Processo Filosa, sfilano i testimoni della difesa: “Sempre stato corretto”

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Nuova udienza nell'ambito del processo ad Alfonso Filosa, l'ex direttore dell'Ufficio provinciale del lavoro di Piacenza sotto accusa per concussione e altri reati legati all'ipotesi che lo stesso Filosa avvertisse imprenditori di controlli nelle aziende in cambio di favori di vario genere.

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Oggi è stata la giornata dei testimoni convocati dal collegio difensivo formato dagli avvocati Benedetto Ricciardi e Luigi Alibrandi. Una lista lunghissima, inizialmente formata da 37 testimoni. A sette di loro ha rinunciato direttamente la difesa e questa mattina se ne sono presentati 18, uno dei quali ha poi dovuto abbandonare per un malore che l’ha costretto al ricovero. Imprenditori, avvocati, consulenti del lavoro, sindacalisti e funzionari pubblici hanno sfilato di fronte ai giudici Italo Ghitti (presidente), Maurizio Boselli ed Elena Stoppini rispondendo alle domande degli avvocati difensori alla presenza del pm Antonio Colonna. "Ha mai avuto richieste di denaro da parte del dottor Filosa?" è una delle prime domande con cui l'avvocato Ricciardi ha iniziato l’interrogatorio di tutti i testi. E la risposta è stata più o meno unanime da parte di tutti: "Mai ricevuto richieste di denaro, Filosa é sempre stato corretto".

In aula è stato chiamato a deporre anche Sandro Busca, oggi sindaco di Bettola e già segretario generale della Cisl di Piacenza e le sue risposte sono state in linea con quelle degli altri testi: con Filosa sempre rapporti istituzionali corretti e mai nessuna richiesta di denaro ricevuta.

Ha testimoniato poi Andrea Zagni, attualmente funzionario di Confindustria Cremona e con lo stesso ruolo anche quando l’imputato dirigeva l’Ufficio del lavoro della città lombarda. L’avvocato Ricciardi: “Ha mai ricevuto richieste di danaro da parte di Filosa direttamente a lei o, che le risulti, a imprenditori associati?". "No, mai" è stata la risposta.

Più approfondite le domande ad Alessandro Tedeschi, consulente del lavoro di Piacenza presso il cui studio ha fatto pratica Maria Teresa Filosa, figlia dell’imputato. Il testimone ha spiegato di conoscere la Freeman consulting, società di consulenza che faceva capo proprio alla figlia di Filosa e a Filosa stesso. "In alcune occasioni ho chiesto consulenze ma non tanto alla figlia quanto direttamente al dottor Filosa; consulenza che ho sempre regolarmente pagato ma al di fuori di questi rapporti non ho mai ricevuto richieste di denaro". E infine, rispondendo a specifica domanda, ha spiegato di aver ricevuto molte visite ispettive, come tantissimi studi professionali, ma di non essere mai stato preavvertito delle ispezioni in questioni da Filosa: “Il rapporto è sempre stato corretto".

E’ poi stata la volta di Giancarlo Vescovi, funzionario della Direzione provinciale del lavoro di Cremona addetto alla programmazione settimanale delle ispezioni. "L'ufficio ispettivo aveva un'ubicazione diversa da quella dell'ufficio del direttore Filosa – ha spiegato ai giudici – e il direttore non ha mai disposto autonomamente l'attività ispettiva". Entrando nel merito del meccanismo lavorativo ha spiegato “che il lunedì si faceva l'ordine di servizio con le varie ispezioni da fare in settimana e il martedì veniva poi comunicato al direttore". Avvocato Ricciardi: “Filosa le ha mai fatto modificare l'ordine di servizio?”. “Mai. Il programma si modifica solo in casi particolari, come attività parlamentari oppure infortuni mortali”. E ha proseguito: “Una volta effettuata l'ispezione il verbale resta nelle mani dell'ispettore per 60 giorni finché non si chiude la pratica”. Ricciardi ha insistito: “I risultati delle ispezioni quando venivano portati al dottor Filosa?”. “Non tutti gli interventi venivano rendicontati al direttore – ha risposto il funzionario – ma solo i casi più importanti”. E ancora: “Filosa è mai intervenuto con richieste ai singoli ispettori?” ha chiesto l’avvocato: “No”. “Si è mai attivato per l'archiviazione di alcune pratiche?”. Risposta: “Non mi risulta”.

Ha poi testimoniato Domenico Lo Surdo, direttore provinciale dell'Inps di Piacenza dal 1993 al 2006, anno del suo pensionamento. "Il programma delle visite ispettive dell'Inps doveva essere comunicato alla Direzione del lavoro per evitare sovrapposizioni" ha spiegato l’ex direttore dell’istituto di previdenza. Quindi l’avvocato Ricciardi: “Filosa ha mai chiesto di mitigare le attività ispettive o di ridurre sanzioni e quant'altro?”. La risposta è stata categorica: “Mai”.

E’ quindi stata la volta di Carlo Paiano, nel 2007-2008 alla direzione dell’Inps di Piacenza come successore di Lo Surdo e le sue risposte sono state pressoché identiche a quelle del suo predecessore.

L’udienza è stata aggiornata al prossimo 4 giugno per proseguire con l’audizione dei testimoni sempre della difesa.

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