Depredarono l’urna del Beato Scalabrini in Duomo, arrestati due sospetti

Arrestati i presunti autori del furto che la notte del 12 aprile scorso sconvolse Piacenza: ignoti entrarono in Cattedrale e depredarono la teca che ospita la salma del Beato Scalabrini. I malviventi rubarono un crocifisso, un anello, un calice e un rosario, un bottino di circa 5mila euro. Ora dalle indagini della polizia sarebbero emersi due nomi, si tratta di due milanesi di circa 30 anni raggiunti da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere con l’accusa di furto aggravato. Gli avvocati dei due sospettati mantengono per ora il riserbo e pare che le indagini della polizia non siano ancora del tutto terminate.

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Gli investigatori stanno anche cercando di capire dove possano essere finiti gli  oggetti sacri, guardando soprattutto negli ambienti del mercato nero: la speranza è ovviamente quella di ritrovare le preziose reliquie e riportarle al legittimo proprietario, ovvero il Beato Scalabrini.

Con ogni probabilità i ladri si nascosero nella Cattedrale, rimanendo al suo interno per tutta la notte. Dopo la chiusura si sarebbero messi all’opera con tutta calma. Ad accorgersi del colpo fu suor Lina Guzzo, responsabile delle Scalabriniane di Piacenza. Come ogni mattina intorno alle 7.30 si era fermata a pregare di fronte alla teca quando si accorse del furto. Immediatamente furono avvertiti Padre Parolin e Padre Fongaro per gli scalabriniani, oltre naturalmente alle forze dell'ordine.

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