Profughi, Dosi: “Dimenticati dal governo, ora serve l’impegno di tutti”

La questione profughi torna in consiglio comunale. Il primo a prendere la parola è Marco Tassi del Pdl: “Non siamo più nel ’68 – chiosa – sono inammissibili forme di protesta come quella messa in scena dai profughi sotto il Comune in questi giorni. Sono comparsi striscioni con falci e martelli che non c’entrano nulla con la manifestazione in questione. Tende, accampamenti, bivacchi non sono accettabili, ci sono metodi e modalità da rispettare. Se qualcuno della maggioranza accetta queste forme, urge un’analisi interna alla stessa maggioranza”.

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Al consigliere Tassi ha risposto Carlo Pallavicini di Sinistra per Piacenza: “A mali estremi sono necessarie forme di protesta straordinarie. A volte è necessario utilizzare forme di protesta non ortodosse, tant’è vero che in questo caso gli stranieri sono riusciti a conquistarsi un tetto, nella fattispecie quello della circoscrizione 2. Inoltre non c’è stata alcuna intenzione di creare polemiche all’interno del consiglio comunale, anzi si sono viste le varie anime della politica adoperarsi per raggiungere una soluzione. Credo sia compito di tutte le istituzioni impegnarsi per risolvere la situazione, anche se in questo caso solo il sindaco e la giunta si stanno muovendo”.

Prende infine la parola il sindaco Paolo Dosi: “L’amministrazione comunale ha svolto un ruolo che di rigore non le competerebbe ma non potevamo stare a guardare di fronte ad una situazione di questo genere. Rimane il fatto che è mancata un’azione di coinvolgimento di quelli che erano profughi in attesa di raggiungere lo status di rifugiato politico, due condizioni ben differenti tra loro. In questi due anni non sono stati fatti passi a livello governativo per avviare percorsi formativi, linguistici che potessero favorire l’inserimento nella società. E’ una situazione difficile che dobbiamo affrontare con i mezzi che abbiamo. Tutti noi siamo chiamati ad affrontare questa situazione con l’unico, trasparente intento di donare un’esistenza dignitosa a queste persone. Per alcuni di loro riusciremo a trovare soluzioni in breve tempo, per altri ci vorrà un po’ di più. Di sicuro non faremo distinzioni in base alle diverse provenienze territoriali”.

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