Affitti in regola ma le case erano “bordelli”: a processo cinque cinesi

E’ entrato oggi nel vivo, dopo una prima udienza di smistamento, il processo a carico di cinque imputati cinesi tutti accusati a vario titolo di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione e tutti attualmente irreperibili. In aula erano rappresentati dagli avvocati Paolo Ferroni (in sostituzione di Giovanni Capelli), Elena Stragliati e Mauro Pontini.

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Anche della parte offesa, ovvero della giovane prostituta cinese, non c’era traccia questa mattina nell’aula 1 del Tribunale di Piacenza dove il Pm Michela Versini ha interrogato una serie di testimoni di fronte al collegio giudicante presieduto da Italo Ghitti (Maurizio Boselli ed Elena Stoppini a latere). Si è trattato dei responsabili dell’agenzia immobiliare alla quale si erano rivolti alcuni degli imputati per affittare gli appartamenti, uno in via Roma e uno in via Colombo, all’interno dei quali veniva esercitata la prostituzione stando alle indagini che nel 2009 sono state svolte dagli investigatori della polizia e in particolare della squadra mobile della questura di Piacenza.

Il teste chiave, tuttavia, doveva essere proprio la parte offesa, una giovane cinese che nell’ipotesi accusatoria sarebbe stata costretta a prostituirsi negli appartamenti in questione. «Ne chiedo l’accompagnamento coatto in aula» ha detto il pubblico ministero dopo aver spiegato ai giudici che la ragazza è reperibile, si trova in una comunità protetta e la convocazione a presentarsi in udienza le era stata consegnata a mano, quindi non poteva non sapere del processo. Richiesta accolta dal presidente Ghitti e processo rinviato al 30 maggio, ore 9

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