Centro Pasti di La Verza, prodotti piacentini per l’ospedale e le scuole

"Ottimizzazione delle risorse, valorizzazione delle eccellenze e delle tipicità del territorio, tutela del diritto dei cittadini alla salute e alla qualità degli alimenti forniti dal servizio pubblico": così il sindaco Paolo Dosi sintetizza gli obiettivi e i criteri fondanti della nuova organizzazione dell'attività del Centro Pasti di La Verza, rimarcando "il carattere innovativo dell'affidamento congiunto dell'appalto, tra Amministrazione comunale e Azienda Usl". Il primo cittadino sottolinea inoltre "le positive ricadute economiche che il bando di gara ha permesso di conseguire, anche grazie alla stipula del Protocollo d'intesa con la Camera di Commercio che ha favorito il coinvolgimento dei fornitori locali, dando linfa alla nostra produzione agroalimentare anche in fasce di territorio, come quella collinare, che potranno beneficiare in maniera particolare da questo rilancio. Senza dimenticare che, alla base di tutto, vi è un'impronta etica forte e ben definita".

“Il progetto di una gestione unitaria nella ristorazione delle mense scolastiche e dell’ospedale – evidenzia Andrea Bianchi, direttore generale dell’Ausl di Piacenza – nasce da un’innovativa convergenza di idee che si sviluppò con l’Amministrazione comunale di Piacenza, allora guidata dal sindaco Roberto Reggi. Una ricerca specifica commissionata ad hoc dall’Ausl tre anni fa mise in luce quanto potesse essere conveniente e strategico intraprendere la strada della collaborazione con altri enti per concentrare i siti di produzione. Questa scelta e il successivo appalto unificato ci permettono oggi non solo di concretizzare ingenti risparmi ma anche di portare fuori dall’ospedale di Piacenza la cucina, liberando spazi preziosi che saranno riqualificati per attività sanitarie. In particolare – prosegue Bianchi – il trasferimento consentirà di trasferire nel polichirurgico la Medicina nucleare, di potenziare la Radiologia e di creare aree di supporto. In questo contesto generale di opportunità, va inoltre evidenziato che la nuova gestione fornisce soprattutto un miglioramento nella qualità del servizio. Per il confezionamento dei pasti prodotti per i pazienti in ospedale e per gli ospiti delle comunità saranno utilizzati cibi a Km0 e prodotti biologici. In ospedale, ovviamente nel rispetto delle condizioni cliniche di ogni malato, il servizio sarà effettuato in stoviglie di ceramica, con una scelta più ampia nel menù, la prenotazione al letto e la personalizzazione per ogni paziente: gli alimenti saranno cucinati in espresso dal Centro Pasti di La Verza”.

“La ristrutturazione e ampliamento di questo centro pasti, per il quale è stato sostenuto un investimento di 1.600.000 euro – dichiara la Presidente CIR food Chiara Nasi – oltre a potenziarne la capacità produttiva, conferma la nostra politica di radicamento territoriale e la nostra attenzione alle esigenze dei clienti che sono poi quelle della comunità che rappresentano. Inoltre ciò ci permette di assicurare occupazione e garantire continuità di lavoro ai dipendenti e ai soci che è la vera mission della nostra impresa. Qui a Piacenza – conclude Chiara Nasi – ci troviamo di fronte a un bellissimo esempio di processo virtuoso fra PA, aziende di ristorazione, aziende di produttori locali e Comunità che porterà beneficio e darà soddisfazione a tutta la collettività”. “E’ con immenso piacere – sottolinea il direttore generale di Copra Elior Rosario Ambrosino – che oggi inauguriamo questo centro di cottura completamente ristrutturato ed adeguato per il nuovo servizio che andremo a svolgere. E’ per noi, infatti, motivo di vero orgoglio essere riusciti a riportare sul territorio piacentino la produzione dei pasti destinati ai degenti del nostro ospedale”.

