Commercianti, Sangalli: “Noi la via per la ripresa, il governo ci ascolti”

“Liberare l’impresa per far ripartire l’Italia”, è questo il titolo del convegno indetto da Unione Commercianti Piacenza e al quale ha partecipato il presidente nazionale Carlo Sangalli. Un incontro che giunge una settimana dopo la manifestazione di lunedì, quando una delegazione piacentina si recò dal prefetto Antonino Puglisi per consegnargli una chiave, simbolo delle chiavi utilizzate dagli oltre 400 esercenti che in nove mesi hanno chiuso definitivamente le proprie serrande. Il settore della piccola e media impresa e del commercio è in forte crisi, causa il carente accesso al credito, una burocrazia asfissiante e, aggiungono gli addetti ai lavori, una promozione del territorio ancora insufficiente. 

“Il commercio, il turismo, i servizi, la logistica sono elementi essenziali per il rilancio del Paese” commenta Sangalli. “Questo significa che chiunque si troverà a governare l’Italia dovrà mettere al centro l’impresa, e mettere al centro l’impresa vuol dire integrare le ragioni del rigore alle ragioni dell’equità e della crescita. Si deve tenere presente che il 2012 sarà ricordato, in fatto di crollo dei consumi pro capite, come l’anno peggiore dal dopoguerra ad oggi, motivo per cui è urgente un cambio di marcia radicale. Innanzitutto una forte riduzione della pressione fiscale: questo Governo sostiene che la ripresa inizierà a partire da luglio 2013, se però poi si aumenta l’aliquota Iva come previsto dalla legge di stabilità è difficile pensare che possa iniziare una crescita. Insieme alla riduzione della pressione fiscale è necessaria una netta semplificazione burocratica: per un’azienda avere 120 adempimenti all’anno, una ogni tre giorni, rappresenta un’enorme difficoltà. Si deve sfoltire per permettere alle imprese di crescere e respirare. In ultimo ma non ultimo, l’accesso al credito: fornire contributi con il classico ‘contagocce’ non giova alle aziende e non permette il loro rilancio. Per riassumere, fisco, burocrazia e accesso al credito sono le tre priorità che sottoporremo al prossimo Governo”.

“Il problema – conclude Sangalli – è la debolezza strutturale della domanda interna nel nostro Paese. Una domanda interna che per investimenti e consumi vale l’80% del Pil, motivo per cui deve essere incoraggiata e incrementata”.

I lavori sono stati aperti da Alfredo Parietti, presidente locale di Unione Commercianti, che non risparmia una stoccata al mondo della politica: “Nonostante tutti predicano nella campagna elettorale entrata nel vivo che le piccole e medie imprese del commercio, del turismo e dei servizi costituiscono l’ossatura del Paese e la spina dorsale della sua economia, purtroppo dobbiamo riscontrare un fuoco di fila tendente ad incriminarle come fonte di evasione ed elusione. Questo non ci sta bene”.

Parietti torna poi a sottolineare l’importanza di rafforzare il collegamento con Milano: “Chiediamo di poter ospitare qui a Piacenza un comitato tecnico che permetta ad Unione Commercianti Lombardia e Unione Commercianti Emilia Romagna di sedere ad uno stesso tavolo, per cercare di collaborare insieme per sfruttare al meglio Expo 2015 con iniziative condivise e concordate”.

Parietti infine pone l’accento sulla necessità di una più massiccia promozione del territorio: “La nostra Provincia non possiede uno strumento adeguato che possa promuovere e soprattutto commercializzare il nostro territorio, i nostri prodotti, la nostra ospitalità”. A questa richiesta ha risposto subito dopo l’assessore provinciale al Turismo Maurizio Parma che ha gettato le basi per una futura cabina di regia tra Provincia e Unione Commercianti.

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