Trapani: ancora avvelenamenti, morto randagio

Non c’è pace per gli animali randagi nel sud Italia, continuano gli avvelenamenti e le “persecuzioni” contro gli animali vaganti sul territorio. La disattenzione al controllo delle nascite, l’incuria sugli abbandoni e sulla gestione delle anagrafe canine danno i loro “abominevoli” risultati.

Troppi animali sono vittime di esche avvelenate disseminate sul teritorio da “ignoranti” personaggi che regalano una morte in agonia agli animali che, inconsapevoli ed affamati, addentano il boccone; l’agonia dell’animale può perdurare anche ore, fino al giungere della morte quasi liberatrice. 

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A Trapani, la presidente dell’Associazione Liliana Signorello, tramite il Giornale di Sicilia commenta amareggiata: “Dopo l’avvelenamento dei 12 cani che accudivamo ogni giorno nell’area attrezzata della Trinità nello scorso febbraio, ora ricomincia lo scempio. C’è chi si diverte contro chi non può difendersi. L’uomo spesso non è amico del cane, invece il cane è sempre l’amico dell’uomo”. 

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