Lega, il “patto della zucca” Bossi-Salvini lancia la corsa alla segreteria

“Patto della zucca" siglato, senza tanti fronzoli. Potremmo dire addirittura due, visto che non solo Matteo Salvini si è presentato a Pecorara ma anche Umberto Bossi ha assicurato che si sarebbe spostato per andare a Ziano. Promessa, quest'ultima, non mantenuta. Divisioni ricomposte, quindi? Forse no, però un bel segnale in tempo di crisi, sia nel paese che nella Lega Nord.

A Pecorara, da una parte Umberto Bossi, fondatore e in lizza per tornare alla guida del movimento: “Ho già presentato la candidatura” ha assicurato. Dall’altra Matteo Salvini, maroniano e punta di diamante della Lega 2.0 per correre alla segreteria, che è arrivato per non fare un torto al Senatùr.

Due feste ma un solo partito. Era questo che volevano i militanti, dopo che erano stati annunciati gli appuntamenti targati Carroccio nella stessa sera. Il primo, quello storico, a Pecorara con Bossi, Tremonti e l'ex deputato Massimo Polledri ma senza simboli della Lega. L’altro a Ziano piacentino, con il nuovo corso del movimento, ospite Matteo Salvini e tutti i dirigenti piacentini.

Inondati da un mare di commenti negativi negli ultimi giorni, i vertici hanno pensato all’unica mediazione possibile per non dividere una Lega che ormai vede i voti con il lumicino: che Matteo Salvini, prima di Ziano, passasse a salutare Bossi a Pecorara e viceversa. Così è stato ma il feeling tra i due evidentemente non è scattato, neppure questa volta.

L’incontro è stato freddino, con una veloce stretta di mano per i fotografi e pochi sguardi senza nessun cenno di intesa. “E’ una vita che vengo qui,  Perché non sarei dovuto esserci – ha spiegato il presidente del Carroccio –  ma poi andrò anche all’altra festa”. Insomma, secondo Bossi, non esistono divisioni: “La lega è unita adesso, c’è il congresso e ci giocheremo le nostre carte”. Carte che lui, di certo, intende spendere appieno, ha assicurato: “Sì, ho già presentato la candidatura. Giorgetti era un buon  candidato ma serviva uno in grado di unire tutti. Me l’hanno chiesto migliaia di militanti. Non li voglio deludere”.

Anche l’eurodeputato ha fugato ogni dubbio sulla spaccatura nel movimento: “Siamo così in salute che ne facciamo due di feste con un sacco di gente – ha detto sorridendo Salvini -. La Lega sta bene, apre sezioni, sale nei sondaggi. Non parliamo di menate ma di lavoro, immigrazione, euro”. E con il Senatùr quali sono i rapporti, gli chiedono? “A Bossi va riconoscenza per quel che ha fatto e farà e poi comunque vado con i segretari e i militanti a Ziano. Piacenza è davvero effervescente”. Neppure all’annuncio che Bossi si ricandiderà alla segreteria scuote Salvini, stasera in clima di riappacificazione: “Il bello è che 20mila militanti votano. Il confronto è sui progetti, le idee, cosa fare per salvare questo paese”.

 

FESTA DELLA ZUCCA DI ZIANO, SOLD OUT ALL’EX CINEMA, BORGHEZIO: “IL FUTURO DELLA LEGA? UN’IDENTITÀ CHE COMBATTE”

Sono oltre 500 le persone che hanno partecipato questa sera alla festa della zucca Lega Nord di Ziano, ospitata per la prima volta in paese, nell’ex cinema di viale dei Mille. Ospiti, eletti e dirigenti, con rappresentanti da tutta l’Emilia e dalla Lombardia. Si chiude così l’edizione 2013 della rassegna del Carroccio.

Le zucche e il folclore hanno rappresentato un’occasione di incontro per una “festa identitaria”, così l’ha chiamata l’europarlamentare Mario Borghezio, occasione per rilanciare contenuti politici e per “parlare dei problemi di famiglie, anziani e imprenditori e di un governicchio che non sa che cosa voglia dire non arrivare a fine mese” ha precisato il segretario provinciale Pietro Pisani. A livello municipale la battaglia di bandiera del Carroccio è quella contro il patto di stabilità, che è già approdata sul web all’indirizzo www.rompiamoilpatto.org. “A Ziano abbiamo 120mila euro in cassa che non possiamo investire per i cittadini a causa dei vincoli imposti dal patto” ha spiegato il sindaco di Ziano Manuel Ghilardelli.

Da qui alle critiche al Governo il passo è stato breve. Nel mirino anche “i due svuotacarceri” voluti dall’Esecutivo Letta. “Entro il 31 dicembre saranno liberati 20mila detenuti”, ha protestato l’onorevole Guido Guidesi. La soluzione al sovraffollamento da tempo invocata dal Carroccio è il “rimpatrio dei detenuti stranieri, sono quasi il 40 per cento” ha detto il parlamentare.

Altro tema caro al popolo leghista: la lotta all’euro. La protesta approderà nelle piazze di tutta la Lombardia il 23 novembre a Milano e in tutte le piazze della Lombardia, ha anticipato il deputato. “Il momento di dare una spallata al sistema centralista è ora. Roma e Bruxelles appaiono infatti come dei giganti, ma dai piedi d’argilla” ha sottolineato l’europarlamentare e vicesegretario federale Matteo Salvini, che ha quindi fatto appello all’unità del popolo del Carroccio per “raggiungere il dieci per cento”.  E tra i temi c’è lo spazio anche per parlare di futuro del movimento e di nuovo corso. La Lega del domani? “Un’identità che combatte. Questo chiedo ai dirigenti: riportateci a quella Lega” ha detto Borghezio.

Sul palco e nel pubblico, tra gli altri, anche il segretario della Lega Emilia Fabio Rainieri, il responsabile sicurezza, giustizia e immigrazione e consigliere regionale Manes Bernardini, il collega piacentino Stefano Cavalli. Ancora: il consigliere regionale lombardo Pietro Foroni, il vicepresidente della Provincia di Piacenza Maurizio Parma, il sindaco di Casalpusterlengo Flavio Parmesani e il capogruppo in consiglio a Milano Alessandro Morelli. Chiusura affidata a Angelo Boledi, responsabile organizzativo dell’evento. 

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