Fratelli d’Italia: «Zone franche in montagna per favorire le imprese»

«Una legge che riconosca agevolazioni fiscali ed economiche alle imprese che hanno sede nelle zone di montagna, e nella nostra provincia ce ne sono parecchie. L’obbiettivo è naturalmente quello di creare nuova occupazione e un maggior benessere economico e sociale“. A chiederlo a gran voce sono i candidati piacentini alla Camera di Fratelli d’Italia, Enrico Croci, sindaco di Morfasso e Simone Mazza, consigliere provinciale e già sindaco di Bettola, che questa mattina, alla presenza dell’onorevole Tommaso Foti, capolisita in regione alla Camera per Fratelli d’Italia, hanno spiegato nel dettaglio la loro proposta ai giornalisti.

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«L’istituzione di vere e proprie zone franche montane consentirebbe – secondo Croci e Mazza – di compensare il deficit concorrenziale di cui soffrono storicamente le imprese di montagna rispetto a quelle in pianura. Le aree montane presentano, infatti, delle difficoltà intrinseche per chiunque voglia avviare un’attività imprenditoriale e per gli stessi cittadini che le popolano».

Per Croci e Mazza, l’approvazione della norma proposta, costituirebbe «un utile strumento per contrastare i fenomeni di degrado del tessuto socio-economico, attirare nuovi capitali e sostenere le imprese esistenti, con importanti benefici in termini di occupazione e di benessere collettivo».

Nello specifico – per i candidati di Fratelli d’Italia – lo status di zona franca montana “concederebbe alle imprese insediate in queste aree agevolazioni fiscali, come l’esenzione (nei primi anni di attività) e le riduzioni (negli anni successivi) delle imposte sui redditi, dell’imposta regionale sulle attività produttive e dell’IMU, oltre all’esonero dal versamento dei contributi sulle retribuzioni da lavoro dipendente».

«Istituire zone franche montane è indispensabile – aggiungono i candidati – per sostenere imprese e occupazione in montagna, attrarre nuovi investimenti e tutelare e rilanciare l’artigianato, il commercio di vicinato, l’agricoltura e la tradizione enogastronomica, che sono i veri e propri presidi sociali da conservare». «I possibili beneficiari delle agevolazioni fiscali – evidenziano i candidati di Fratelli d’Italia – saranno quindi le micro e piccole imprese artigianali e commerciali. Incentivi specifici, in aggiunta al sistema delle agevolazioni, potranno essere previsti per l’ambito rurale e per il settore agricolo, agrituristico, turistico termale e turistico in generale; per valorizzare il patrimonio ambientale, culturale, enogastronomico (energie alternative; recupero di fabbricati rurali); per favorire l’occupazione e l’impresa giovanile grazie ad adeguati percorsi di formazione e specializzazione».

Quanto poi ai siti di importanza comunitaria, il giudizio di Croci e Mazza è lapidario: «I vincoli derivanti dagli stessi rappresentano un grave danno per la già difficoltosa economia delle aree montane. Non solo, ma la perimetrazione dei SIC (siti di interesse comunitario) decisa dalla Regione Emilia Romagna ha comportato per chi lavora in montagna la sottoposizione a vincolo di terreni agricoli, di attività produttive, commerciali ed artigianali e di aree vocate al prelievo di legna e prodotti boschivi, con inaccettabili obblighi per le attività esistenti e conseguente preclusione di nuovi insediamenti produttivi”.

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