Fratelli d’Italia Centrodestra Nazionale

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blankFRATELLI D’ITALIA CENTRO DESTRA NAZIONALE

 


CANDIDATI PIACENTINI PER LA LISTA DELL’EMILIA ROMAGNA

Alla Camera:
Tommaso Foti (2)
Enrico Croci (10)
Erika Opizzi (14)
Federico Beccia (18)
Massimo Bollati (19)
Natascia Cataldi (22
Edoarda Ghizzoni (28)
Lucia Grilli (31)
Giorgia Maloberti (32)
Simone Mazza (34)
Bruno Sartori (39)
Riccardo Sparzani (40)
Paolo Targon (41)
Paolo Tiribinto (42)

Al Senato:
Giorgio Belli (9)
Franco Brauner (15)

 


PRESENTAZIONE CANDIDATI

blankTommaso Foti: penso che il centrodestra italiano abbisogni di una lista pulita che dica le cose come stanno e offra soluzioni al paese, senza fare propaganda. 

Tommaso Foti appello al voto

 

 

 

 

blankErika Opizzi: praticante avvocato, sempre impegnata in prima linea in politica. Credo fortemente nel progetto Fratelli d’Italia. 

Erika Opizzi appello al voto

 

 

 

 

blankMassimo Bollati: geometra, assesssore ai lavori pubblici a Castel s. Giovanni. Credo nel rinnovamento del cetnrodestra e in una classe dirigente nuova che vada oltre Berlusconi. 

Massimo Bollati appello al voto

 

 

 

 

blankPaolo Targon: ingegnere. Fratelli d’Italia è il vero centrodestra, quello che il Pdl non è riuscito ad essere. Una proposta concreta basata sul merito e sul contatto diretto con il territorio e su un programma serio, dettagliato e concreto. 

Paolo Targon appello al voto

 

 

 

blankPaolo Tiribinto: impiegato commerciale e assessore ai lavori pubblici a Borgonovo. Credo nella politica come impegno civile. Da persona onesta voglio potermi impegnare senza vergognrami delle persone che fanno parte della stessa lista. Fratelli d’Italia mi dà questa opportunità. 

Paolo Tiribinto appello al voto

 

 

 


INTERVISTA

Un impegno per il nostro territorio.

Foti: ho portato 30 milioni di euro a Piacenza nella mia attività politica dal 2008. Ho contribuito a salvare la provincia di Piacenza e concorso all’approvazione della legge sul bicentenario di Verdi, importante soprattutto per il territorio di Villanova. Proporrò una legge che dia impulso turistico al nostro territorio attraverso la valorizzazione dell’itinerario della via Francigena.

Opizzi: la mia è una battaglia generazionale. La mia generazione ha visto il futuro rubato dalle generazioni passate. Paghiamo pensioni e privilegi elevatissimi, senza avere la possibilità di andare in pensione a nostra volta. Propongo un principio di sostenibilità delle leggi future, affinchè il loro peso non ricada sulle prossime generazioni.

Bollati: la priorità è il lavoro. Bisogna cercare soluzioni al precariato e alla disoccupazione con un occhio particolare alla tassazione per le aziende, attualmente troppo elevata.

Targon: la mia sfida sarà cercare di mettere il territorio a disposizione delle persone che lo abitano. Oggi c’è una distanza notevole tra i cittadini e le istiuzioni che le rappresentano. Bisogna riavvicinarli, ribaltando la sfiducia nella politica.

Tiribinto: come amministratore comunale, penso che occorra superare i vincoli del patto di stabilità che non permette investimenti nemmeno ai comuni virtuosi. Occorre premiare il merito, dare meno peso a ingombranti contratti nazionali di lavoro, lasciando ai datori più libertà di scelta sulle retribuzioni dei dipendenti.


Si
rivota con il porcellum. Perchè non è stata fatta una nuova legge elettorale?

Foti: sono stato presentatore di una proposta di legge che reintroducesse le preferenze. In commissione al Senato era stato approvato un testo che prevedeva la reintroduzione delle preferenze. La rottura è arrivata per responsabilità del Pd, che pretendeva non solo il premio di coalizione, ma il premio di maggiornanza per il primo partito, anche in assenza di maggioranza assoluta. Un principio che ha evidenti influssi derivanti dai regimi sovietici.

 

Fratelli d’Italia è la riedizione di An

Bollati: è un progetto totalmente nuovo, che raccoglie delusi anche del Pdl. Non c’entra nulla con il passato.

Opizzi: il Pdl puntava a sbloccare il paese attraverso riforme liberali. Non è riuscito a radicarsi sul territorio ed è svanito al momento della provvisoria decisione di Berlusconi di abbandonare la politica. Il Pdl non è un partito, ma un insieme di persone unite dall’appoggio a Berlusconi.

Targon: Fratelli d’Italia non è succursale di nessuno. Lo testimonia la presenza di Crosetto tra i fondatori. È un partito che può richiamare a sé tutti i delusi del progetto Pdl.

Tiribinto: il bene della patria è il nostro compito principale. Questo è lo spirito che ci anima.

 

Privilegi della casta. Da dove partire?

Foti: il presidente della Repubblica ha a disposizione tanti collaboratori inutili. Visto che l’esempio deve provenire dall’altro, tagliare questi costi sarebbe un segnale importante.

Opizzi: serve un tetto alle megapensioni, soprattutto quelle dei parlamentari. Mille parlamentari sono troppi, vanno ridotti.

Bollati: eliminare l’istituzione dei senatori a vita, peraltro non eletti dai cittadini.

Targon: no alle pensioni cumulative.   

Tiribinto: tetto alle pensioni d’oro per favorire sussidi a chi percepisce pensioni minime.

 

Appello al voto:

Foti: quello per Fratelli d’Italia è il vero voto utile. Le liste dell’Emilia Romagna sono liste di territorio, presentano persone a cui gli elettori possono rivolgersi in qualsiasi momento. Diversamente dalle liste del Pdl in cui si trovano figure paracadutate dall’alto, spesso nemmeno residenti nel territorio in cui verrano eletti. Votare Fratelli d’Italia significa votare una vasta rappresentanza piacentina.

Opizzi: Fratelli d’Italia è la risposta all’esigenza di rinnovamento della politica. Siamo persone che lavorano tutti i giorni e fanno politica per passione. Conosciamo i problemi dell’amministrazione pubblica e sappiamo quel che facciamo. Abbiamo abbandonato anche incarichi sicuri di partito per buttarci in questa sfida. Tutto per il bene dell’Italia.

Bollati: votare per noi significa poter eleggere un rappresentante piacentino. Sappiamo cosa significa rispondere alle esigenze delle persone.

Targon: Fratelli d’Italia è un nuovo modo di fare politica. Non candidiamo chi ha condanne giudiziarie, anche solo in primo grado. Premiamo il merito, l’onestà e l’attaccamento al territorio. Qualità che la vecchia politica non aveva.

Tiribinto: abbiamo il viso pulito e siamo in mezzo alla gente tutti giorni, con grande passione per il territorio. 

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