Con un furgone abbattono la vetrina, spaccata da 22mila euro da Tosi Moto

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Spaccata al concessionario Tosi Moto di via Beretti Landi, in zona San Lazzaro. Alcune notti fa, intorno alle 4, un gruppo di malviventi ha sfondato la vetrina del negozio abbattendola con un furgoncino risultato poi rubato a Vigolzone. Dopo essere penetrati nell’esercizio travolgendo anche alcune moto in esposizione, i ladri si sono avvicinati con un secondo furgone sul quale hanno caricato due motociclette Yamaha una del valore di 17.390 euro, l’altra da 4.390 euro. Dopo aver “fatto spesa” sono fuggiti facendo perdere le proprie tracce. L’urto ha chiaramente attivato l’allarme e sul posto sono tempestivamente intervenuti i metronotte e i carabinieri: ma il gruppo di banditi, probabilmente professionisti, ha agito in tempi rapidissimi e all’arrivo delle forze dell’ordine era già sparito.

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Secondo una prima ricostruzione, prima di utilizzare il furgone come ariete, i ladri avrebbero tentato altre strade. Prima avrebbero provato a sradicare la porta di ingresso legando la maniglia al furgone attraverso del filo di ferro: al momento di tirare, però, il filo di ferro si sarebbe strappato. Avrebbero allora tentato con delle cinghie utilizzate per la chiusura delle casse in cui vengono imballate le moto: le cinghie non si sono strappate ma la porta è rimasta in piedi e il furgone è riuscito solo a staccare la maniglia. Perse le speranze di entrare dalla porta principale, i ladri hanno così sfondato la vetrina con lo stesso furgone. Dettaglio singolare: invece di effettuare la manovra a marcia indietro come spesso capita, l’autista della banda ha colpito la vetrata con il muso della vettura rischiando di rimanere anche seriamente ferito. In altre parole parrebbe essere un colpo studiato ad arte da professionisti e non è da escludere che i banditi volessero nello specifico proprio le due moto che effettivamente poi hanno rubato.

Per Marco Tosi, il proprietario del concessionario, lo scoramento è tanto anche perché oltre al valore della refurtiva dovrà fare i conti con i danni ingenti causati dalla spaccata. “Già ci si mette la crisi che colpisce anche noi come tutti, ci sono le tasse sempre più pesanti, gli impegni burocratici ogni giorno più assillanti e dopo questa disavventura la voglia di chiudere bottega si fa sinceramente sentire…”.

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