Unieuro, salvi 30 lavoratori e il magazzino: per gli altri cassa integrazione

 AGGIORNAMENTO – Un punto di incontro sembra essere stato trovato tra sindacati – e quindi le richieste dei lavoratori – e l’azienda dopo tre ore di tavolo istituzionale alla presenza degli assessori al Lavoro Andrea Paparo (Provincia) e Luigi Rabuffi (Comune) e comunale allo Sviluppo economico Francesco Timpano. Secondo quanto emerso dovrebbe essere salvo il magazzino del polo logistico e una trentina di posti di lavoro (su 118 piacentini e 70 piemontesi).Per tutti gli altri è previsto il ricorso alla cassa integrazione straordinaria a partire dal 1 maggio 2014 e un sistema di incentivi economici all’esodo. Trovato quindi l’accordo sugli incentivi, che erano l’ultimo scoglio su cui si era arenata la trattativa con la Sgm, controllante di Unieuro e Marco Polo Expert.

 

UNIEURO, PAPARO: “IMPORTANTE AVER MANTENUTO A LIVELLO LOCALE LA TRATTATIVA”

L’assessore provinciale: “Ruolo di mediazione delle istituzioni e responsabilità delle parti hanno evitato lo scenario peggiore”

“Oggi – ha commentato l'assessore provinciale alle Politiche del Lavoro Andrea Paparo – si è ottenuto un risultato insperato rispetto al punto di partenza e alla chiusura iniziale manifestata dall'azienda. E’ stato fondamentale mantenere a livello locale la trattativa. Pur in una grave situazione di perdita di posti di lavoro, anche l'importante azione di mediazione delle istituzioni ha consentito – insieme alla responsabilità manifestata dalle parti – di evitare lo scenario peggiore”.  

L’annuncio dell’assessore Paparo è arrivato al termine di una lunga giornata che ha visto prima la sigla in Provincia del verbale di incontro (che ha sancito di fatto l'intesa sulla vertenza che coinvolge i lavoratori di Unieuro) e poi l’approvazione dello stesso accordo da parte dell'assemblea dei lavoratori. L’accordo prevede il salvataggio del magazzino piacentino (su cui il Comune di Piacenza avvierà un confronto per un possibile sviluppo), la ricollocazione del 30% del totale dei dipendenti dei due centri direzionali (si ricorda che i lavoratori dei centri direzionali di Piacenza e Monticello d'Alba ritenuti in esubero sono complessivamente 188: di questi 118 solo a Piacenza) e 24 mesi di cassa integrazione straordinaria per i lavoratori non ricollocati. L'accordo prevede inoltre un sistema di incentivi all'esodo molto vicino alla proposta avanzata al tavolo della trattativa dalle istituzioni piacentine.

La crisi, lo si ricorda, si era aperta con il sì all’accordo tra le società Dixons e Sgm per l’acquisizione da parte di Sgm-Marco Polo Expert della catena Unieuro (con la conseguente chiusura delle due sedi dell'azienda a Piacenza e Monticello d'Alba).

L'incontro decisivo di questa mattina – che ha visto seduti intorno allo stesso tavolo Provincia, Comune di Piacenza, rappresentanti dell'azienda e parti sociali – è stato l'ultimo di una lunga serie di riunioni che si sono susseguite nelle scorse settimane.

 

NOTIZIA – Trattativa che si gioca ormai sui dettagli per i lavoratori Uniero. Si è concluso, verso le 11 del mattino, il primo confronto tra i sindacati e gli assessori provinciale al Lavoro Anderea Paparo ed i colleghi Luigi Rabuffi e Francesco Timpano per il Comune, che hanno deciso di discutere prima separatamente con le parti per poi trovare una sintesi. 
La proposta dei sindacati, per ora è stata rifiutata dall’azienda che però ha avanzato una contro proposta: a fronte della richiesta di 9 mensilità per coloro che hanno fino a sei anni di anzianità e di 18 per coloro che ne hanno più di sei, i vertici hanno detto di poter arrivare a 7 mesi nel primo caso e 16 nel secondo. “Vedremo se, dopo che gli assessori avranno incontrato l’azienda riusciremo a trovare un punto d’incontro” ha detto Vincenzo Guerriero della Uil, che ha poi annunciato che “comunque la proposta verrà poi discussa in assemblea”. 

Ricordiamo che sono 118 i dipendenti piacentini e 70 quelli piemontesi (Monticello d'Alba) considerati in esubero, dopo che la Sgm ha acquisito Unieuro e Marco Polo Expert. Per una trentina il posto potrebbe essere salvo, con lo spostamento alla sede di Forlì, per gli altri si continua a trattare. 

 

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