Comune, spese telefoniche ridotte del 30%. Palazzo Uffici? A breve il responso

“Non sprechi evidenti, ma possibili risparmi di spesa in particolare nelle spese di funzionamento”. È il quadro che il Comune ha ricavato dall’indagine sulla spending review fatta on line tra cittadini e dipendenti. Da ottobre sono state circa un’ottantina le segnalazioni/suggerimenti giunte all’assessorato al Bilancio, 50 da cittadini, 30 da dipendenti. È già qualche risultato concreto in quelle direzioni si può osservare. Risparmio già attuato del 30% sui contratti di telefonia (rete fissa, mobile e gestione dati), riduzione dell’uso della carta per le comunicazioni interne, razionalizzazione delle spese per il funzionamento della macchina Comune. Sono solo alcune delle indicazioni di cui il Comune terrà conto per stendere, entro febbraio, il piano triennale di razionalizzazione che si confida di approvare a marzo. “Più del 50% sono ritenute risposte pertinenti, un terzo verrà considerato nella pianificazione” ha promesso l’assessore al bilancio Pierangelo Romersi. Tra gli altri suggerimenti accolti quelli sull’illuminazione pubblica tesi a sostituire quella tradizionale con i led in special modo in alcune zone della città; sull’utilizzo di software open source; sull’eliminazione della carta per la comunicazione interna tra gli uffici. Confermato lo strumento della gratuità agli over 65 sull’utilizzo dei mezzi pubblici, ma con una verifica sull’effettivo uso rivolta ai possessori di tale facoltà. Capitolo importante quello dei tanti uffici comunali sparsi sul territorio. Il tema è evidentemente quello “storico” di Palazzo Uffici dopo che è tramontata l’ipotesi troppo dispendiosa di realizzare un’unica delegazione all’ex Unicem. “A breve l’amministrazione farà la sua scelta sul tema del palazzo unico ed entro l’estate si procederà comunque a un piano di interventi sugli edifici esistenti” ha aggiunto Romersi. Secondo il titolare del Bilancio, dalla quantità non elevata di segnalazioni arrivate “si desume che nel Comune di Piacenza c’è già un buon livello di efficienza nei servizi”. La spesa per il personale incide sul bilancio complessivo per il 30%, “una quota difficilmente comprimibile”. “Per il piano di razionalizzazione dobbiamo agire sulle spese di funzionamento (che incidono per il 17,5%), sul personale (non in valore assoluto) e sugli interessi sul debito (che incide per il 5,5%)”. Per andare a comprimere ulteriormente i costi laddove possibile, la volontà dell’amministrazione è quella di riorganizzare i servizi andando a rinegoziare al ribasso i contratti in scadenza, senza però ridurre la qualità. Allo stato non c’è ancora una previsione di quanto la spesa si ridurrà al termine del triennio, “ma certi dati sono incoraggianti” ha concluso Romersi.

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