Callori(PdL):”Gli imprenditori piacentini sono la spina dorsale dell’economia”

«Prima di riformare il mondo del lavoro e delle aziende sarebbe bene ascoltare gli imprenditori e recepire le loro istanze per poter agire in maniera concreta e utile alla piccola e media impresa, che rappresenta la spina dorsale della nostra economia». Fabio Callori, candidato al Senato nelle liste del Pdl, incontra un gruppo di imprenditori piacentini e conferma il suo impegno per una detassazione dell’attività delle aziende, per la sburocratizzazione del comparto produttivo e per la riapertura delle linee di credito.

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Il comunicato inviato agli organi di informazione:

«Un tempo, qui, era un viavai di camion, adesso ne passa uno ogni tanto». Uno degli imprenditori incontrati nel corso della visita a uno dei poli industriali del territorio dipinge così la situazione. Nonostante lo scenario, però, c’è chi continua a crescere. Come un’azienda che si occupa di packaging e che fornisce un centinaio di aziende che esportano in tutto il mondo. Il problema è che, anche per chi ha performance positive, le banche non aprono linee di credito e non aumentano i fidi, cristallizzando così la possibilità di fare investimenti e ricerca. Per questo, sottolinea Callori, «ora più che mai è necessario che chi sarà chiamato a Governare prenda l’impegno a sedersi a un tavolo per le banche per sbloccare questa situazione che frena l’intero Paese: le banche hanno avuto, ora diano».

Passeggiando tra i capannoni si nota chiaramente come il mondo della finanza spericolata e dei piani industriali spregiudicati sia lontano anni luce da realtà come quelle visitate, dove il primo cittadino ha incontrato solo imprenditori «preoccupati di non riuscire a dare lo stipendio ai propri dipendenti, che nelle piccole e medie imprese vengono ancora considerati una risorsa da coltivare». Nonostante le difficoltà legate al reperimento di personale specializzato (tanto per fare un esempio l’anno scorso restò scoperta per lungo tempo una posizione di addetto alla tornitura), le imprese locali continuano ad investire sui giovani della zona, assumendoli e formandoli. L’aspetto formativo, però, come evidenzia Callori, «non può ricadere per intero sulle spalle delle aziende: la scuola e il mondo della formazione devono tornare ad essere una cerniera per il mondo del lavoro».

Come è emerso dal sopralluogo, uno dei problemi principali continua ad essere quello della burocrazia, a cui, spiega un imprenditore, «dedico l’80 per cento del mio tempo». Tutte ore sottratte alla produttività, quindi un freno per la crescita in un mondo in cui, ricorda Callori, «le nostre imprese sono chiamate a entrare in concorrenza con i prezzi dei colossi asiatici». Per invertire la rotta, suggerisce il primo cittadino, «la nostra proposta è quella di eliminare la burocrazia in ingresso, limitando al massimo le autorizzazioni e i tempi per ottenerle, e potenziando i controlli postumi».

A completare il pacchetto di proposte avanzate da Callori per dare fiato all’impresa c’è il fattore fiscale: lo stop all’aumento dell’Iva, la riduzione dell’Irap e una revisione della nuova tariffa sui rifiuti sono misure indispensabili, come ha precisato Callori, prendendo l’impegno di tornare a far visita ai capannoni dei poli industriali del territorio a urne chiuse per riprendere a discutere con i diretti interessati le misure necessarie al rilancio della nostra economia. 

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