Modifica dello statuto Iren, Timpano: “Più controllo da parte dei territori”

 

Divampano le polemiche sull'approvazione delle modifiche allo statuto di Iren. La relazione di presentazione, affidata all'assessore Francesco Timpano, ha messo in luce i punti salienti della riforma, che andrà a toccare in modo deciso la governance dell'azienda. Principali novità, l'insieme degli azionisti pubblici avrà in mano il 51% delle quote azionarie dell'azienda, rendendo – secondo il parere dell'assessore – l'azienda più vicina ai bisogni dei territori, risolvendo una pecca atavica. Ma non è tutto: lo stipendio dei dirigenti non sarà più deciso dal consiglio di amministrazione, ma dall'assemblea dei soci in ottemperanza ai dettami del codice civile. Eliminato anche il comitato esecutivo che, con ampi margini di manovra, era designato a prendere le decisioni più importanti dell'azienda. Tutti i compiti del comitato saranno trasferiti al consiglio di amministrazione, in cui sono rappresentati tutti i soci più importanti, compreso quello designato dall'amministrazione comunale di Piacenza. I 13 membri del cda saranno così suddivisi: 5 soci nominati dai comuni di Genova e Torino, 3 da Reggio Emilia, Parma e Piacenza, 3 congiunti, 2 consiglieri alle minoranze aziendali. “Le figure che guidano società dovranno essere scelte – ha auspicato l'assessore – a prescindere dalla rappresentanza territoriale ed essere di provata competenza e professionalità. Si passa da una logica di mera rappresentanza territoriale a una logica che privilegi competenze e professionalità”. Comincia un discorso di riorganizzazione delle società di primo livello, ha concluso Timpano. I territori aumentano la loro capacità di intervento attraverso l'abolizione del comitato esecutivo. La quota societaria del comune di piacenza è dell'1% ma la rappresentanza nel consiglio di amministrazione con un rappresentante su 13 è quasi del 10%. “Alla luce di questa riforma sono molto più ottimista rispetto a 8 mesi fa”.

Non tutti però sono d'accordo con la proposta. In particolare il M5S che, per bocca del consigliere Mirta Quagliaroli denuncia: “Il problema dei doppi incarichi resta irrisolto. Nelle società di primo livello potranno lavorare rappresentanti del cda di Iren. Per quanto riguarda i compensi ai manager, si cerca di dire che saranno i soci a deciderli, ma in realtà basta che i soci rappresentanti gli enti pubblici, che rappresentano la maggioranza, si accordino tra loro e il gioco è fatto”. La Quagliaroli ha chiesto pertanto l'introduzione del voto palese, in modo da poter conoscere le intenzioni dei sindaci in merito al taglio degli stipendi ai dirigenti.

Durissima la replica di Michele Bricchi (Pd): Chiaro che si tratta un percorso dall'esito compromissorio, ma è evidente l'intenzione di recuperare efficienza. Il M5S parla tanto di doppi incarichi, ma Bagnacani, come comparso nei giorni scorsi sui quotidiani, amministratore nel comune di Parma e uomo di Pizzarotti, è in palese conflitto di interessi, in quanto amministratore di due società che svolgono lo stesso ruolo di Iren e pertanto in concorrenza. Come lo si giustifica? Si voleva o no la modifica dello statuto di Iren? O si vuole solo difendere l'amministrazione Pizzarotti del comune di Parma?"

Preso atto della costituzione di comitati per i territori, nuovi organismi composti su base provinciale da rappresentanti che siano espressione delle realtà del territorio, Giulia Piroli (Pd) ha chiesto che il Comune di Piacenza si attivi, attraverso un monitoraggio continuo ed efficace, affinché i comitati territoriali possano rappresentare un interlocutore attivo sia verso l'Holding, sia verso le Str per quanto concerne le reti acqua, gas, calore ed energia elettrica e sia verso la società Iren ambiente che gestisce il ciclo rifiuti".

Non ha partecipato alla votazione, invece, Carlo Pallavicini (Sinistra per Piacenza), che ha dichiarato: "L'unica ragione che mi porta a non votare contrariamente a questo atto è l'eliminazione di un pò di poltrone e di compensi legati a Iren. Io ero e rimango un forte sostenitore del pubblico, ma so benissimo che il pubblico è stato usato, in alcuni casi, più per dare un pò di reddito a politici e manager vari che per rispondere ai bisogni collettivi presenti nei territori. Tutto ciò che va verso la riduzione della spesa politica inutile non può che trovare il nostro sostegno". Sostegno, però, che si ferma qui – ha precisato il consigliere, nutrendo dubbi sul fatto che il nuovo riassetto della governance possa portare a un maggiore controllo dell'azienda da parte delle realtà territoriali: "Sono la composizione e la mission stessa di Iren ad impedirlo. Il processo progressivo di accentramento delle ex municipalizzate ha portato a un impoverimento dei presidi territoriali sul fronte dei servizi, all'impossibilità del controllo dei risultati ottenuti e, soprattutto, dei risultati non ottenuti da parte degli enti locali. Di fatto, gli enti locali, che rappresentano il livello istituzionale più vicino ai cittadini sul fronte dei servizi pubblici locali gestiti da Iren, non contano nulla: penso al ruolo dei consigli comunali che si trovano a ratificare scelte già assunte e la cui modifica, anche la più lieve, determinerebbe l'invalidazione delle delibere già assunte in fotocopia dagli altri consigli comunali. E' evidente che una società quotata in borsa e in cui il ruolo dei privati è molto rilevante non può perseguire interessi e obiettivi pubblici, non può ascoltare il territorio. Per l'unica ragione che ho esposto prima, non voto contrariamente a questo atto. Per il resto, mi auguro che cambi la rotta (in direzione della costituzione di una società pubblica e comunale), a partire dalla gestione dell'acqua."

 

 

Comunicazioni: In accordo con quanto emerso da una precedente conferenza dei capigruppo, il centrodestra ha deciso di esercitare il diritto di rinuncia al gettone di presenza per la seduta comunale del prossimo 10 maggio che, in concomitanza con l'adunata degli alpini, potrebbe avere una durata ridotta.

Ad annunciarlo è stata Erika Opizzi di FdI a cui hanno fatto eco i consiglieri Pdl Marco Tassi e Giovanni Botti. Il diritto di rinuncia – ha spiegato Botti – non sarà valido solo per questa singola seduta, ma sarà possibile esercitarlo anche in futuro, qualora le circostanze lo richiedessero.

Tra le comunicazioni, Mirta Quagliaroli ha chiesto di attivare le consulte, espressione della partecipazione dal basso, in accordo con quanto previsto dal regolamento comunale e approvato dal consiglio comunale dello scorso dicembre.

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