Presenze a pagamento dei politici in tv, chiusi i procedimenti disciplinari

L’Ordine dei Giornalisti dell’Emilia-Romagna, con il deposito degli atti  e con comunicazione tramite Pec ai legali,  ha concluso i procedimenti disciplinari relativi alle cosiddette “interviste tv a pagamento”. L’inchiesta era stata aperta in una seduta straordinaria del Consiglio del 24 agosto 2012 dopo lo scandalo delle comparsate dei politici della Regione che compravano spazi di informazione sulle maggiori emittenti regionali.

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Si è trattato di un’indagine  lunga e laboriosa anche per le difficoltà incontrate durante la fase istruttoria: dall’impossibilità di acquisire atti e documentazione dalla magistratura (titolare di parallela inchiesta) alla scarsa collaborazione delle forse politiche coinvolte e della stessa presidenza dell’Assemblea regionale.

I procedimenti, aperti nei confronti di cinque colleghi (due professionisti e tre pubblicisti) delle testate 7Gold, èTv e Teleromagna  hanno impegnato il Consiglio in analisi, riscontri, audizioni di testi e valutazioni per numerose sedute arrivando alla chiusura con tre sospensioni e due censure.

Questi  i nomi dei colleghi sanzionati: Dalio Pattacini (6 mesi di sospensione), Luigi Ferretti (due mesi di sospensione), Giovanni Mazzoni (due mesi di sospensione), Fausto Sergio Fagnoni (censura), Francesco Spada (censura).

Nell’ambito dei controlli, lo scorso 4 settembre, i militari della Guardia di Finanza, su delega della procura di Bologna, avevano acquisito informazioni presso le sedi delle emittenti radiotelevisive piacentine e regionali, tra cui anche Radio Sound, e nella sede della Regione. L’inchiesta, scoppiata qualche tempo fa in Emilia Romagna, ha preso le mosse da alcune interviste a pagamento rilasciate dal consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Giovanni Favìa. Da lì poi è venuto a galla che altri consiglieri regionali di diversi gruppi politici (quasi tutti tranne l’Italia dei valori)  avevano pagato emittenti per rilasciare interviste. Immediata la reazione dell’Ordine dei giornalisti regionale: “L’informazione a pagamento, sia che si tratti di politici o di qualsiasi altro cittadino, non fa parte della professione giornalistica ed è tassativamente vietata dalle nostre regole deontologiche a tutela soprattutto dei cittadini” ha detto il presidente Gerardo Bombonato. Anche l’Ordine aveva aperto un’istruttoria.

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