Parla Dosi: “Nessuna epurazione. Sarà la mia giunta e non avrò più alibi”

Un rimpasto “necessario perché in un anno e mezzo si sono create evidenti difficoltà che incidevano sulla coesione stessa della giunta”. E’ un sindaco Paolo Dosi che non riesce a nascondere, né forse vuole farlo, il fardello emotivo che si sta portando sulle spalle in questi giorni di “passione politica”. Ha deciso di presentarsi davanti ai microfoni dopo la velenosissima piega che ha preso la vicenda del rimpasto, soprattutto dopo le dimissioni di due esponenti forti della sua squadra, il vicesindaco Francesco Cacciatore e l’assessore Giovanna Palladini (che hanno formalizzato in mattinata le dimissioni), per spiegare alla città il perché – a suo avviso – “la svolta era necessaria”.

Non ha fatto anticipazioni sulle nomine. “Avrei voluto comunicare le modifiche già oggi, ma è un percorso complesso. Vedrete tutto lunedì”. “E lì – ha aggiunto – si potrà percepire nitidamente che le accuse che mi si stanno rivolgendo in questi giorni sono infondate. Non ci sarà alcuna epurazione, né questo termine appartiene al mio vocabolario. Le nomine che ho in testa non sono assolutamente il frutto di qualche spartizione o di logiche di correnti. Potrete verificare lunedì anche come reagirà il Consiglio”.

Non ha voluto commentare le stilettate mosse da Cacciatore e Palladini, se non per dire “che sono stato sorpreso dalle accuse personali che da loro, e da altri, mi sono state rivolte. Non me l’aspettavo, ne prendo atto, ma non intendo scendere sul loro terreno, non è mio costume farlo”. Così come non ha voluto commentare la cena dell’antivigilia di Natale quando ha invitato tutti gli assessori a casa sua, forse nell’estremo tentativo di ricucire pesanti strappi”.

Il Dosi 3, quello che inizierà lunedì, è forse quello buono nella mente del sindaco. “Mi sono trovato a un bivio: o accettare il compromesso di andare avanti in una situazione di giunta poco coesa pagando il prezzo di un rallentamento dell’azione amministrativa. Oppure cambiare e optare per una ridistribuzione delle deleghe allo scopo di migliorare l’attività amministrativa. Ho pensato che era giunto il momento di cambiare. Nessuna questione personale o di sfiducia verso l’operato di qualcuno. Penso che in questo anno e mezzo nel lavoro che abbiamo svolto siano emerse diversità di vedute su molte pratiche, cosa che ha frenato la nostra azione. La giunta era poco coesa e sicuramente ho delle responsabilità anch’io di non essere stato in grado di cementarla”. Non entra nello specifico delle pratiche spinose: Palazzo Uffici, piscina, asilo Vaiarini.

Dosi più volte parla della giunta che aveva in testa un anno e mezzo fa e che cambiò all’ultimo “in virtù di una serie di condizionamenti”. “Non potrà essere la stessa giunta che avevo in mente un anno e mezzo fa. Ma certamente rimanderà a quelli che erano gli obiettivi che contavo di raggiungere quando pensavo a una squadra più confacente alle sensibilità del sindaco che aveva vinto le elezioni. Poi è chiaro, un percorso come le primarie porta con sé anche l’aver dovuto accettare il prevalere di logiche legate alle differenti anime del partito. Ripeto: si poteva andare avanti lasciando tutto così, ma non era giusto né rispettoso nei confronti degli impegni che avevo preso davanti alla città. Ora voglio voltare pagina e trovare condizioni migliorate”. E’ consapevole che da lunedì non avrà più alibi: “Sarà la mia squadra, e so che da questo momento in avanti non avrò più giustificazioni”.

Ha fatto capire di non temere da ora in avanti rappresaglie da parte della corrente cuperliana che venerdì sera – agli ordini di Cacciatore e Palladini – si era riunita minacciando di attuare azioni forti contro l’amministrazione. Proposito che tuttavia non avrebbe trovato troppe sponde (a sfilarsi in particolare Marco Pascai). “Vedrete lunedì come si comporterà il Consiglio comunale”.

Alle domande incalzanti dei giornalisti risponde rivelando di non aver mai pensato in queste settimane o mesi di dimettersi. “sarebbe stata una sconfitta”, e di “non aver mai ricevuto condizionamenti esterni dall’ex sindaco Roberto Reggi” come Cacciatore e Palladini evidenziavano. “La città potrà vedere che le scelte che sto facendo sono solo attribuibili al sottoscritto”. Ed è proprio alla città, un po’ spaesata da questa deriva, che rivolge l’ultimo messaggio: “Ai piacentini dico che nel giro di 48 ore ripartirà l’azione amministrativa, spero nel modo migliore rispetto a quello che è stato prima”.

 

 

 

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