Sicurezza, l’affondo del centrodestra: «Dalla Giunta risposte insufficienti»

La sicurezza in città dopo i recenti fatti di cronaca (su tutti l'omicidio del Baraonda di via Colombo un mese fa) torna a infiammare la seduta del consiglio comunale. Un tema sembra caldo rispetto al quale secondo la minoranza la Giunta non è in grado di fornire risposte soddisfacenti: «Risposte che non rendono giustizia ai cittadini onesti di questa città» ha detto a chiare lettere il consigliere Massimo Polledri della Lega. Che prosegue impegnando il sindaco e la Giunta, con un ordine del giorno firmato dal centrodestra con Filiberto Putzu, ad «aumentare i controlli in via Colombo» (punto 1), a «rilanciare il progetto della Pattuglia mista con l'implementazione del servizio di pattugliamento in tutte le ore della giornata specie di notte» (punto 2), a «ripristinare il servizio di Security point rimasto attivo fino a novembre dello scorso anno» (punto 3), a «vietare l'apertura di esercizi pubblici (bar, pub, birrerie) nei quartieri a rischio oltre le ore 20» (punto 4), a «vietare la somministrazione di alcolici fuori dai locali» (punto 5), a «concordare con la Provincia l'utilizzo delle risorse umane e strumentali per le finalità di cui sopra» (punto 6). 

Il sindaco, in risposta, ha espresso parere favorevole rispetto al primo punto, quello cioè che riguarda l'aumento dei controlli nella zona di via Colombo, e anche rispetto al terzo che riguarda il ripristino dei Security point: «Ho partecipato anch'io qualche mese fa – ha detto Paolo Dosi, primo cittadino – e ritengo che siano una buona iniziativa di prossimità ai cittadini, purché gestita in modo che i cittadini stessi non si sentano in uno stato di polizia». Ok anche al quinto punto, quello relativo al divieto di somministrazione di alcolici fuori dai locali con la precisazione che «tale divieto esiste già». Con riferimento all'ultimo punto, quello dove si invita il Comune a concordare con la Provincia l'utilizzo delle risorse umane e strumentali per garantire maggiore sicurezza, invece il sindaco si dice contrario: ora non sono previsti protocolli comuni. Voto contrario anche agli altri due punti. 

L'ordine del giorno è stato approvato con 23 voti favorevoli nonostante alcuni punti non siano passati. Tra questi, le pattuglie miste alle quali teneva particolarmente anche il consigliere di Fratelli d'Italia che ricorda come «alcuni anni fa per iniziativa dei ministri La Russa e Maroni erano state messe in campo pattuglie miste perché l'esercito, e qui a Piacenza il Secondo genio pontieri, aveva messo a disposizione alcuni reparti i cui militari supportassero carabinieri, polizia e guardia di finanza nel presidio del territorio. Era un'iniziativa a costo zero – sottolinea Foti – era un'iniziativa positiva che ha avuto come cartina di tornasole che alla fine dell'iniziativa in questione il numero dei reati era calato. Non s'è voluto fare più niente e ritengo che sia stata una scelta miope e controproducente. Ritengo invece che quella sia la strada maestra su cui procedere». 

E  con riferimento alle pattuglie miste tra le varie forze dell'ordine è quindi stato proposto un nuovo ordine del giorno firmato dal consigliere Mirta Quagliaroli (M5S) nel quale si chiede un più proficuo collegamento tra forze istituzioni per una maggiore efficienza in tema di sicurezza e legalità. 

«Mi faccio carico di tutto quello che manca e accetto critiche e suggerimenti – dice il sindaco Dosi, con forza – ma mi pare che non si abbia ben presente quello che c'è, e cioè quello che il nostro corpo di Polizia municipale sta facendo. Si tenga conto che abbiamo sempre meno risorse a fronte di sempre più risorse». Dal sindaco una richiesta rivolta ai “teorici”: si tenga conto delle risorse quando si fanno proposte.

Chi invece pensa che dal Comune continui ad arrivare una risposta insufficiente in tema sicurezza è il consigliere leghista Massimo Polledri: «Questa maggioranza di centrosinistra non è attrezzata a considerare la sicurezza come un diritto dei cittadini». E prosegue senza mandarle a dire: «In certi momenti lo Stato deve mostrare i muscoli anche perché dall'altra parte non ci sono boy scout ma ci sono delinquenti. Chiediamo il rispetto della legalità a 360 gradi». E lamenta, Polledri, la retromarcia del Comune sulle pattuglie miste o sull'obbligo di chiusura per certi locali in determinate zone critiche della città. Soddisfatto invece per l'approvazione del punto che chiedeva il divieto dell'alcol di notte nella zona di via Roma. C'è un interrogativo però che secondo Polledri dovrebbe ricevere risposte e rispetto al quale il Comune dovrebbe giocare un ruolo attivo: i recenti fatti di cronaca (e il riferimento è alla sparatoria tra albanesi in via Colombo culminata in omicidio) si inseriscono in un contesto di mafia e criminalità organizzata oppure sono episodi isolati? «Un Comune che rinuncia ad essere protagonista in tema di sicurezza – conclude Polledri – è un comune minoritario e poco attrezzato». 

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