Paura dopo la sparatoria, residenti e commercianti: “Ci sentiamo abbandonati”

Si terrà domani l’autopsia sul corpo di Sadik Hajderi, il 39enne albanese freddato da tre colpi di pistola mentre sedeva ad un tavolo esterno del bar Baraonda di via Colombo. Due uomini sono scesi da una Fiat Punto, si sono diretti verso il 39enne e hanno esploso due colpi fatali per l’uomo. Ferito al braccio, non gravemente, un altro albanese, che si trovava accanto ad Hajderi. Secondo le prime testimonianze non sarebbe da escludere che anche quest’ultimo possa essere stato colpito intenzionalmente. Altri due connazionali si trovavano al tavolo con Hajderi, anche loro potrebbero fornire informazioni utili. Pare ormai certo comunque che si sia trattato di un regolamento di conti. Ora gli inquirenti stanno ascoltando numerose persone in questura ma dagli investigatori della Squadra Mobile coordinati da Filippo Sordi e da parte del pm Emilio Pisante che coordina le indagini non trapela nessuna novità nemmeno sul movente dell’omicidio.

Intanto al Baraonda di via Colombo questa mattina i clienti abituali sono tornati nonostante il delitto avvenuto la sera precedente. Tra i cittadini della zona e tra gli avventori si respira rabbia e rassegnazione per una zona teatro di tensioni come la vicina via Roma: “Io vengo al bar la mattina ma al pomeriggio torno a casa e non esco più perché la sera la situazione diventa davvero critica” spiega un signore. “Il problema qui sono gli stranieri e le forze dell’ordine troppo permissive – lamenta un altro avventore – ci sono troppi stranieri e con la povertà che aumenta a vista d’occhio la situazione rischia di sfuggire di mano. Qui siamo vicini a via Roma e il clima è esattamente lo stesso: mia figlia ha 20 anni e lavora proprio in via Roma, ogni giorno la porto a lavorare e la sera la vado a prendere perché non mi fido a lasciarla da sola in questa zona”.

Presenti al bar questa mattina anche molti stranieri, visi noti e clienti fissi, che non ci stanno a giocare il ruolo del capro espiatorio: “Sono fatti che possono accadere anche in piazza Cavalli, non è questione di zona” lamenta uno di loro. “Molti dicono che noi stranieri siamo poveri e che per questo ci diamo alla criminalità, ma non è vero. Non si possono collegare le due cose perché molti di noi, pur non avendo molti soldi, non si sognerebbero mai di commettere alcuna violenza”. Qualcun altro invece sceglie la via di mezzo e tuona: “Se tra noi marocchini ci sono problemi, al massimo può capitare una scazzottata, come tra voi italiani, il problema sono gli albanesi: loro sì che per risolvere le loro questioni fanno presto ad estrarre una pistola”.

E poi ci sono i commercianti, i primi insieme ai residenti a percepire il problema sicurezza. Lo spiega Valter Bulla che da anni si batte per una riqualificazione di via Colombo: “Sì, mi sono battuto per riqualificare la zona e un fatto del genere mi rattrista davvero tanto. Per questo chiedo un tavolo di lavoro con l’amministrazione e con le forze dell’ordine perché è giusto che ascoltino la voce di chi ogni giorno qui vive e lavora. Questa via per chi ci lavora da tanti anni è una seconda casa: ieri sera quando mi hanno chiamato per spiegarmi ciò che era successo sono stato male”.

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