Cocaina, dopo gli interrogatori restano in carcere i tre poliziotti arrestati

Per ora restano in carcere gli altri tre poliziotti arrestati lo scorso 15 aprile nell’ambito della maxi-inchiesta condotta dai carabinieri del Nucleo operativo di Piacenza su ipotesi di spaccio di cocaina, sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione e falso in atto pubblico.

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Tredici le persone colpite dall’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Giuseppe Bersani su richiesta del pm Michela Versini, e di queste 13 persone 6 sono poliziotti della questura di Piacenza, perlopiù in servizio proprio alla sezione narcotici. Nei giorni scorsi lo stesso giudice Bersani ha concesso gli arresti domiciliari a tre agenti (Claudio Anastasio, Paolo Cattivelli ed Enrico Milanesi) nonostante il parere contrario della procura che ha fatto ricorso al Tribunale del Riesame. Motivo: non ci sono più, secondo il giudice, le esigenze cautelari che giustificano la misura restrittiva più “forte” cioè il carcere. Una decisione, quella del gip, che non entra nel merito della questione e non incide dunque sulle accuse che restano in piedi.

Le difese, nel frattempo, continuano a sostenere l’estraneità dei loro assistiti ai fatti contestati: si tratterebbe di condotte che rientrano nella difficile attività di investigatori e quindi tutte “spiegabili”.

Tra mercoledì e ieri sono stati effettuati altri interrogatori in carcere a Opera e per il momento a carico dei tre poliziotti Paolo Bozzini, Luciano Pellilli e Luca Fornasari le misure cautelari restano quelle disposte con l’ordinanza di aprile.

Oggi in procura a Piacenza sono stati ancora ascoltati altri due indagati sempre nell’ambito della stessa indagine.

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