu’ approfondito eseguito da Arpa prima di concedere il permesso di bruciare decine di migliaia di tonnellate all’anno di combustibile derivato da pneumatici.

Conclusioni

Chiediamo alla Provincia di dare parere negativo alla richiesta di VIA perchè ci troviamo di fronte ad una ditta che ha lo stabilimento in Piacenza, impianti produttivi di dimensioni e tipologie di combustibili tali da poter diventare, per i punti sopra esposti, una potenziale fonte di emissioni inquinanti sulla citta’, soprattutto per l’enorme portata dei suoi effluenti gassosi emessi al camino nell’atmosfera. L’aria di Piacenza e’ gia’ in condizioni critiche, non rischiamo di peggiorare ancora di piu’ la situazione. Ricordiamo infine che gli pneumatici sono materiali e non rifiuti, che si possono recuperare e riciclare ed e’ quindi dannoso e controproducente bruciarli.

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