 

SPECIFICITA’ DELL’APPALTO DEI SERVIZI DI RISTORAZIONE SCOLASTICA E RISTORAZIONE OSPEDALIERA

Nel marzo 2011 è stata stipulata la Convenzione tra Comune di Piacenza e Azienda Usl che sancisce la decisione di gestire in maniera congiunta il Centro di produzione Pasti, procedendo a formulare un unico appalto per i servizi di ristorazione scolastica e ospedaliera. Una scelta innovativa, mirata a consentire il miglior utilizzo della capacità produttiva del Centro Pasti e delle risorse complessivamente disponibili, garantendo standard di qualità elevata del servizio reso ai cittadini. Nell’aprile 2011, viene siglato tra l’Amministrazione comunale, l’Ausl e la Camera di Commercio di Piacenza un Protocollo d’intesa mirato a creare le condizioni “affinché le aziende della ristorazione che parteciperanno alla gara pubblica possano rivolgersi ai produttori locali”, in conformità a quanto previsto dal Piano d’azione nazionale per la sostenibilità dei consumi nella Pubblica Amministrazione (Decreto Interministeriale dell’11 aprile 2008). Nello stesso mese viene pubblicato il bando di gara per l’appalto congiunto dei due servizi: la durata è di 9 anni, con una previsione annuale di 1.450.000 pasti e base d’asta pari a circa 60 milioni di euro (59.995.590,46 euro). A seguito del ricorso presentato dalla ditta seconda classificata, il contratto è stato definitivamente sottoscritto per il periodo 1° luglio 2013 – 30 giugno 2022. L’avvio a pieno regime sarà domenica prossima, 17 novembre, quando partirà la preparazione del pasto anche per i  degenti dell’ospedale.

Prestazioni obbligatorie da capitolato: il capitolato applica principi di natura etico-sociale, di rispetto dell’ambiente e della tradizione alimentare, imponendo all’aggiudicatario le seguenti condizioni:

– la fornitura di diversi prodotti biologici (pasta, riso, farina, latte, alcuni tipi di frutta e verdura), di alcune tipologie di ortofrutta da lotta integrata, nonché di prodotti a marchio di qualità (salumi piacentini, grana padano, parmigiano e prosciutto crudo dop);

– l’utilizzo a cadenza bisettimanale, per la ristorazione scolastica, di pasta bio proveniente dalle terre liberate dalla mafia;

– la somministrazione di banane provenienti dal commercio equo-solidale;

– la collaborazione, a richiesta, al progetto “Piacenza Solidale” per il recupero di alimenti non utilizzati;

– l’utilizzo, almeno due volte l’anno, di prodotti a sostegno della biodiversità, ovvero prodotti a rischio di estinzione.

E’ escluso l’utilizzo di prodotti contenenti Ogm con l’aggiunta, per la carne bovina, dell’assenza di Ogm anche dall’alimentazione degli animali stessi.  Le stoviglie per entrambi i servizi sono a lungo utilizzo: piatti in ceramica, posate in acciaio, bicchieri in vetro. Punteggio per l’aggiudicazione della gara: L’appalto è stato aggiudicato secondo il criterio dell’offerta economica più vantaggiosa, con l’assegnazione di 20 punti per il ribasso del costo proposto e 80 per l’offerta qualitativa. Degli 80 punti dell’offerta qualitativa 25 sono stati assegnati alla qualità degli alimenti, mantenendo il rispetto dell’ambiente quale criterio di riferimento: il punteggio ha premiato infatti l’offerta di prodotti locali, a minor numero di km., biologici, a lotta integrata.

 

RISULTATI DELL’APPALTO

a) tutela della  salute e dell’ambiente come conseguenza della qualità intrinseca dei prodotti, della modalità e dei luoghi di produzione;

b) valorizzazione del prodotto locale: somministrazione di carne bovina e di pollo biologiche; l’elenco dei prodotti locali comprende inoltre: frutta e verdura, pane, mozzarella, yogurt, latte, pomodori in scatola, salumi, pizza e focaccia, farine e pasta;

c)  sostegno all’economia del territorio: coinvolgimento di 30 fornitori locali, tra cui aziende del territorio collinare (ad esempio, produttori di latte fresco), cui la durata di 9 anni dell’appalto dà garanzie di stabilità e continuità;

d) attenzione ai valori etici e sociali che il cibo può veicolare.

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