Centrale nucleare di Caorso: “Una bonifica che vale 240 milioni di euro”

Affollato appuntamento nella sala consigliare della Camera di commercio. Sogin, società di Stato incaricata della bonifica ambientale dei siti nucleari italiani e della gestione e messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi, ha incontrato infatti una nutrita rappresentanza di associazioni imprenditoriali e sindacati e di imprenditori piacentini, guidati dal Presidente camerale Giuseppe Parenti. Presenti in sala anche Paola De Micheli, onorevole piacentino del PD, e Fabio Callori, Sindaco di Caorso.

Parola d’ordine concretezza. L’ha chiesta il Presidente della Camera di commercio ma anche il Sindaco di Caorso. E concretezza ha cercato di dare il management di Sogin, ricordando che la società negli ultimi due anni ha individuato un nuovo sistema di qualificazione dei fornitori ed ha costruito un rapporto nuovo con le associazioni imprenditoriali, cui viene destinata anche una newsletter che dà notizia, assieme al sito internet di Sogin, dei bandi di gara aperti, in modo che la notizia a cascata possa arrivare alle aziende interessate. Il nuovo sistema adottato da Sogin consente la partecipazione ai lavori di smantellamento degli impianti nucleari sia alle imprese di grandi dimensioni sia  anche a realtà aziendali di piccola media dimensione. In particolare nell’ambito del sistema di qualificazione Sogin, l’accesso all’Elenco degli operatori economici su base territoriale è rapido e privo di costi, l’elenco è pubblico ed è disponibile sul sito internet della società. Tale elenco, organizzato su base territoriale proprio per privilegiare la partecipazione di piccole e medie aziende, consente la partecipazione  a gare di importo fino a 150 mila euro. Ad oggi, sono 40 le imprese emiliane iscritte al sistema di qualificazione Sogin e sono state invitate a gare per un importo complessivo di 23 milioni di euro.

Duecentoquaranta milioni di euro, a tanto ammonta il valore della bonifica fino al prato verde del sito nucleare di Caorso, cui si possono aggiungere altri 500 milioni di euro per lo smantellamento dei tre siti nucleari Sogin presenti nel vicino Piemonte.

E’ questa la dimensione dell’opportunità offerta alle imprese piacentine dalle attività di smantellamento dei siti nucleari Sogin nel nord Italia. 

Nel corso dell’incontro è stato ricordato che a Caorso è presente la Scuola italiana di radioprotezione, sicurezza e ambiente, che da un paio di anni si è aperta oltre alle imprese che lavorano con Sogin anche all’esterno. 

Il management Sogin ha ricordato alle imprese piacentine che la scelta di partecipare allo smantellamento di impianti nucleari italiani porterà ad una crescita delle proprie competenze che potranno essere giocate in un prossimo futuro sia nel sistema decommissioning Italia che nel mercato estero dello smantellamento, stimato in forte crescita con la chiusura di molte centrali nucleari.

Unanimi i consensi al termine dell’incontro, utile per percepire i passi da compiere per non perdere opportunità quanto mai interessanti alla luce delle difficoltà del mercato interno. “Le imprese di Piacenza sono piccole, in gran parte” ha commentato il Presidente Parentima sono capaci di fare rete. In questo modo possono diventare interlocutori affidabili anche per affidamenti di importo significativo, soprattutto se le competenze richieste non sono particolarmente specializzate.” “Un sincero ringraziamento a Sogin per questa attenzione al territorio locale” ha chiuso il Presidente “così come a tutti gli intervenuti che dovranno aiutare gli enti pubblici a massimizzare la ricaduta di queste informazioni.

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